La tragedia in Nepal

di Alberto Baldazzi
27 aprile 2015

I Tg di lunedì 27 aprile – Le immagini devastanti e i numeri in inevitabile crescita delle vittime del terremoto con epicentro nell’area Kathmandu – stasera si parla di 6 mila morti – occupano la prima parte di tutte le edizioni di serata. Servizi spesso ed inevitabilmente in fotocopia, che rincorrono le scarse notizie sui dispersi italiani che potrebbero aumentare il numero delle 4 vittime già accertate. In proposito da segnalare il “coraggio” di Mentana che già nei titoli riprende il comunicato della Farnesina che parla di 40 concittadini di cui al momento non si hanno notizie dirette. Gli altri, con l’esclusione di Tg2 che “cita” il dato, sono meno allarmisti o, se vogliamo, più prudenti. I video amatoriali della valanga al campo base sono profusi a piene mani, e così per gli osservatori “occidentali” prende il sopravvento l’immagine degli scalatori e degli alpinisti all’attacco del Tetto del Mondo, rispetto a quelle dei villaggi sperduti e al centro di Kathmandu distrutti dal sisma. Presenti su tutti gli appelli della solidarietà internazionale. Su7 Tg3 interviene Bertolucci che rievoca i tempi de Il piccolo Buddha e le emozioni suscitate da quei luoghi così lontani ma centrali per lo sviluppo della cultura di un intero continente.
Dopo la doverosa attenzione al sisma in Nepal i Tg “si tuffano” sull’Italicum, da poche ore giunto alla Camera per quella che per Renzi dovrà essere la lettura definitiva. Nei giorni scorsi abbiamo parlato di una apparente, forse ricercata, solitudine del Premier, quasi incaponito nell’imporre il varo della riforma elettorale nel testo attuale. Comunque lo si voglia giudicare, lo spaccato delle posizioni in campo è chiaro: tutte le opposizioni e, soprattutto, quella interna, puntano a bloccare o cambiare la legge e, conseguentemente, a “sconfiggere” i piani di Renzi. Andando a sezionare le diverse posizioni risalta agli occhi che l’elemento di unificazione è proprio questo: a mettere insieme le varie minoranze del Pd, Sel, Cinque Stelle, Lega e soprattutto Forza Italia non è una visione unitaria dei rischi che deriverebbero dal nuovo sistema elettorale, ma la sfida finale al Premier il quale, a sua volta, attribuisce all’Italicum il valore di una sua rinnovata investitura alla guida del Partito della Nazione. Tutto questo i Tg lo spiegano poco, registrando in tono notarile i vari frammenti di posizioni espresse dai vari rappresentanti di correnti e partiti: tra i compiti dei Tg non sembra dunque rientrare quello di far capire ai teleutenti quale sia la posta in gioco di questo passaggio stretto della politica. L’esito delle scontro si conoscerà al massimo entro un paio di settimane, ma la presenza di meno di 40 deputati in Aula nel giorno dell’arrivo dell’Italicum – segnalata da tutti – attesta che renziani e anti renziani, maggioranza e opposizione, si preparano alla battaglia finale con lo stesso impegno necessario per giochi di società come la battaglia navale.
Sul tema dei disperati dei barconi la trasferta di Ban Ki Moon, Renzi e Mogherini nel Canale di Sicilia a bordo della San Giusto, ha un certo valore simbolico e un ancor più certo scarso impatto sulle politiche europee. Anche in questo caso servizi in fotocopia, immagini sovrapponibili e stesse dichiarazioni ad usum delle telecamere.
A 10 mesi dall’arresto per l’omicidio di Yara Gambirasio il rinvio a giudizio di Bossetti trova inevitabilmente spazio sulle maggiori testate. Gli incidenti e le bombe carta durante l’incontro tra Juventus e Torino generano fazioni che addebitano le maggiori responsabilità ora all’una, ora all’altra tifoseria. Assai grave per Mentana – che lo segnala fin dai titoli – è che a proporre versioni opposte siano anche la Polizia di Stato e la Procura di Torino.
Tg1 e Tg5 propongono 2 buon servizi sulla street art nella Capitale, mostrando immagini suggestive che campeggiano sui muri di diverse periferie. Interessante notare che a segnalare questo patrimonio sconosciuto dell’ arte contemporanea siano stati, oltre che una guida presentata in queste ore dal Roma Capitale, alcuni articoli del Times di Londra.
Infine segnaliamo che per TgLa7 sarebbero maturi i tempi di una cambio storico in casa Mediaset: non solo il Milan starebbe per passare di mano; le stesse Tv del Biscione potrebbero a breve finire in mani francesi.

Dati auditel dei Tg di domenica 26 aprile 2015

Tg1 – ore 13:30 5.157.000, 27,05% ore 20:00 6.047.000, 26,32%.
Tg2 – ore 13:00 3.043.000, 16,96% ore 20:30 2.265.000, 8,86%.
Tg3 – ore 14:30 1.663.000, 8,90% ore 19:00 1.606.000, 8,87%.
Tg5 – ore 13:00 3.134.000, 17,36% ore 20:00 3.859.000, 16,57%.
Studio Aperto – ore 12:25 1.739.000, 11,54% ore 18:30 913.000, 5,67%.
Tg4 – ore 11:30 517.000, 5,17% ore 18:55 822.000, 4,60%.
Tg La7 – ore 13:30 678.000, 3,55% ore 20:00 1.056.000, 4,57%.

Fonte:www.tvblog.it