A proposito del Papa…

di Gian Maria Fara
30 novembre 2015

Undicesimo viaggio apostolico fuori dall’Italia per Papa Francesco, in Africa dal 25 al 30 novembre, in Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana. Parole chiave “riconciliazione, perdono e pace”, ma anche “comprensione e rispetto”, in tempi in cui ovunque i fedeli di ogni religione e le persone di buona volontà sono invitati reciprocamente a sostenersi “come membri della stessa famiglia umana”. Qualche miope notista ha definito la posizione della Chiesa “un’utopia del Terzo Millennio”.

In realtà, la dottrina sociale della Chiesa esprime un assenso al capitalismo e un forte dissenso nei confronti del “capitalismo reale” e avanza la richiesta, per il nuovo millennio, di un “capitalismo dal volto umano” al servizio di una ricerca che possa garantire valori di umanità e di solidarietà anche in àmbito economico a conferma, casomai ce ne fosse bisogno, del carattere profetico e comunitario del cattolicesimo.

Vi è nella dottrina sociale della Chiesa la richiesta di una riscoperta della cultura e della mentalità occidentali, orientate in direzione di una trasformazione e di una umanizzazione del modello sociale di sviluppo capitalistico: così come essa ribadisce la scelta preferenziale verso i poveri, nello stesso tempo propone la rivalutazione di soggetti sociali come la famiglia, le organizzazioni professionali, le imprese e il volontariato.

Sul tema dell’etica e del capitalismo, la Chiesa ha indicato una chiara posizione: il mercato capitalistico e la sua logica dell’avere devono essere regolati dallo Stato e vincolati a considerazioni etiche. Sebbene venga spesso sottolineato che la Chiesa «non ha modelli da proporre», essa però avanza l’idea di correzioni umanizzanti del mercato economico, perché sia ridimensionata quell’idea del capitalismo moderno secondo la quale il valore economico costituisce un riferimento supremo per la condotta dell’uomo.

Si tratta quindi di correggere l’esperienza di un capitalismo che spesso raggiunge il successo a spese dei poveri e senza tener conto della morale. Il riconoscimento del ruolo economico del mercato, non impedisce dunque che la Chiesa ne avversi le ingiustizie e ostenti diffidenza verso forme monopolistiche e oligarchiche dello stesso potere economico. Con queste posizioni la Chiesa si pone come unica agenzia di senso e di orientamento in grado di prospettare un percorso sociale che conduca ad una valorizzazione integrale dell’uomo, che è il vero protagonista (più della terra e del capitale) della moderna economia