Sostenibilità

Il boom dell’usato: nuovi modelli di acquisto

Cresce la Second Hand Economy tra ricerca del risparmio e nuovi stili di consumo consapevole orientati alla riscoperta degli oggetti del passato.
di Simona D'Amico
17 marzo 2015

Il perdurare della crisi economica sta incidendo in modo significativo sui modelli di acquisto dei consumatori italiani, che, per effetto delle minori disponibilità economiche, hanno ridotto gli acquisti d’impulso, in vista di un orientamento al risparmio e di una maggiore responsabilità nella spesa. Cresce la “Second Hand Economy” (Economia di seconda mano), un mercato che in Italia vale 18 miliardi di euro (Doxa, 2014) di cui il 47% riconducibile alla compravendita online che è considerata rapida per acquistare e vendere elettronica (32%) e oggetti per la casa e la persona (28%). Il boom del mercato dell’usato si accompagna, a ben vedere, ad un cambiamento culturale in atto nel Paese. Si acquistano oggetti usati, infatti, non soltanto per risparmiare, ma per riscoprire il fascino e l’unicità del riutilizzo di un prodotto spesso risalente ad un periodo storico molto lontano. Dall’altra parte, chi vende, lo fa per liberarsi del superfluo, riconoscendo un valore reale ai beni, anche a quelli che non utilizza più.

Il sondaggio sui consumi realizzato dall’Eurispes nelle prime settimane del 2015 mette in evidenza che, nel corso del 2014, il 44,2% degli intervistati ha fatto sempre più riferimento al mercato dell’usato per i propri acquisti, contro il 25,9% del 2013.

La crescita della “Second Hand Economy” è confermata da un’indagine Doxa, che rileva che il 44% degli italiani sceglie l’usato per passione, unicità, eco-sostenibilità e risparmio.

È possibile tracciare l’identikit di chi acquista e vende oggetti usati distinguendo diversi profili:

–        concreti: fanno acquisti per permettersi di soddisfare reali bisogni della famiglia, non avendo grandi disponibilità economiche. Non seguono le mode e sono avversi agli sprechi. Partono dal presupposto che gli oggetti possono avere una vita lunga. Vendono raramente;

–        leggerezza del superfluo: comprano e vendono perché, pur non avendo grandi disponibilità economiche, non vogliono rinunciare a cambiare frequentemente guardaroba, arredamento e tecnologia;

–        economia 2.0: giovani appassionati di tecnologia e utilizzatori di Internet interessati ad acquistare a poco vendendo a tanto;

–        ideologici: nostalgici delle “cose di una volta” con buone disponibilità economiche. Acquistano e vendono usato, non soltanto per finalità economiche, ma per contribuire attivamente a un nuovo mercato, più sostenibile;

–        smart chic: si dedicano più agli acquisti che alle vendite. Amano il vintage e si caratterizzano per uno stile elegante e raffinato. Per questo, cercano oggetti originali, che esprimano una storia.

Oggi il sito “Subito.it”, il primo in Italia per la compravendita dell’usato, conta 8,3 milioni di utenti unici al mese e oltre un milione al giorno, con un traffico da mobile che raggiunge il 40% del totale. Sono oltre 4,8 milioni gli annunci pubblicati nelle diverse categorie merceologiche: più di 100.000 nuovi ogni giorno.

Oltre l’online, altri canali di compravendita di oggetti usati sono i tradizionali mercatini e i negozi dell’usato. I dati della Camera di Commercio di Milano parlano di 3.385 imprese dell’usato in Italia attive nel 2014, il 3,1% in più rispetto al 2013 (tabella 1).

Al primo posto, Roma con 382 imprese (+2,7% rispetto al 2013), seguita da Milano (261 imprese, +8,7%) e Torino (216 imprese, +13,7%). Tra le regioni in testa la Lombardia (522 imprese, +1% rispetto al 2013), seguita da Lazio (447 imprese, +4%) e Toscana (395 imprese, +2,3%).

Classifica delle prime dieci province italiane ordinate per peso percentuale sul totale del settore “usato” italiano

I nuovi modelli di acquisto, dettati dalle ristrettezze economiche in cui gli italiani si trovano da alcuni anni a vivere, sono l’espressione di un consumatore più consapevole, responsabile e informato.

Superato il consumismo, dettato dal puro desiderio del possesso a tutti i costi, gli italiani hanno imparato a razionalizzare gli acquisti e a spendere meglio. Il nuovo consumatore è per necessità più attento al rapporto prezzo-qualità ed è avverso agli sprechi. Rispetto al passato, ha accesso ad uno strumento informativo privilegiato: la Rete Internet che consente il confronto, in tempo reale, di prodotti e prezzi, oltre a permettere la condivisione delle opinioni circa l’utilizzo di un bene o di un servizio.

La responsabilità del consumatore moderno si manifesta anche dalla propensione alla compravendita di beni usati, che non è solamente orientata dal principio del risparmio, ma anche della dismissione del superfluo. Dal punto di vista di chi invece acquista questi beni, il boom del mercato dell’usato si sta accompagnando ad un cambiamento culturale in cui si afferma una nuova sensibilità per gli oggetti e per il loro valore reale, che va oltre le mode del momento.