Pagamenti: dal contante al digitale. Anche l’Italia si adegua

L’Italia è ancora indietro sul fronte dei pagamenti elettronici. Nel 2012, l'87%% delle transazioni degli italiani erano in cash a fronte di una media europea del 60%. Un ritardo da colmare anche perché dal più ampio utilizzo di contante discendono maggiori costi sociali, minore velocità e trasparenza degli scambi.
di Liliana Fratini Passi
21 luglio 2015

Sul fronte dei pagamenti elettronici, l’Italia è ancora indietro rispetto al resto d’Europa a causa di un ricorso ancora molto elevato al denaro contante che caratterizza il nostro Paese. Basti pensare che, nel 2009, il 90% delle transazioni degli italiani erano in cash a fronte di una media europea del 70% e che questa percentuale in Italia si è ridotta all’87% nel 2012, contro una media comunitaria del 60%. C’è dunque un ritardo ancora significativo nell’utilizzo di strumenti alternativi al contante che è indispensabile colmare, anche perché dal più ampio utilizzo di contante discendono maggiori costi sociali, minore velocità e trasparenza degli scambi.

Il contante, secondo Banca d’Italia, costa agli italiani tra i 12 e i 15 miliardi l’anno, includendo non solo i costi di emissione e gestione del denaro, ma anche i costi dei portavalori, i costi per gli istituti di credito di gestione degli Atm, i bancomat, i costi di vigilanza e, in fondo ma non ultimi per incidenza, i costi delle rapine.

Diversi studi hanno sottolineato come in Italia permangano ancora delle diffidenze nei confronti dell’e-commerce e dei pagamenti online per l’acquisto di beni o servizi. Di contro, nelle analisi delle abitudini di pagamento, sta emergendo l’importanza della generazione 2.0 – i Millenial, per i quali è normale essere on-line e connettersi per giocare, per informarsi, per condividere e dialogare, ma anche per effettuare i propri acquisti. Sono proprio le nuove generazioni quelle che saranno sempre più parte attiva di questo cambiamento dal punto di vista dei consumi e della fruizione dei servizi.

L’industria bancaria italiana sta quindi ripensando la propria offerta di strumenti di pagamento, investendo fortemente nella digitalizzazione. Seguendo tale trend, e sulla scorta dell’esperienza internazionale, le banche italiane hanno sviluppato un nuovo servizio di pagamento on line dei bollettini (es. bollette, ticket sanitari, multe e tasse). Si tratta del servizio CBILL (www.cbill.it), messo a punto dal Consorzio CBI ed offerto da 525 banche italiane sui propri internet banking, per permettere ai cittadini di consultare e pagare on line le bollette.

I servizi di pagamento online offerti fino ad oggi dalle banche consentono ai cliente di pagare online solo le bollette delle aziende o PA che hanno sottoscritto specifici accordi con il proprio istituto di credito, mentre con il nuovo servizio basterà che una persona si colleghi al proprio internet banking per consultare e pagare i bollettini di qualsiasi azienda e PA che lo abbiano adottato. Ad oggi è possibile pagare ENEL, WIND, Consorzi ed ASL locali, RAI ed Equitalia, per un totale di oltre 30 aziende, a cui se ne aggiungeranno molte altre a breve.

Tra i vantaggi del servizio, c’è anche il calcolo automatico degli eventuali interessi di mora in caso di ritardo nel pagamento, funzionale ad esempio per chiudere la propria posizione relativa ad un bollettino emesso da Equitalia. Il cittadino potrà quindi pagare con CBILL tutti i bollettini emessi da Equitalia, come quelli aventi ad oggetto le somme iscritte a ruolo (avvisi e cartelle di pagamento in caso di tributi, contributi e tasse non pagate), anche dopo la loro scadenza con verifica dell’importo corretto in tempo reale.

Il cittadino troverà semplice ed estremante accessibile il pagamento: basterà accedere al proprio internet banking, scegliere, nella sezione pagamenti selezionando CBILL, l’azienda fatturatrice di interesse, ed inserire negli appositi campi il codice identificativo del bollettino e l’importo dovuto riportati sul bollettino. Al termine dell’operazione, infine, il sistema rilascerà in automatico la ricevuta di avvenuto pagamento.

Dalla sua attivazione il servizio CBILL ad oggi ha fatto registrare oltre 1 milione di operazioni, per un controvalore di oltre 150 milioni di euro, ciascuna del valore medio di circa 160 euro.

Una soluzione in più di pagamento in tema di utenze, tasse, ticket e molto altro, per un cittadino sempre più digitale, grazie anche alla propria banca.