La marcia sulle Prefetture

di Alberto Baldazzi
8 giugno 2015

I Tg di lunedì 8 giugno – L’immigrazione e i profughi del Mediterraneo continuano a imporsi su stampa e Tv per una serie di incastri che intersecano i postumi della campagna elettorale (Salvini & C.), il braccio di ferro con l’Europa, l’apertura delle cronache giudiziarie con Mafia Capitale ( ..un euro al giorno a migrante..), e da ultimo lo scontro istituzionale con il governo “mimato” dai presidenti di Lombardia, Veneto e Liguria che rifiutano di accogliere quota parte dei profughi, anche se non hanno alcuna competenza in merito e nessun ruolo operativo. Quasi tutte le testate aprono su Salvini che minaccia di occupare le prefetture del nord se arriveranno nuovi migranti. Il capo della Lega ha dimenticato la sua proiezione nazionale e torna a parlare del “nord”. Maroni ribadisce che i comuni che accetteranno di ospitare profughi saranno penalizzati nei trasferimenti della regione. I Tg Rai riportano il video in cui nel 2011 da Ministro dell’interno criticava le resistenze verso l’accoglienza dei migranti. Le risposte di Renzi (dalla Germania) e di Alfano da Roma segnalano che nei prossimi giorni lo scontro continuerà. Prevedibile che le minacce da burletta dei leghisti dell’ultim’ora svaporeranno, ma intanto il dividendo politico nutrito di egoismo sarà stato incassato. Tg4, ovviamente, è quello più “entusiasta” del clima da marcia sulle prefetture, e si lascia sfuggire una frase sintomatica: “la guerra è guerra”. Anche il “moderato” Toti risulta arruolato nella brigata leghista, a conferma che il Presidente della Liguria è il realtà succube di chi l’ha fatto vincere. Enrico Mentana in un editoriale a braccio segnala che l’Italia rischia di esser lasciata sola dall’Europa e che le fratture interne indeboliscono la sua posizione a Bruxelles come all’Onu.
Tg2 è l’unica testata che apre sul vertice del G7 in Baviera, segnalando le decisioni sul clima, interessanti “a parole”, ma assai poco impegnative. Gli altri Tg riprendono i toni durissimo (Obama), semi duri (Merkel) e in parte concilianti (Renzi) che hanno caratterizzato la posizione dei 7 grandi nei confronti di Putin. Sempre per gli esteri presente su Rai, La7 e Tg5 la notizia della festa tra la popolazione curda della Turchia per il grande successo del partito che per la prima volta entra in Parlamento, e che ha comportato inoltre lo stop ad Erdogan, privato dopo 13 anni della maggioranza assoluta.
L’intervento di Mattarella al Csm sembra essere un’esclusiva della Rai, come se in problemi della riforma e del funzionamento della giustizia fossero andati nel dimenticatoio.
L’attesa per la direzione dl Pd sul dopo elezioni non è spasmodica come nelle occasioni precedenti, segno che forse Renzi potrà trovare una composizione con una parte della sua minoranza.
Concludiamo con l’approfondimento del Tg2, dedicato questa sera ad un fenomeno senza tempo: il caporalato nelle regioni meridionali. In un lungo servizio scopriamo quello che si sa ma che si dimentica: oggi soprattutto le donne sono oggetto dello sfruttamento nei lavori in campagna: l’organizzazione per gli spostamenti che iniziano all’alba è assai rodata. I salari? Solo un pugno di euro.

Dati auditel dei tg di domenica 7 giugno 2015
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Fonte:www.tvblog.it