Repetita iuvant

di Alberto Baldazzi
11 novembre 2015

I Tg i martedì 10 novembre – Le testate Rai e Tg4 aprono sulla trasferta toscana del Papa, che è alta anche per gli altri. Per il Tg diretto da Mario Giordano servizi su servizi che riprendono le sue odierne parole, che indagano il suo stato di salute, che attaccano i suoi nemici nella Curia, che si lanciano sulla suggestione guareschiana di Don Camillo e Peppone. Anche gli altri la citano, e Tg3 la riprende ampiamente. La “notizia” , però, a nostro giudizio non è colta pienamente. Perché Francesco ripete ogni giorno che la Chiesa deve cambiare, che l’ossessione per il potere deve essere lasciata alle spalle, che la povertà e la vicinanza ai poveri e agli ultimi devono tornare ad essere il suo genoma? Perché lo ripete in ogni occasione? La risposta è che non solo la posta in gioco è elevatissima, ma che la vittoria finale non è ancora garantita. Repetita iuvant, e le acclamazioni dello stadio Franchi e delle piazze di Prato servono forse a ricaricare di energia il Pontificato più determinante per il futuro della Chiesa. Tg2 coglie forse questa verità, segnalando con precisione la forza, la violenza (si potrebbe dire) con cui Francesco si è espresso auspicando una Chiesa “inquieta”, ”accidentata”, “ferita” e “sporca” perché uscita a toccare con mano le miserie e le ingiustizie del mondo.

L’orgia dei dati sull’occupazione non mette d’accorso le diverse testate sui “numeri” dell’aumento degli occupati e sulle loro tipologie, ma comunque nessuno gioca “al ribasso”: molto alti su tutti. Mentana addirittura enfatizza segnalando che gli ulteriori dati positivi rappresentano una tendenza oramai netta e assai importante per il Paese. L’ottimismo semi-dilagante si rafforza con il video licenziato da Padoan in diverse lingue che attesta come il malato Italia non sia più tale, e con il consueto show di Renzi che annuncia il nuovo polo della ricerca nell’area che fu dell’Expo. Il tutto ripreso in maniera puntuale e trasversale dalle diverse testate. Non si può dire che, almeno nell’informazione tv, il Premier goda di cattiva stampa.

Non potendo (o volendo) attaccare Renzi, le testate Mediaset se a prendono con la Magistratura, dando ampio spazio ai funerali bresciani del robivecchi morto recentemente dopo essere stato condannato per eccesso di legittima difesa per aver sparato 14 colpi contro 2 rom che stavano sottraendo ferraglie dal suo magazzino. Tg5, poi, addirittura nel titolo parla di “giustizia non uguale” chiedendosi retoricamente come mai i violenti di domenica a Bologna in occasione della manifestazione del centro destra siano stati messi subito fuori, mentre il Vice Presidente della Regione Lombardia, il fidato berlusconiano Mantovani, sia ancora dentro.

Le dimissioni “alla chetichella” di Perotti dalla cabina di regia della spending review rimarrebbero tali, se non fossero nobilitate da un titolo di TgLa7. Continua l’ostracismo di Mediaset sul Presidente Mattarella, che è invece ampiamente ripreso dai Tg Rai nella sua visita di Stato in Indonesia.

Il caso dell’atletica russa accusato in blocco di doping è ampiamente presente, e quasi tutti paventano e/o segnalano il risorgente clima da guerra fredda. Sempre per gli esteri da segnala la felice intuizione di Tg5 che dedica la copertina all’inquinamento nelle megalopoli cinese, dove l’aria è irrespirabili per la presenza di inquinanti bel 56 volte superiori alla soglia consentita.

In conclusione la (quasi) consueta segnalazione dell’approfondimento del Tg2 dedicato stasera ad una questione avvilente e imbarazzante: l’abbandono scolastico che riguarda sia le medie inferiori che le superiori, con un tasso in quest’ultime che sfiora il 30%. Il servizio sottolinea che all’impoverimento culturale corrisponde impoverimento reale e marginalità sociale.