Tempo da lupi

di Alberto Baldazzi
18 marzo 2015

Nessuna grande differenziazione nelle scalette e nelle impostazioni dei maggiori Tg, anche perché la gerarchia delle notizie si impone per tutti. Il “caso politico” delle ultime ore riguarda infatti il ministro Lupi, per gli “schizzi” che lo investono dall’inchiesta della magistratura fiorentina sul sistema corruzione negli appalti pubblici che ha portato in carcere Ercole Incalza, il “dominus” di tutte le grandi opere. Trattandosi di un esponente Ncd né a Mediaset né in Rai prevalgono difese d’ufficio e insabbiamenti. Le ombre su Lupi sono evidenti, ma a nostro giudizio il “tiro al ministro” o al politico, nel caso specifico in cui agli atti non risulta indagato, è un gioco fino troppo diffuso. Staremo a vedere. Tornando ai contenuti dell’inchiesta. I Tg di serata spiegano bene come funzionava il “sistema” che ruotava intorno all’imprenditore Stefano Perotti; Incalza affidava i lavori, segnalando l’opportunità di nominarne Perotti Direttore.
Dal Belgio rimbalza la notizia dell’arresto del Presidente di Federacciai e AD della Duferco Antonio Gozzi per una presunta tangente a funzionari congolesi: si capisce assai poco, e Tg1 intervista la moglie dell’imprenditore che appare scossa ma anche tranquilla sull’innocenza del coniuge. Titolo per tutti.
Grande spazio alla polemica odierna tra magistratura e Renzi. Il segretario Anm Sabelli parla di uno Stato che tratta a schiaffi i giudici e riserva carezze per i corrotti, e il premier che risponde indignato accusandolo di scarso profilo istituzionale. Spazio su tutti e sostanziale apprezzamento per Renzi soprattutto da parte di Mediaset.
Camusso e Landini si sono incontrati, ma non si sono capiti. O meglio, ognuno è rimasto sulle proprie posizioni. Landini rivendica il ruolo della Coalizione, mentre la segretaria Cgil dice che la Fiom non la può lanciare perché “ambigua”. Lo scambio tra sordi va in onda senza particolari commenti sulle maggiori testate.
Il testo della lettera di Berlusconi alle olgettine per segnalare la fine della cuccagna (assegno mensile di 2.500 euro) compare solo su Tg3, mentre Mentana tenta meritoriamente di spiegare con in un titolo e con un servizio perché il barile di petrolio cala molto, mentre la benzina scende molto meno: peccato che non ci riesca.
Vista l’ora, prossima alla chiusura delle urne in Israele, lo scontro tra Netanyahu e Herzog è dignitosamente presente. Da segnalare l’attenzione di Tg2 alla imminente chiusura degli Opg, gli ospedali psichiatrici giudiziari; dovrebbero finalmente scomparire il 31 di marzo, ma già si capisce che molti internati vi dovranno passare più tempo. Sempre Tg2, unico tra quelli di serata, si occupa del rapporto di Antigone sulle carceri.
Ma il clou di serata è la ripresa da parte di Mediaset di un doppio annuncio: Rocco Siffredi al ritorno dal reality intende smettere di fare il porno attore, mentre tra Belen e l’attuale compagno sarebbe rottura. Possiamo andare a nanna appagati.
Dati auditel dei TG di lunedì 16 marzo 2015
Tg1 – ore 13:30 3.791.000, 21,14% ore 20:00 6.391.000, 22,78%.
Tg2 – ore 13:00 2.766.000, 16,39% ore 20:30 2.083.000, 6,99%.
Tg3 – ore 14:30 1.830.000, 10,55% ore 19:00 2.193.000, 10,18%.
Tg5 – ore 13:00 3.352.000, 19,74% ore 20:00 4.944.000, 17,43%.
Studio Aperto – ore 12:25 2.181.000, 15,20% ore 18:30 981.000, 5,66%.
Tg4 – ore 11:30 582.000, 6,81% ore 18:55 810.000, 3,89%.
Tg La7 – ore 13:30 691.000, 3,83% ore 20:00 1.336.000, 4,73%.