Lavoro

La questione dei Neet e la scarsa adesione al Piano del Governo

di redazione
23 febbraio 2015

Il primo maggio 2014 è stato ufficialmente avviato in Italia il “Piano nazionale di attuazione della Garanzia per i Giovani”, il principale strumento di attuazione del programma approvato dall’Ue per fronteggiare il dramma della elevata disoccupazione giovanile. Il Piano si avvale di un fondo di 1,513 miliardi di euro, costituito in parte da risorse europee e in parte dal cofinanziamento nazionale, la cui fruibilità è stata concentrata nel biennio 2014-2015. L’intervento è rivolto alla particolare categoria di giovani disoccupati, definiti dei Neet, ossia quei giovani che non lavorano, né studiano, né sono coinvolti in attività formative; semplicemente sono inattivi, inoccupati, hanno abbandonato la ricerca di una qualche occupazione.

Il drammatico fenomeno dei Neet. Già nel 2010, Eurostat, facendo riferimento ai giovani di età compresa tra 15 e 24 anni, calcolava una media europea del 12,8%, tra i 27 Stati membri dell’Unione; in Italia questa cifra arrivava al 18%, pari a circa 800mila giovani che avevano lasciato prematuramente gli studi senza impegnarsi nella ricerca di un lavoro. Nel 2014 secondo i dati Istat (che ha esteso le rilevazioni includendo anche i giovani fino a 29 anni di età) nel nostro Paese i Neet hanno superato la cifra di 2 milioni di unità, pari a circa il 24% del totale dei giovani, una quota significativamente superiore alla media dell’Ue (15,9%). Nel confronto europeo, la Spagna presenta una percentuale di Neet (22,6%) leggermente inferiore a quella italiana, mentre Grecia e Bulgaria presentano incidenze maggiori (rispettivamente 27,1% e 24,7%).

Sebbene il programma europeo Garanzia Giovani preveda interventi per i giovani disoccupati nella fascia di età tra i 15-24 anni, il piano attuativo del governo italiano dopo sei mesi dal suo avvio ha esteso l’area degli interventi alla fascia di giovani in età compresa tra i 15 e 29 anni; inoltre ha articolato le azioni nazionale e regionale e ha organizzato un’offerta di servizi (con connesse agevolazioni e incentivi) fatta di opportunità di orientamento, formazione, inserimento nel lavoro.

Il piano italiano e la modesta risposta dei giovani. L’attivazione di questo sistema si basa, però, su un atto di volontà del giovane Neet, al quale è richiesta una esplicita manifestazione di interesse che si concretizza nella iscrizione al portale nazionale o nei portali organizzati a livello regionale; ovvero nella iscrizione da fare recandosi personalmente presso i centri per l’impiego della zona di riferimento. Sui portali web, i giovani possono trovare, ad esempio, le offerte di lavoro e servizi delle strutture pubbliche e le proposte lavorative, di tirocinio e formazione delle imprese private; inoltre, le opportunità di accesso al credito offerte ai giovani per stimolare il loro spirito imprenditoriale o l’organizzazione di un lavoro autonomo. Ai servizi pubblici va il compito della “presa in carico” dei giovani che si sono iscritti, cioè l’organizzazione del primo contatto e del primo colloquio, la definizione del loro profilo, l’esame e la valutazione dei bisogni e orientamenti, la ricerca delle opportunità offerte dal mercato del lavoro, la formulazione di proposte concrete, l’avvio dei contatti con i centri di formazione e con le imprese, la garanzia che comunque l’esito reale di questo processo sia il recupero e l’inserimento del giovane nei processi formativi o, auspicabilmente, in un effettivo posto di lavoro. In questo caso, il finanziamento a copertura delle spese sostenute dai servizi per lo svolgimento di tali attività dovrebbe essere erogato solo al conseguimento dell’obiettivo, cioè il collocamento del giovane in un posto di lavoro, qualunque sia la tipologia contrattuale applicata. Come è facilmente intuibile, è proprio questo servizio attivo dell’operatore pubblico, dei centri pubblici per l’impiego e delle strutture private riconosciute, l’aspetto più innovativo di tutto il processo di inserimento lavorativo dei giovani.

Scarsa la risposta dei giovani e bassa la domanda delle aziende. Il 6 novembre 2014 il portale nazionale della Garanzia Giovani ha pubblicato uno dei rapporti (settimanali) sui risultati di questi primi mesi di attività. I dati rilevati mettono in luce un esito finora insoddisfacente dell’iniziativa: in totale si sono registrati al programma 283.317 giovani (136.334, pari al 48% sul portale nazionale; 146.983, pari al 52% sui portali regionali). In pratica finora si è iscritto solo il 16,3% dei Neet, una cifra modesta se confrontata con l’entità, e la drammaticità, del fenomeno. Quanto alle iscrizioni a livello regionale, si è registrata una forte articolazione tra il 40% raggiunto nelle adesioni al programma in Friuli V.G. e nelle Marche e poco più del 10% in Puglia, Lombardia, Liguria.

Ulteriore elemento di riflessione è offerto dal numero dei giovani che, dopo l’iscrizione, sono stati effettivamente “presi in carico” dai centri per l’impiego o dalle agenzie private accreditate. Su 283.317 giovani iscritti, solo 82.057 sono stati effettivamente contattati per l’avvio del processo di un possibile inserimento nella formazione o nel lavoro (51% giovani nella classe di età 19-24 anni, 37% nella classe di età 25-29 anni, 12% nella classe di età 15-18 anni). In sintesi, nella media nazionale, solo il 24% dei giovani iscritti è stato successivamente contattato, 1 giovane su 4; mentre gli altri 3, dopo aver aderito al programma, sono ancora in attesa di un primo contatto da parte del servizio pubblico (oppure hanno rinunciato o non si sono presentati ai primi colloqui). Quanto al profilo dei giovani iscritti, si registra la seguente situazione: il 36% risulta avere un indice medio-basso, il 34% un indice basso, l’8% un indice alto (i giovani con un profilo medio-alto e alto si registrano maggiormente nelle regioni del Sud: Campania, Basilicata, Sicilia (media superiore al 50%).

Dal canto loro, le imprese hanno immesso nei portali, nazionale e regionali, le informazioni che riguardano le occasioni di lavoro e ai connessi posti di lavoro. Dall’avvio del piano nazionale sono state pubblicate informazioni relative a 21.514 occasioni di lavoro per un totale di 30.539 posti disponibili. La concentrazione più alta delle occasioni di lavoro è, nell’ordine, al Nord (71,9%), al Sud (14,4%), al Centro (13,6%). Un particolare interessante: solo lo 0,1% delle occasioni è offerto per l’estero.