Uno sfasato sistema a cerchi concentrici

di Gian Maria Fara
23 febbraio 2015

Ogni lavoro, ogni impegno comporta anche delle delusioni.

Chi come noi da più di trent’anni studia i fenomeni sociali, economici, politici e culturali del Paese, e segue le dinamiche della globalizzazione, sul piatto della bilancia può mettere i risultati della ponderosa mole delle ricerche che Eurispes ha sviluppato e sviluppa in pratica in ogni campo delle scienze sociali, ma, nello stesso tempo, riscontra l’impatto relativo che questo lavoro ha sulle classi dirigenti del Paese.

Molti applausi e riconoscimenti, grande considerazione, formale attenzione, insieme al non dichiarato ma praticato: “non disturbate il manovratore”.
Gli strumenti critici messi a disposizione in spirito di servizio da generazioni di analisti, ricercatori e scienziati, rimangono troppo spesso chiusi nei cassetti delle scrivanie o sugli scaffali delle librerie – lignee o elettroniche che siano –, vanamente a disposizione di chi pretende di fare, quasi sempre non sostenuto da una adeguata conoscenza della realtà.

Come in uno sfasato sistema a cerchi concentrici, l’anello della politica gira senza tenere conto di quello della riflessione critica e dell’analisi sociale. “Pensiero e azione” risultano così sostanzialmente slegati, dove anche il “pensiero debole” appare surclassato dal “pensiero inesistente”, ovvero dalla convinzione secondo la quale ricerca, analisi, scienza e conoscenza risulterebbero il vezzo dei pochi che hanno la testa rivolta all’indietro, mentre l’oggi e il futuro si autosvelano da sé, e ogni nuova alba rappresenta il primo giorno dell’umanità. Insomma, una società del day by day.

In un Paese in cui lo stesso sistema scolastico e universitario è trattato come una variabile dipendente, con il risultato che “sforniamo” la più bassa quota di laureati tra i paesi Ue, mentre la consapevolezza critica di chi, umilmente, “sa di non sapere” è surclassata da quelle acritica di chi ritiene che non valga la pena di sforzarsi per conoscere.

I “bruti” del XXI° secolo ci chiedono (e ottengono) il voto, occupano spesso le posizioni apicali della società, si interessano agli umori generali divorando sondaggi a go go, e si concedono senza riserve alla “cultura” dello slogan, dello spot e dell’annuncio.

Nell’augurare buon lavoro a L’EURISPES.it, prendiamo un impegno con il suo staff: l’Istituto metterà a disposizione in tempo reale i risultati delle proprie analisi e ricerche, tutti i suoi prestigiosi collaboratori, la tradizione e l’archivio di un Istituto di ricerca che continua a ritenere essenziale l’obiettivo di conoscere e spiegare i fenomeni che attraversano la nostra società e ne condizionano il futuro.

Il tutto nel tentativo di “rifasare” i cerchi concentrici del fare e del riflettere.
Lo strumento del web sembrerebbe il meno indicato alla riflessione critica, ma consapevoli che, soprattutto per le nuove generazioni, tutto si svolge e si risolve in “rete”, sfidando la tendenza ci impegneremo anche qui, sperimentando nuove modalità, nuove tecniche di comunicazione, di informazione, di produzione e trasferimento della conoscenza.

Buon lavoro alla redazione e buona lettura a coloro che avranno la voglia e la pazienza di leggere.