Il fumo saliva lento …

di Alberto Baldazzi
28 gennaio 2016

I Tg di mercoledì 27 gennaio – Il 71esimo anniversario della liberazione del campo di sterminio di Aushwitz Birkenau, Giornata della Memoria per le vittime dell’olocausto nazista, viene celebrato da tutte le testate. Primo titolo e copertina per Tg2, Tg4, Tg5 e Studio Aperto. Come ogni anno molte le testimonianze (Tg La7 rimanda la vecchia intervista al compianto Enzo Camerino), i ricordi e le atroci immagini volutamente riprese in quei giorni come monito alla posterità (servizio del Tg3). Testimonianze forse ripetute, ma che non per questo perdono della loro drammatica verità; una realtà, quella della persecuzione etnica e religiosa, che Tg5 più di altri trasferisce nel presente accompagnando al ricordo le dichiarazioni del premier israeliano Netanyahu, le immagini dai campi profughi in Macedonia e le minacce dell’Isis. Sempre Tg5 torna a riferire della campagna in favore della cultura ebraica condotta dal quotidiano Il Foglio, mentre Tg2 evidenzia nel suo approfondimento come e quanto questa giornata abbia valore per le tante “minoranze” (rom, zingari, omosessuali, disabili) perseguitate ed uccise nei campi di sterminio.
La bocciatura del doppio voto di sfiducia al Senato contro il Governo per la gestione dello scandalo Banca Etruria, che in dicembre aveva scosso il mondo politico e riempito per giorni prime pagine e scalette, oggi non ha entusiasmato più di tanto nessuno. Apertura solo per il Tg1, titoli un po’ per tutti, ma servizi da metà edizione in giù. Alcune testate si sono soffermate (Tg3, Tg La7) sul ruolo determinante nella votazione del senatori verdianiani e tosiani, mentre quelle Mediaset enfatizzano l’odierno intervento di Brunetta. Minore attenzione, forse per la complessità della vicenda – difficile da trattare in un minuto di servizio -, ha avuto la “vittoria ai punti” del ministro Padoan nelle trattative con Bruxelles sull’istituzione della “Bad Bank”: titolo solo per Tg La7, servizio per Tg3, Tg1 e Tg5. Intanto su tutte le testate le tensioni sulle unioni civili, la cui votazione slitta ai primi di febbraio, appaiono placarsi.
Ma il piatto forte della giornata è, senza dubbio, lo “scarica barile” tra Palazzo Chigi e Sovrintendenza ai Beni Culturali sulla responsabilità dell’ “operazione di copertura” di alcune statue classiche nei Musei Capitolini durante la visita del presidente iraniano Rouhani. Una vicenda, anche grazie alla stampa estera, gonfiatasi in un baleno e che rischia di finire fagocitata nell’agone della politica. Tante le accuse di un’inappropriata deferenza. Alcuni commenti sono più taglianti, con Tg4 e Tg5 che ripropongono quello di Vittorio Sgarbi (furente verso l’ignoranza nostrano palesata da tali misure) ed un Tg La7 che nega in toto lo “scontro tra civiltà” a cui altri media hanno fatto riferimento mostrandoci come nei musei pubblici di Teheran trovino posto opere d’arte occidentali alquanto più “discinte” delle statue greche.
Dopo tante polemiche gli odierni richiami della Commissione Europea alla Grecia con la minaccia di sospendere per la penisola gli accordi di Schengen ottengono nel complesso scarso interesse ad eccezione del Tg3 (titolo), che ripropone due servizi sulla situazione dei profughi lungo la rotta balcanica; buona copertura anche dall’inviato del Tg5 in un accampamento di fortuna in Macedonia.
L’esito delle proteste degli operai dell’Ilva di Genova, che al terzo giorno di piazza hanno conquistato un tavolo di confronto con il governo e l’azienda, sono titolo per Tg La7 e Tg3. Tutte le testate riportano nei servizi il gesto di solidarietà compiuto da una poliziotta verso i manifestanti (l’ufficiale è stata intervistata dal Tg1). Tg La7 affianca fin dai titoli a questo bell’esempio l’opposta vicenda del carabiniere ucciso per vendetta nel cagliaritano (titoli per Mediaset, servizi per tutti).
I nuovi dati Istat sulla fiducia dei consumatori, ai massimi dal 1995, trovano spazio solo in un servizio del Tg1. Più attenzione ottengono invece le classifiche internazionali sulla corruzione nelle pubbliche amministrazioni che vedono l’Italia ancora al penultimo posto in Europa (titolo Tg1, servizi per Tg5 e Tg3).
Segnaliamo in chiusura un servizio del Tg3 che, nel promuovere un film autobiografico sull’inventrice italoamericana del mocho, trova lo spunto per una riflessione non banale sulle molte donne inventrici, negli ultimi decenni, di elettrodomestici o strumenti che hanno fortemente migliorato la qualità della vita familiare.