La circostanza

di Luciano Maria Teodori
16 luglio 2017

La sfilata del 14 luglio è veramente da ricordare. Due presidenti, e rispettive signore, in gran spolvero, ed, almeno apparentemente in gran forma, politicamente intendiamo. Entrambi da poco al potere ed entrambi molto popolari. Con una differenza: Macron piace anche alle élite, Trump no.

Vediamo di capire la ragione di questa visita che ha avuto aspetti di grande simpatia e reciproca amicizia politica. Qual è l’obiettivo che interessa entrambi?

Certamente le varie aree di crisi di cui il mondo è disseminato, ma, credo che la cosa più importante su cui hanno ragionato sia l’Europa. Una Europa mai tanto disunita ed in ordine sparso su tutto. Una Europa che ormai gli europei stessi considerano nemica per la sua incapacità di essere qualcosa di diverso da regole e regolette soffocanti su questioni esiziali. Una Europa che si occupa solo di richiami sul deficit e che sembra aver dimenticato il progetto politico. Un progetto politico di enorme importanza. Macron non ha, invece, dimenticato l’Europa e la sua centralità. E per questo ha vinto contro una destra xenofoba ed antieuropea ed contro una sinistra con un grande avvenire alle spalle. Che cosa c’entra Trump?

C’entra moltissimo. Macron punta in alto, vuole sostituire la Germania come paese leader in Europa. E questo sta bene a Trump che non vuole vedere una Germania che tratta autonomamente con la Russia di Putin.

Il dado è tratto.