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Tra ricchi, poveri e quasi poveri: “Dov’è la politica?”

di Corrado Giustiniani
24 maggio 2018

Poveri sempre più poveri e ricchi sempre più ricchi. È questo il succo dello studio “Povertà, diseguaglianze e fragilità in Italia” presentato mercoledì mattina dall’Eurispes e dall’Università telematica Mercatorum, con l’obiettivo di fornire utili riflessioni per il nuovo Parlamento. Un dato tra i tanti: nei cinque anni che vanno dal 2007 al 2012 il reddito del 10 per cento degli italiani che guadagnano meno è diminuito del 27 per cento, mentre quello del 10 per cento dei concittadini che guadagnano di più si è ridotto solo del 4 per cento. Dati ancora più recenti, relativi allo scorso dicembre, indicano che è aumentata del 20,6 per cento la quota degli individui a rischio di povertà.
Numeri che, assieme ad altri, come l’aumento dell’usura e dell’economia in nero, hanno acceso il dibattito nella sede di Piazza Mattei dell’Università Mercatorum. Da un lato, il Rettore Giovanni Cannata, il Presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara, e il curatore della ricerca, Alberto Baldazzi. Dall’altro, l’On. Stefano Fassina di Liberi e Uguali, l’On. Francesco Boccia del Pd, e l’Avvocato Saverio Romano, già Ministro dell’Agricoltura e oggi responsabile del Dipartimento Mezzogiorno dell’Eurispes, tutti abilmente coordinati da Filippo Nanni, Vicedirettore di RaiNews24. Poco si è parlato di un altro aspetto della ricerca: la crescita dell’ottimismo, nonostante tutto. A gennaio scorso il numero delle persone secondo le quali la situazione economica è rimasta stabile sono quasi il 40 per cento (38,9) mentre l’anno prima erano solo il 22 per cento. In lento miglioramento anche i consumi, mentre il Prodotto interno lordo è dato in crescita dell’1,3 per cento, misura certo ancora insoddisfacente.
Il Rettore di Mercatorum, Giovanni Cannata, ha introdotto i lavori, ricordando che la ricerca «non vuol dare risposte chiuse, ma un contributo al dibattito». Gian Maria Fara ha citato Robert Galbraith e la “società dei due terzi” da lui descritta: un terzo di poveri che possono migliorare la loro condizione e due terzi di benestanti: «Oggi però siamo nella società dei “tre terzi”: un terzo ricco, un terzo povero e un altro terzo a rischio di povertà – ha affermato il Presidente dell’Eurispes – e se i ceti medi sono in sofferenza, è in sofferenza anche la democrazia, ma di questi lamenti è mancata la capacità d’ascolto».
Il parlamentare Leu Stefano Fassina, dopo aver elogiato un testo «molto ricco di indagini e di interpretazioni» ha lanciato la sua provocazione: «Se non si aggrediscono le cause strutturali, facciamo solo retorica, su povertà e disuguaglianza. Se costruisci un Mercato unico europeo – ha proseguito Fassina – con Paesi che hanno differenziali di retribuzione e di welfare da 1 a 4 e da 1 a 5, succede che produci dumping sociale a danno dei paesi più solidi». Secondo l’onorevole di Liberi e Uguali, «serve la politica a tirarci fuori, non ci sono scorciatoie. Ma quando la politica prova a rialzare la testa, ecco che saltano fuori i rappresentanti di interessi economici forti, a renderla subalterna».
La politica non funziona «perché è in ritardo, e usa lenti e paradigmi che non sono più dell’economia reale e del capitalismo» ha chiosato Alberto Baldazzi dell’Eurispes. E ancora: «È un mondo che non ha più bisogno di lavoro, alla Volkswagen l’orario è sceso a 28 ore, abbiamo una società senza giovani, e con i genitori che mantengono i figli. A guidare il pianeta oggi è chi ha la proprietà dei mezzi di comunicazione».
Risposta veemente di Stefano Boccia, parlamentare del Pd: «La politica è l’unica, straordinaria possibilità che abbiamo di cambiare la società» ha affermato, e alcuni passi avanti positivi sono stati fatti: «Siamo il primo Paese ad aver accolto nel nostro bilancio i parametri del Bes, il Benessere Equo e Sostenibile – ha proseguito –. Per il momento sono quattro: reddito medio disponibile, indice di diseguaglianza, tasso di mancata partecipazione al lavoro ed emissioni di Co2. Da un anno all’altro, dovranno migliorare. Una prima verifica doveva essere fatta a febbraio, ma è saltata a causa elezioni». Boccia ammette che non tutti sono all’altezza di questa “politica nuova”. «Anche nel Pd cerco di far cambiare idea e, per ora, noi del nuovo siamo un partito trasversale». Ma anche l’economia è a corto di immaginazione. L’onorevole del Pd ha attaccato Poste: «Ha regalato il 90 per cento del mercato della spedizione dei pacchi a una multinazionale come Amazon. Ci voleva tanto a capire che oggi con un click si smistano decine di pacchi? Al contrario le sedi locali, che sarebbero state preziose per la logistica, sono state smantellate».
Ultimo a intervenire, Saverio Romano: «I tempi del cambiamento sono così veloci, che la politica non ce la fa ad arrivare» esordisce il Responsabile del Dipartimento Mezzogiorno dell’Eurispes. Ma ci sono cose che da tempo si dovevano fare, partendo dalla constatazione che c’è un Sud molto più povero del resto del Paese. «È necessario creare infrastrutture, per garantire il decollo di questa parte d’Italia – ha puntualizzato Romano, tornando sui temi dell’intervista rilasciata al nostro magazine –. «Ma come è possibile che la stampa difenda a oltranza la Tav e non spenda una parola sul raddoppio necessario delle ferrovie al Sud, e sul prolungamento della rete autostradale? Lo sappiamo che il reddito pro capite di alcune città come Napoli, Cosenza, Palermo, è inferiore a quello di Atene?».
Poi i saluti finali, del Presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara e del Rettore dell’Università Mercatorum Giovanni Cannata. Con la promessa che non è finita qui.