La chiusa finale del Novecento

di Luciano Maria Teodori
18 maggio 2017

Un uomo giovane e coraggioso ce l’ha fatta. È diventato presidente della Francia. Lo è diventato rompendo tutti gli schemi comportamentali del conformismo anche sotto il profilo personale e privatissimo. Onore al merito di essere se stessi.

Giovane ed ambizioso rampollo della borghesia provinciale francese che ha sempre pensato in grande quando si trattava di decidere nell’interesse della Repubblica. Studi di alto livello con relative specializzazioni di alto livello.

Orgoglio sano per le proprie idee e mai venir meno a quello che si pensa. Ha ridicolizzato il qualunquismo e l’ignoranza becera e frustata culturalmente della signora Maria che sembrava meno preparata della casalinga di Voghera. Un dibattito interessante. Chissà che cosa avrà pensato il suo ammiratore Salvini. La parola impossibile non deve esistere nel nostro linguaggio. Ottimo inizio.

Conosco bene la Francia, un paese che amo moltissimo ed apprezzo infinitamente. I francesi hanno inventato la modernità. Conosco molti cittadini francesi coi quali ho lavorato a lungo. Erano rassegnati al declino ed alla amarezza che lo stesso provoca. Oggi sono di nuovo cittadini. W la Francia.

Qualche giorno fa un mio vecchio conoscente di Verona mi ha chiesto: ‘Ma perché la Maria ha perso?’ Gli ho risposto che ha perso per paura che vincesse la democrazia.