Il giullare e il menestrello

di Alberto Baldazzi
13 ottobre 2016

I Tg di giovedì 13 ottobre – Alla celebrazione del“grande finale” di Dario Fo, spentosi stamane all’ospedale Sacco di Milano nell’abbraccio dei suoi familiari, vanno le aperture di tutte le testate (titolo unico per Tg1 e Tg2), e metà dell’edizione dei Tg delle 20. Tra i tanti servizi in ricordo del grande artista, eterno giullare dei potenti, non manca il ricordo di Franca Rame, amore della sua vita, mentre l’immagine dell’intellettuale impegnato in politica è, sì, presente, ma in secondo piano. Il sesto Nobel Italiano per la Letteratura (1997), il nostro autore teatrale da decenni più rappresentato al mondo (Tg La7), ma anche l’irriverente dileggiatore dei potenti e assiduo difensore degli umili: questi alcuni degli spaccati che inquadrano la storia e la vita di una figura irripetibile nei servizi delle maggiori testate, che non mancano l’accostamento tra la morte del nobel italiano e l’assegnazione del Nobel per la letteratura a Bob Dylan, con i Tg Rai e Tg4 che evocano la suggestiva immagine di un “passaggio di testimone” tra “il giullare” ed “il menestrello” (titolo Tg2). Buone le testimonianze raccolte dal Tg1 che con tre interviste al figlio Jacopo, Antonio Gnoli ed Ottavia Piccolo, riesce a dare un’immagine a tutto tondo del grande comico e autore, divenuto negli anni 60 “scomodo” alla DC e, per questo, esiliato per 14 dal servizio pubblico. Singolare anche il ringraziamento di Mentana, che commenta come l’addio a Dario Fo abbia permesso, per una serata, di scartare – purtroppo quasi – completamente gli asti e le tensioni referendarie dalle scalette di quasi tutti i Tg. Siamo d’accordo con lui. Il risultato è che i Tg di serata hanno “volato alto”, e sono stati per noi “osservatori” assai godibili.

Per il resto, il varo previsto per domani della legge di stabilità viene seguito con maggiore interesse da Tg3, Tg La7 e Tg4, con quest’ultimo che denuncia i possibili “tagli lineari” alla Sanità. Le tensioni referendarie persistono, o meglio “resistono”, stasera nei titoli di Tg5 e nei servizi Mediaset che coprono l’alleanza per il “No” dei presidenti di Regione Toti, Maroni e Zaia.

Sul fronte USA la campagna per le Presidenziali resta al calore bianco, con Tg La7 che arriva a domandarsi, dopo le odierne ulteriori accuse di molestie rivoltegli da 4 donne, come faccia Trump a “restare ancora in corsa”.

L’emergenza profughi riceve stasera un’attenzione frastagliata, con Tg1 e Tg3 che rilanciano l’appello del Presidente della Repubblica Mattarella all’Europa e quello di Papa Francesco alle coscienze dei cristiano che tali non si dimostrano le chiudono la porta in faccia ai profughi, mentre Tg5 intervista Pietro Bartolo, il medico simbolo di Lampedusa, che si dispera per le vittime del Mediterraneo che non è riuscito a salvare. In casa Mediaset vige un pluralismo di linee editoriali assai spinto, guardando al Tg4 che continua anche stasera a fare del pericolo rappresentato da profughi e immigrato il proprio core business.

Tg3 propone stasera 2 buoni servizi: uno (nei titoli) sui dati CGIL sul fenomeno del caporalato in Italia (400.000 gli sfruttati), mentre l’altro ci ricorda come la legge che garantisce la cittadinanza ai figli di immigrati nati in Italia, passata l’anno scorso alla Camera, resti a tutt’oggi bloccata in Senato, affossata da oltre 7.000 emendamenti.

In chiusura, ci sia permesso anche a noi di salutare Dario e ringraziarlo per una serata che, nel vederlo così ballare e cantare felice nei servizi, ci ha aiutato a dargli l’addio con il sorriso, ma anche Bob Dylan che ci ricorda come le risposte alle tante domande (sempre le stesse: guerra, aggressività, sfruttamento…) che assillano l’umanità, come negli anni ’60 ancora oggi are blowin’ in the wind.