Sicurezza

Cyberbullismo: il Senato approva il ddl. Ecco le novità

Il testo approvato oggi introduce una definizione ampia e articolata di cyberbullismo, che identifica azioni aggressive e intenzionali eseguite, attraverso un utilizzo distorto delle nuove tecnologie
di Redazione
20 maggio 2015

Nuova legge sul cyberbullismo, il testo approvato dall’Assemblea va ora alla Camera. Il ddl n. 1261, dopo aver percorso l’iter legislativo, introdurrà quindi le disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno.

Il testo approvato oggi introduce una definizione ampia e articolata di cyberbullismo, che identifica azioni aggressive e intenzionali eseguite, attraverso un utilizzo distorto delle nuove tecnologie, da una persona singola o da un gruppo, miranti a colpire e danneggiare un coetaneo incapace di difendersi. Insomma il cyberbullismo è una sopraffazione giocata tutta sulla “maldicenza elettronica” che coinvolge con sempre maggiore frequenza i minori, spesso vittime, ma anche autori.

Almeno un ragazzo su cinque, dai 12 ai 18 anni, ha ricevuto o trovato pubblicate online informazioni false sul proprio conto. Il 4,3% ammette inoltre di aver ricevuto messaggi, foto o video dai contenuti offensivi e minacciosi, mentre il 4,7% ha subito l’esclusione intenzionale da gruppi online. (Eurispes-Telefono Azzurro).

Sul versante del contrasto, se la legge sarà approvata, è prevista l’introduzione una procedura semplificata per la tutela rafforzata da parte del Garante per la protezione dei dati personali, che può adottare provvedimenti inibitori e prescrittivi a tutela della dignità del minore. In parallelo, saranno adottare misure a sostegno dell’attività della Polizia postale e delle comunicazioni e la possibilità che il questore, per evitare il processo penale, possa rivolgere un ammonimento verbale al minorenne ultraquattordicenne, responsabile di atti di cyberbullismo.

Agli articoli 3 e 4 sono previsti l’istituzione di un tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo e un comitato di monitoraggio, insieme all’adozione di linee di orientamento nelle scuole.

Come evidenziato dal sen. Palermo (Aut), quindi, la scelta del legislatore è stata quella di contrastare il fenomeno su un piano culturale ed educativo, anziché sul piano penale.

In sede di esame dell’articolato, all’articolo 1 è stato approvato l’emendamento 1.203 del sen. Angioni (PD), che inserisce il riferimento a contenuti on line aventi oggetto uno o più componenti della famiglia del minore. All’articolo 3 sono stati approvati gli emendamenti 3.200, 3.500 (testo 2) e 3.501 del relatore che inseriscono il riferimento all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e specificano che ai soggetti partecipanti al tavolo tecnico non è corrisposto alcun compenso, indennità o rimborso. Approvato anche l’emendamento 3.201 (testo 3) del sen. Bocchino (Misto), che coinvolge nel tavolo tecnico una rappresentanza delle associazioni attive nel contrasto del bullismo. All’articolo 4 è stato approvato l’emendamento 4.500 del relatore che fa riferimento alle risorse disponibili a legislazione vigente. All’articolo 5 sono stati approvati gli emendamenti 5.500 e 5.501 del relatore, che stanziano risorse pari a 220.000 euro, anziché 265.000, per l’anno 2015. Agli articoli 2 e 6 non sono state approvate proposte di modifica.

Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato voto favorevole i sen. Erika Stefani (LN), Campanella (Misto), Mancuso (NCD-UDC), Rosetta Blundo (M5S), Mazzoni (FI-PdL), Elena Ferrara (PD).

In fine solo una considerazione che si aggiunge al lavoro già svolto dal Parlamento: la vessazione attraverso le nuove tecnologie non riguarda solo i giovanissimi, ma colpisce con forme anche più violente gli adulti che navigano, soprattutto sui Social. Anche in questo ambito, prima o poi, la normativa si dovrà evolvere.