Le unioni che dividono

di Alberto Baldazzi
10 maggio 2016

I Tg di martedì 10 maggio – Ci siamo. Ma lo storico passaggio di civiltà, su cui il governo chiede la fiducia rivendicandone il grande valore politico, divide trasversalmente e diventa occasione di sterili contrapposizioni, impedendo di festeggiare adeguatamente l’imminente varo delle unioni civili. Apertura per i Tg Rai, secondo titolo per La7; più in basso su Tg5. Tg1 riassume il senso concreto del provvedimento, ma i teleutenti rimangono schiacciati sotto il peso delle diatribe politiche fini a se stesse che impediscono di capire perché i Cinque Stelle le osteggiano, perché la sinistra parlamentare storce il naso, perché la destra “liberale”, pur con diverse eccezioni, le rigetta. E’ la politica, bellezza! Chiara – e ampiamente ripresa – l’opposizione della Cei, mentre il candidato della destra a Roma Marchini, colto da un torcicollo istituzionale per il troppo guardare a destra, ci regala lo strafalcione del “sindaco che non le celebrerà” (nei titoli per Rai e La7). E se non fosse uno strafalcione, si dovrebbe parlare di una sorta di obbiezione di coscienza che farebbe ridere i polli. Nelle cronache dei Tg quasi assente quella “stepchild adoption” che aveva dominato le scalette e il pubblico dibattito durante la precedente discussione al Senato. Domani il voto di fiducia, una volta tanto “appropriato” perché non dettato dai rischi del pallottoliere, ma della volontà di sottolineare il riconoscimento delle “unioni che uniscono”.

Il linguaggio aggressivo e talvolta scurrile della politica è oggetto di servizi su diverse testate in relazione allo scontro Boschi-Cuperlo e agli attacchi di De Magistris a Renzi. Per Mentana le “spiegazioni” del sindaco di Napoli non convincono.

Soprattutto su Mediaset ampio spazio agli arresti di 3 presunti jiadisti in Puglia e agli accoltellamenti in Germania. Alfano è ripreso da tutti mentre plaude all’attività degli inquirenti che “bloccano” gli islamisti prima che entrino in azione. Per TgLa7 la reale pericolosità dei 3 arrestati sarebbe dubbia.

Per Banca Etruria potrebbero pagare anche le alte sfere, e non solo i direttori di filiale. Questa la buona notizia che discende dalle indagini che hanno scoperto circolari interne che invitavano a vendere i prodotti tossici anche ai piccoli risparmiatori. Nei titoli per TgLa7 che, in apertura, ritorna su Tempa Rossa nel giorno in cui il vice ministro De Vincenti viene ascoltato dai Pm.

Tg2 torna sul tema delle libertà di stampa ampiamente conculcata in Turchia, anche per questo un “partner” alquanto infido per l’Europa.

Alberto Baldazzi