Cultura & Turismo

Molise: anche la Cenerentola d’Italia può scommettere sul turismo

lo Stivale piace di più dove è più vero e meno conosciuto, tant’è che le regioni meno visitate (Umbria, Abruzzo, Molise, Basilicata e Calabria) sono quelle che offrono le esperienze più apprezzate.
di Lorenzo Dolfi
17 luglio 2017

L’Italia Centrale e Meridionale, soprattutto nella sua fascia appenninica più interna, è capace di offrire esperienze, borghi e paesaggi, siano essi naturali o culturali, dall’alto valore tradizionale e storico. Questi rappresentano il cuore del Paese spesso sconosciuto e costituiscono un potenziale strategico non indifferente dal punto di vista turistico. Questa asserzione è avvalorata dai dati forniti dal rapporto elaborato dall’ENIT (Ente Nazionale Italiano per il Turismo) sui flussi turistici internazionali in Italia. Tra i dati riportati, sorprendenti sono quelli relativi agli indici di gradimento dei turisti, secondo i quali il nostro Paese piace moltissimo e suscita grandi passioni per il 49% dei turisti stranieri che, nel 2015, hanno visitato l’Italia. Ma lo Stivale piace di più dove è più vero e meno conosciuto, tant’è che le regioni meno visitate (Umbria, Abruzzo, Molise, Basilicata e Calabria) sono quelle che offrono le esperienze più apprezzate.

Ma proviamo a vedere nel dettaglio quali sono le condizioni dell’offerta turistica di una delle regioni meno interessate dai flussi internazionali. Il Molise costituisce un caso estremamente interessante per le potenzialità della sua offerta turistica, che spazia dal settore montano-naturalistico fino al turismo culturale, grazie alla presenza diffusa sia di ambienti naturali e montani, che di beni archeologici ed architettonici di pregio; una considerazione a parte meriterebbe il turismo balneare, poiché la regione è in qualche modo schiacciata da un lato dalla riviera romagnola, dall’altro dalla costa pugliese. Aree queste, ben più capaci di attrarre turismo, rispetto alla costa molisana.

Tuttavia, a fronte di una tale potenzialità, i più recenti dati relativi agli arrivi dei turisti stranieri in Molise sono assolutamente impietosi: stando ai dati Istat relativi al 2015, a fronte di una situazione nel complesso positiva per l’Italia, con un saldo positivo dell’6,6% rispetto al 2014 per quanto riguarda gli arrivi, nella regione del Matese e dei monti della Meta si è registrato un saldo negativo del 4,8% sulle presenze rispetto all’anno precedente con 13.369 arrivi, rispetto ai 14.041 del 2014. Questi numeri lasciano pensare ad una difficoltà piuttosto evidente e pervasiva della regione ad affermarsi come meta appetibile per i turisti. Tra le problematiche significative quella relativa alle strutture ricettive della regione. Dai dati forniti da Istat nel 2016 sulla capacità degli esercizi alberghieri e complementari emerge che il Molise soffre una carenza endemica di strutture. In tutta la regione risultano, complessivamente, 484 strutture ricettive per un totale di 11.710 posti letto, dei quali 6.013 afferiscono alle 105 strutture alberghiere esistenti, mentre il resto dei servizi e dei 5.763 posti letto sono forniti dai 377 esercizi extra-alberghieri esistenti nella regione; numeri rilevanti, se si pensa che in Molise si hanno appena 38 posti letto in strutture ricettive ogni mille abitanti, contro i circa 80 della media nazionale.

Un ulteriore aspetto da non sottovalutare è inoltre la tutela e valorizzazione dei beni paesaggistici, siano essi naturali o culturali. A tal proposito secondo l’ultimo rapporto BES sul benessere equo e sostenibile (Istat, 2016), il Molise è una delle regioni che negli ultimi anni ha investito la minor quantità di denaro nella gestione e nella valorizzazione delle risorse paesaggistiche ed ambientali, con una spesa media di appena 3,5 euro per ogni comune a fronte di un patrimonio storico-culturale che è tra i più consistenti di tutto il Mezzogiorno, con una media di 81 beni architettonici o archeologici per 100 chilometri quadrati. Del resto un paesaggio ed un territorio sui quali si investe correttamente, costituiscono un viatico essenziale per lo sviluppo del settore turistico di un’area.

A ciò si aggiunga il fenomeno dell’erosione dello spazio rurale da abbandono, tema per il quale il Molise presenta un indice pari al 74,4%, il più alto tra tutte le regioni d’Italia, stante a dimostrare la persistenza di una sostanziale incuria anche dello spazio rurale.

Nella direzione della tutela e della valorizzazione delle caratteristiche del territorio molisano, si muove il Patto per lo sviluppo della Regione Molise. Tale accordo, sottoscritto nel luglio del 2016, prevede oltre 50 interventi orientati al potenziamento della regione in diversi ambiti. Tra le iniziative programmate, figurano ben 15 interventi per la promozione del turismo e della cultura: sono stati stanziati 20 milioni di euro per il potenziamento del sistema alberghiero e sono state poste in essere anche azioni per il recupero, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico ed architettonico per un investimento complessivo, in quest’area di intervento, che raggiunge i 9 milioni di euro. Inoltre il Patto prevede lo stanziamento di una cospicua somma di denaro per la promozione del turismo ambientale, mediante la valorizzazione degli itinerari montani.

Per il momento sono iniziative che, per la maggior parte, devono ancora consolidarsi; in ogni caso possono costituire un buon punto di partenza per lo sviluppo del settore turistico della regione e possono rappresentare esperienze positive, dalle quali altre regioni possono prendere spunto. Azioni necessarie, queste, non solo per stimolare la crescita di un settore potenzialmente vitale per le nostre regioni meridionali, ma anche per promuovere la coscienza delle importanti risorse che caratterizzano i nostri territori, che troppo spesso costituiscono delle potenzialità non del tutto sfruttate.