Parigi – Oltre la commozione e lo sdegno

di Alberto Baldazzi
18 novembre 2015

I Tg di martedì 17 novembre – A 4 giorni dalla notte drammatica di Parigi i Tg di serata e più complessivamente l’intero panorama dell’informazione inevitabilmente e giustamente rimangono incentrati sulla ricostruzione degli attentati, sulle indagini in corso, sui tanti esempi di solidarietà e di commozione che attraversano quasi tutti i paesi civili. Oltre tutto le notizie di giornata rincorrono e rinfocolano i timori e anche quella che Mentana ha definito “comprensibile psicosi”. I Tg delle 20 fanno in tempo a riportare la decisione di annullare la partita amichevole tra Germania e Olanda ad Hannover per rischio bombe. Il numero degli appartenenti al commando terrorista è intanto salito a 9, e la caccia ai 2 sopravvissuti fuggiaschi attraversa le frontiere tra Francia, Belgio, Germania. La Russia comunica che il suo aereo precipitato nel Sinai è esploso per una bomba a bordo. Quattro quinti della durata di tutte le edizioni sono occupati da queste notizie e dalla commozione dei parigini che cercano di non lasciarsi abbattere, mentre Francia e Russia procedono all’unisono nei bombardamenti sulla Siria. In molti titoli viene ripreso correttamente il riferimento alla condizione di guerra “dichiarata” da Hollande, e soprattutto le testate Mediaset ne sembrano alquanto conquistate, facendo proprio lo slogan “uniti come contro Hitler”. La posizione del governo italiano espressa da Renzi è riportata ampiamente soprattutto dalle testate Rai: per il premier il termine “guerra” deve essere maneggiato con cura, e comunque la guerra anche nei confronti dell’Isis (forse) non serve, e certamente non basta. L’articolo 42 del regolamento europeo per la prima volta chiamato in campo dalla Francia vedrà piena accoglienza dall’Italia, ma ciò non significa “guerra”. Mentana parla di un Renzi contrario alle “dichiarazioni roboanti”, e più orientato al “soft power”. A noi non spetta insegnare ai Tg come titolare, ma per quello che vale il “nostro” personale Tg avrebbe aperto su questo. Le posizioni dei vari governi, compreso quello italiano, fanno parte del “dopo”, dell’ “oltre” lo sdegno e la commozione, e i Tg mostrano una certa difficoltà ad affrontarli, anche per quel che riguarda una reale analisi giornalistica dello scacchiere mediorientale. Qualcosa si muove in relazione ai soldi dell’Isis, con Tg3, Tg4 e Tg2 che illustrano i principali canali illegali di finanziamento e la realtà delle popolazioni soggiogate da oltre tre anni al dominio del califfato.

Tg4 nella logica “un colpo al centro, un colpo alla botte” da una parte propone buoni servizi da Parigi, dall’altra ritorna tra i mussulmani della Capitale che risulterebbero tutt’altro che allineati alla condanna del terrorismo “islamico” senza se e senza ma. Si tratta, come quasi sempre, delle anticipazioni dal programma di Del Debbio. Vale la pena di segnalare che il protagonista dell’intervista che si lascia andare a proclami filo Isis è stato in giornata arrestato per spaccio di droga e denunciato per propaganda di discriminazione e odio.

Il primo responso europeo alla legge di stabilità è schiacciato a fine edizione, con maggiore attenzione da parte di TgLa7 e Tg2. Poco male, visto che il rinvio del giudizio finale a primavera stempererà le polemiche interne. Anche in questo caso è Mentana che sintetizza giornalisticamente al meglio: Renzi e Padoan hanno qualche mese per convincere Bruxelles della bontà e attendibilità dei conti pubblici italiani.

Il cambio di simbolo del Movimento Cinque Stelle, che non contiene più il nome di Beppe Grillo, e ripreso in breve a fine edizione da Rai e La7.

La morte di Loris Stival, con la madre che cambia versione e confessa di averlo trovato strangolato mentre giocava con le fascette elettriche e di aver gettato il cadavere in un canalone, è nei titoli per Tg4.