Uno, nessuno e centomila

di Luciano Maria Teodori
23 aprile 2018

E rieccoce, direbbe il marchese del Grillo.
Bombe e missili a gogo’ contro i cattivi. Ma non è che  ancora una volta quella che sembra realtà è solo una versione e neppure troppo ben preparata? I dubbi sono tanti e ci lasciano molto, molto perplessi.
Forse è una riedizione di un great game in salsa più complessa perché gli attori di questa pericolosa partita sono di più. Molti comprimari e due superstar Trump e Putin che si capiscono molto bene. E poi Francia e Gran Bretagna che vogliono esserci. E così Israele ed Iran. Vogliono esserci anche se ancora non si è capito bene di chi erano i gas.
Corbyn è il più critico di tutti, ma Assad sembra addirittura contento. Forse ha capito che resterà ancora per molto al  potere. E non dimentichiamo per favore gli interessi della Turchia di Erdogan e neppure quelli dei principi sauditi. E cerchiamo di non dimenticarci dell’Iran. Sembrano tutti intenti a non trovare una soluzione reale ed accettabile. Sui Curdi, così importanti nella guerra all’Isis, forse è sceso l’oblio. Non sarà una scelta troppo cinica ed inutile? O si tratta solo di teatro?