Politica

Riforme: al via quella fallimentare e per le banche di credito cooperativo

di Nomos
11 febbraio 2016

L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi questa mattina a partire dalle 9.30 per proseguire l’esame del ddl Cirinnà sulle Unioni Civili e, in particolare, per l’illustrazione degli emendamenti presentati; alle 15 è invece previsto lo svolgimento di interpellanze ed interrogazioni.

Dopo la tesissima seduta di ieri, le Unioni Civili restano in stand-by, in attesa che si trovi un accordo sugli emendamenti, specialmente all’interno del Pd. Si rimanda la partita alla settimana prossima consentendo così un lungo week-end di incontri e di trattative per trovare nuovi punti di intesa, dentro e fuori le formazioni politiche. Ieri è stata una giornata di prova, che ha avuto un certo peso per il prosieguo dei lavori. Il presidente Piero Grasso ha bocciato la prima richiesta di voto segreto sul non passaggio agli articoli, motivando il suo rifiuto con l’assimilazione delle unioni civili al riconoscimento di un diritto inviolabile dell’uomo (art.2 della Costituzione); la decisione non solo ha spiazzato i firmatari della proposta Calderoli e Quagliariello ma ha chiarito che, sulla scia di tale interpretazione, sarà respinta la grandissima parte delle richieste di voto segreto. Comunque, un buon risultato è stato ottenuto con la prima votazione palese, che con 195 no ha reso evidente la compattezza del voto di M5S, Sel e Ala a fianco del Pd. Si è poi svolta la Conferenza dei capigruppo, che ha concesso spazio e tempo alle trattative fino alle 16,30 di martedì 16 febbraio, quando inizieranno i voti sugli emendamenti, che oggi saranno soltanto illustrati. Le sedute di mercoledì 17 e giovedì 18saranno uniche, senza interruzioni, anche se nel pomeriggio di mercoledì, a partire dalle 15,30, i lavori dell’aula saranno dedicati alle comunicazionidel Presidente del Consiglio in vista del Consiglio Europeo del 18 e 19 febbraio, e al successivo dibattito. Ove non concluse, le votazioni sul ddl Cirinnà potranno proseguire verosimilmente solo nella giornata di martedì 23 febbraio, anche perché nell’ultima settimana di febbraio è atteso in aula l’approdo del dl milleproroghe, che deve essere convertito entro il 28 febbraio.

Per quanto riguarda i lavori delle Commissioni, la Affari Costituzionali, in sede riunita con la Giustizia, esaminerà l’atto comunitario per il contrasto al terrorismo. La Commissione Bilancio proseguirà il vaglio degli emendamenti presentati al ddl Concorrenza. La Commissione Finanze si confronterà sugli atti preparatori della legislazione comunitaria sull’istituzione di un sistema europeo di assicurazione dei depositi e successivamente sullo schema di decreto legislativo relativo agli organismi di investimento collettivo in valori mobiliari. La Commissione Cultura proseguirà l’esame del documento conclusivo relativo all’indagine conoscitiva sui luoghi dell’abbandono, del ddl in materia di ricercatori a tempo determinato e del ddl per il sostegno della formazione e della ricerca nelle scienze geologiche. La Commissione Industria proseguirà l’esame degli emendamenti al ddl “concorrenza” e si confronterà sugli atti comunitari sulla fornitura di contenuto digitale e sui contratti di vendita online e di altri tipi di vendita a distanza. La Commissione Sanità esaminerà i ddl in materia di indennizzo a favore delle persone affette da sindrome da talidomide. In Commissione Territorio saranno esaminati diversi ddl per la tutela delle aree protette, mentre la Commissione Politiche dell’Unione Europea tratterà l’atto sull’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea nell’ambito dell’esame degli atti comunitari sottoposti a parere di sussidiarietà.

All’indomani dell’approvazione in prima lettura del decreto “mille proroghe”, l’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi a partire dalle 9 per l’esame della mozione sul rispetto dei diritti umani e sulla politica degli armamenti in Corea del Nord, e delle mozioni sui lavoratori frontalieri a seguito del recente accordo sottoscritto con la Svizzera. A seguire, saranno esaminate le domande di autorizzazione all’utilizzo di intercettazioni nei confronti degli ex deputati Filippo Ascierto, Giacomo Chiappori, Marco Pugliese e Silvio Berlusconi.

Per quanto riguarda i lavori delle Commissioni, la Affari Costituzionali si confronterà sul testo unificato recante “disposizioni in materia di conflitti di interessi”. La Commissione Giustizia proseguirà l’esame del ddl di delega al Governo sulle disposizioni per l’efficienza del processo civile e, in sede riunita con la Finanze, si confronterà sullo schema di decreto legislativo relativo agli organismi di investimento collettivo in valori mobiliari. La Commissione Cultura ascolterà il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Stefania Giannini, sulle procedure di concorso derivate dall’approvazione della riforma della scuola. In Commissione Affari Sociali riprenderà l’esame delle pdl sulla limitazione degli sprechi, l’uso consapevole delle risorse e la sostenibilità ambientale, e delle pdl in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari. Infine, la Commissione Agricoltura, in sede di comitato ristretto, proseguirà l’esame della disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino, mentre la Commissione Politiche dell’Unione Europea inizierà l’esame del ddl di delegazione europea 2015.

Bisognerà ancora aspettare per le regole sui rimborsi a chi ha perso i soldi nel dissesto di quattro banche (Etruria, Marche, CariFerrara e CariChieti), ma nel frattempo arrivano alcune riforme. E’ il risultato del Consiglio dei Ministri di ieri sera, durato quasi tre ore, che ha dato il via libera alla riforma delle banche di credito cooperativo, alla riforma fallimentare e a un disegno di legge delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza.

Come preannunciato, la questione delle banche è stata la protagonista del Consiglio di ieri. L’obiettivo del Governo sarebbe quello di favorire l’accorpamento di un sistema che oggi conta 371 istituti per sfruttare le economie di scala e creare un unico attore finanziario con le spalle larghe e solide. Per favorire questo processo verrà creata una holding con un capitale iniziale di un miliardo di euro; le singole banche potranno decidere di non entrare nella holding e uscire dal sistema del credito cooperativo ma, ha spiegato Matteo Renzi, “a condizione che abbiano almeno 200 milioni di riserve e corrispondano all’erario il 20% di queste riserve”, condizioni che al momento, secondo il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, sono soddisfatte solamente da una decina di esse. Il decreto approvato ieri notte contiene anche il recepimento dell’accordo con Bruxelles sullabadbank, con l’obiettivo di alleggerirele sofferenze, cioè i crediti difficili da recuperare, che ammontano a 200 miliardi di euro. Collegata a questa misura è anche la velocizzazione delle procedure concorsuali, cioè i lunghi procedimenti giudiziari per il recupero dei crediti che spesso sono il vero motivo delle sofferenze bancarie.

Sulla questione amministrative, per risolvere il rebus dei candidati di centrodestra alle prossime elezioni amministrative, Fratelli d’Italia ha proposto lo strumento delle primarie. Giorgia Meloni lancia la sua idea per uscire dall’impasse sulla scelta del candidato dopo che nella giornata di ieri è definitivamente tramontata la candidatura di Rita Dalla Chiesa alla guida del Campidoglio. E’ un’idea che coinvolgerebbe tutte le principali città italiane, compresa Milano, dove ieri Stefano Parisi ha ufficializzato la discesa in campo come candidato unitario del centro destra. Dopo questa proposta, che al momento non vede contraria la Lega Nord, si attendono in queste ore le considerazioni di Berlusconi, che da sempre giudica le primarie con fortissimo scetticismo.