Le regole sulla Global minimum tax sono diventate nel tempo troppo articolate e difficili da applicare, necessitando di continui chiarimenti applicativi da parte dell’Ocse. Eppure un merito la Global minimum tax ce l’ha avuto sicuramente: aver fermato la corsa al ribasso delle aliquote fiscali, anche se vi sono state e vi sono ancora resistenze anche di paesi europei.
D’altra parte, senza il recepimento di Usa e Cina la disciplina rischia di essere poco più che una dichiarazione di principio. È chiaro come questo sia un grande “favore” alle big tech Usa, con la conseguenza che da Global minimum tax si rischia così di passare in realtà ad una molto meno ambiziosa European minimum tax, ennesimo freno alla competitività comunitaria.
La tensione tra Stati Uniti e Venezuela ha riportato al centro dell’attenzione una fragilità strutturale del sistema petrolifero statunitense, ovvero la dipendenza da greggi pesanti e ad alta densità, non facilmente sostituibili con la produzione domestica di petrolio cosiddetto “leggero”. In questo scenario, i carburanti di sintesi tornano a essere considerati uno strumento tecnologico di diversificazione.
Il cram down è una previsione normativa per cui, nell’ambito delle procedure concordatarie, l’interesse del Fisco recede davanti all’imprenditore in crisi e il giudice procede comunque all’omologa “forzosamente”, individuando un piano di ristrutturazione del debito a condizione che il piano sia approvato da maggioranze qualificate di classi di creditori. Il cram down ha carattere eccezionale e non può essere esteso oltre i casi previsti dalla legge e oltre i presupposti, sempre più stringenti, previsti dalla stessa legge.
Nascita della Politica Agricola Comune
La Politica Agricola Comune (PAC) nasce nel 1962, è una delle politiche più longeve e rilevanti dell’Unione europea. Dopo la Seconda guerra mondiale, il settore agricolo nell’economia europea post bellica, era infatti caratterizzato da...
Sono stati stabiliti i criteri per la ripartizione dei fondi destinati alla tutela delle minoranze linguistiche storiche nel triennio 2026-2028. L’assegnazione dei fondi avrà luogo sulla base di progetti finalizzati alla valorizzazione delle lingue e delle culture tutelate, che dovranno possedere una serie di caratteristiche, quali: l’utilizzazione da parte degli enti locali di personale con competenze specifiche, e di traduttori o interpreti. Alle Regioni è affidato il compito di coordinamento e intermediazione delle richieste di finanziamento e di successiva verifica della rendicontazione resa a conclusione delle attività.
Il futuro dei beni culturali passa necessariamente attraverso la sostenibilità. Efficienza energetica, riduzione delle emissioni e innovazione digitale non sono solo strumenti di tutela ambientale, ma occasioni per ripensare il rapporto tra cultura e società. L'Italia, forte dei finanziamenti del PNRR e non solo, ha l'opportunità di guidare questo cambiamento, trasformando i propri musei in modelli di eccellenza sostenibile.
Gli uomini impiegano in media meno di due ore nei lavori domestici, le donne più di cinque: è solo uno dei volti dell’esclusione delle donne, un deficit strutturale nazionale che limita la costruzione delle condizioni di accesso delle donne al lavoro in maniera piena e indipendente. L’esclusione tocca vari àmbiti: da quella digitale al gender employment gap, che vede ancora le donne sottoccupate rispetto agli uomini, fino ad arrivare alla violenza dei reati di genere, la forma più estrema di esclusione.
Il settore vinicolo in Italia influisce dell’1,1% sul Pil e dà lavoro a circa 303mila persone. La sua produzione annua si aggira intorno ai 45,2 miliardi di euro e ha un valore aggiunto di 17,4 miliardi di euro....
La space economy è nata fin da subito sulla spinta degli investimenti pubblici. Oggi, assistiamo ad un sempre più consistente ingresso di privati anche in questo settore, che ha dato avvio alla cosiddetta new space economy, un fenomeno che, in gran parte, coincide proprio con la “privatizzazione” dello spazio.
Donne e lavoro, diverse le criticità emerse dai dati: il 26,4%, pur lavorando, deve chiedere aiuto alla propria famiglia per far fronte alle spese, e il 17% ha subito molestie sessuali sul lavoro.
Le Società Benefit in Italia sono 4.593, con un incremento del 27% rispetto all’anno scorso e una diffusione soprattutto nel Nord Ovest. Presentano margini di crescita più marcati rispetto alle imprese tradizionali e risultano più inclusive per genere ed età.
“Voglia di restare. Indagine sui giovani nell’Italia dei paesi” racconta e argomenta la tendenza di molti giovani a ritornare o restare nei luoghi natii, un fatto che può salvare i territori e le aree interne dalla marginalità economica e dallo spopolamento.
In Italia la domanda di lavoro e l’offerta professionale faticano a incontrarsi, con conseguenze negative per la competitività delle imprese e gli stipendi dei lavoratori. Bisogna ripartire da una offerta formativa valida e continua.