Economia

Intelligenza artificiale e decarbonizzazione: come cambia lo shipping globale

Intelligenza artificiale e Big Data stanno già cambiando il trasporto marittimo: rotte ricalcolate in tempo reale, manutenzione predittiva, logistica portuale più rapida. Sul fronte ambientale, gli obiettivi IMO al 2050 spingono verso sistemi di risparmio energetico e combustibili alternativi, dal GNL all’idrogeno verde. Una trasformazione in cui la tecnologia affianca, più che sostituire, il lavoro umano.

Navi a guida autonoma: il futuro prossimo del trasporto marittimo

Le navi a guida autonoma passano dalla sperimentazione ai primi impieghi commerciali, come dimostra in Norvegia la Yara Birkeland, portacontainer elettrica che sostituisce circa 40.000 viaggi di camion l’anno. I benefici attesi riguardano sicurezza, consumi e costi operativi, ma restano aperti i nodi delle regole, delle responsabilità, della cyber security e di porti ancora poco attrezzati. Una sfida che chiama in causa anche gli scali italiani.

Il dominio cyber nella guerra ibrida permanente

Accanto a terra, mare e cielo, il dominio cibernetico è ormai un campo di battaglia a tutti gli effetti. Gli attacchi sono condotti da gruppi criminali o sedicenti tali, spesso legati ad apparati statali, ma risalire ai mandanti resta difficile. Le conseguenze sono invece concrete: spionaggio prolungato per anni, dati cancellati, siti istituzionali bloccati. È una guerra permanente, senza fronti né tregue, che coinvolge anche i paesi europei e la Cina, estranei ai combattimenti sul campo.

Istituzioni

Come cambia il crimine nell’era digitale: “Sociologia del crimine e nuove fenomenologie dei comportamenti devianti”, a cura di Monica Calderaro

Nel 1991 gli omicidi volontari in Italia erano 1.916; oggi sono circa 350 l’anno. Il crimine tradizionale arretra, ma ne emergono di nuovi: terrorismo, reati telematici, stalking, violenza spettacolarizzata sui Social. Il volume “Sociologia del crimine e nuove fenomenologie dei comportamenti devianti”, curato da Monica Calderaro con la presentazione di Gian Maria Fara, li esamina in sei saggi. Ne emerge una lettura multidisciplinare, per cui la tecnologia non è né buona né cattiva in sé, ma dipende da chi la governa.

Allargamento senza difesa: la contraddizione strategica dell’Europa

Per decenni l’integrazione europea si è estesa al riparo dell’ordine atlantico: l’Unione ampliava regole e mercato, la NATO garantiva la difesa. Quel quadro è cambiato con il ritorno della competizione tra potenze, lo spostamento dell’attenzione americana verso l’Indo-Pacifico e la guerra in Ucraina. L’Europa deve ora ampliare il proprio spazio politico senza disporre di una piena capacità autonoma di proteggerlo, e l’allargamento diventa una questione di autonomia strategica.

L’Europa come spazio in espansione

In quasi settant’anni lo spazio comunitario è passato da sei a ventisette Stati e da 167 a oltre 450 milioni di cittadini. Gli allargamenti hanno però seguito logiche diverse: il consolidamento dell’Europa occidentale, la riunificazione del continente dopo il 1989, la lunga pausa dell’enlargement fatigue. Con l’aggressione russa all’Ucraina l’adesione è tornata al centro dell’agenda e ha cambiato significato rispetto all’impostazione funzionalista che l’aveva guidata.

Società

Le regole del gioco. Gioco d’azzardo e distanziometro

Secondo le ricerche Eurispes, il gioco legale, se ben regolato e controllato, argina il gioco illegale e i suoi costi sociali. I distanziometri, da soli, non ridurrebbero la domanda né proteggerebbero i più vulnerabili, mentre le chiusure durante la pandemia avrebbero spinto i giocatori verso canali illegali e online. Servono quindi operatori più responsabili, una prevenzione più forte e maggiori tutele per i minori nelle scommesse digitali. Sull'efficacia del distanziometro, però, esperti di dipendenze e associazioni restano divisi.

Capitali alla prova del clima: come le grandi città del mondo si preparano a eventi climatici estremi

Dalle «piazze incandescenti» di Roma ai tunnel antipiena di Tokyo, le strategie con cui le capitali del mondo affrontano caldo estremo e alluvioni sono sempre più varie. Tre sono i modelli principali che emergono: grandi opere, verde diffuso e nuove forme di governance. Per Roma la sfida è rendere l’adattamento una regola, con risorse, continuità e coerenza.

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