Economia

AI: quali figure professionali domineranno il futuro?

Le professioni del futuro dovranno tenere conto degli utilizzi e delle possibilità dell’Intelligenza Artificiale, che diventerà una leva di crescita solo se sarà adottata in modo integrato e in sinergia con le competenze umane. Chi saprà affrontare questa trasformazione con una visione aperta e innovativa, sarà in grado di rimanere competitivo in un mondo sempre più dominato dalla tecnologia, ma che proprio per questo motivo favorirà competenze come il pensiero critico e analitico e l’adattabilità.

La fine della Global minimum tax? La difficile via della tassazione sulle multinazionali

Le regole sulla Global minimum tax sono diventate nel tempo troppo articolate e difficili da applicare, necessitando di continui chiarimenti applicativi da parte dell’Ocse. Eppure un merito la Global minimum tax ce l’ha avuto sicuramente: aver fermato la corsa al ribasso delle aliquote fiscali, anche se vi sono state e vi sono ancora resistenze anche di paesi europei. D’altra parte, senza il recepimento di Usa e Cina la disciplina rischia di essere poco più che una dichiarazione di principio. È chiaro come questo sia un grande “favore” alle big tech Usa, con la conseguenza che da Global minimum tax si rischia così di passare in realtà ad una molto meno ambiziosa European minimum tax, ennesimo freno alla competitività comunitaria.

Crisi Usa-Venezuela e vulnerabilità del sistema petrolifero

La tensione tra Stati Uniti e Venezuela ha riportato al centro dell’attenzione una fragilità strutturale del sistema petrolifero statunitense, ovvero la dipendenza da greggi pesanti e ad alta densità, non facilmente sostituibili con la produzione domestica di petrolio cosiddetto “leggero”. In questo scenario, i carburanti di sintesi tornano a essere considerati uno strumento tecnologico di diversificazione.

Istituzioni

Gli interventi a sostegno delle aree confinanti con Regioni e Province autonome

Tra gli interventi a sostegno delle marginalità territoriali rientrano anche quello relativo ai Comuni confinanti con le Regioni e le Province autonome. Non si tratta di aree svantaggiate in sé, dal momento che rientrano infatti nei territori piemontese e veneto, ma che subiscono, sia pur indirettamente, effetti negativi dalla loro prossimità con aree che, in virtù dell’autonomia speciale riconosciuta alle risorse di riferimento, fruiscono di maggiori risorse e capacità attrattiva di investimenti. Si tratta, quindi, di riequilibrare una oggettiva situazione di svantaggio.

Intercettazioni: la radiografia di un Paese che ascolta molto, ma non sempre bene

In Italia si intercetta molto, sebbene le intercettazioni siano diminuite del 40% in 10 anni. Ma mancano standard formativi e professionali per periti fonici e trascrittori, con una conseguente esposizione del sistema ad errori di trascrizione e quindi giudiziari.

Giustizia minorile, rieducazione o repressione?

Gli ingressi nei centri di detenzione per minori, aumentati sensibilmente nel biennio 2024-2025, evidenziano un allargamento delle misure cautelari per i minori, dovuto principalmente agli effetti del decreto Caivano che ha reso preventivamente “carcerabili” in fase di indagine una serie di reati, come il furto aggravato e lo spaccio di media entità, che prima portavano a misure meno afflittive. La giustizia minorile è oggi in bilico tra due visioni: quella paternalistico-rieducativa, cardine del sistema italiano dal 1988, e quella securitario-repressiva, riemersa con forza nell’ultimo biennio.

Società

Gli italiani e l’immortalità digitale: un’indagine sui giovani

La digital immortality è una forma di immortalità simbolica, resa possibile dai più recenti progressi dell’Intelligenza Artificiale. Tutto ciò che un individuo produce in vita in termini di impronta digitale, composta da email, messaggi, post social e altro, viene utilizzato post mortem da app che, attraverso interfacce, simulano lo stile conversazionale e i pattern del linguaggio del defunto. Ma quali sono i limiti etici e giuridici? Una indagine Eurispes raccoglie le opinioni di Millennials e Gen Z, i maggiori produttori di materiale grezzo per i deadbot.

Burnout, ovvero il mito del “lavora sodo” che ci sta distruggendo

Il burnout è uno stato di esaurimento psicofisico legato al lavoro, causato da stress cronico, eccesso di mansioni e mancanza di riconoscimento. Si manifesta con stanchezza, calo di motivazione e sintomi fisici come insonnia e mal di testa. Non è semplice stress, ma una condizione cronica che può compromettere salute mentale e fisica. L’OMS lo riconosce come sindrome lavoro-correlata, anche se non è ancora considerata malattia professionale.

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I giovani e quel “desiderio di restanza” contro spopolamento e marginalità

“Voglia di restare. Indagine sui giovani nell’Italia dei paesi” racconta e argomenta la tendenza di molti giovani a ritornare o restare nei luoghi natii, un fatto che può salvare i territori e le aree interne dalla marginalità economica e dallo spopolamento.

Skill mismatch: quando offerta di lavoro e competenze faticano a incontrarsi

In Italia la domanda di lavoro e l’offerta professionale faticano a incontrarsi, con conseguenze negative per la competitività delle imprese e gli stipendi dei lavoratori. Bisogna ripartire da una offerta formativa valida e continua.

Disabilità e accoglienza sociale, la scuola è il primo luogo di emancipazione

La disabilità è sempre più definita dalle opportunità sociali ed educative di sviluppare indipendenza, ovvero dalle possibilità che ha la persona con disabilità di avere una vita piena e una crescita personale. Per questo l’ambiente è fondamentale per lo sviluppo della persona disabile, in primis quello scolastico.

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La neurolettura è l’indagine dell’attività di lettura sulla base delle neuroscienze, grazie alla quale veniamo a conoscenza dei meccanismi complessi alla base di tale attività. Sembra che ne sia coinvolta una sola area del nostro cervello ma che questa sia in contatto e influenzi anche altre facoltà, come quella olfattiva.

Istruzione, in Italia risorse e stipendi sotto la media Ocse

L’istruzione italiana raccontata nel report “Education at a Glance 2024” è la fotografia di un Paese che invecchia, che non valorizza i suoi docenti e non riesce a colmare i divari educativi e di genere. Da non trascurare poi il dato sui giovani tra i 20 e i 24 anni: 21% di essi non studia, non lavora e non segue percorsi formativi.

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