I Tg dal 28 gennaio al 1 febbraio 2019 – “recessione tecnica”

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Tabella dei titoli in percentuale. Totale titoli: 211. Argomenti presenti nelle titolazioni: 297; cronaca 27% (79 presenze, per il 37% dei titoli), politica 26% (77 presenze, per il 36% dei titoli), esteri 14% (42 presenze, per il 20% dei titoli), interni 11% (33), cultura e società 9% (28), economia 8% (23) e sport e varie 5% (15).

2 febbraio – La settimana dell’informazione è stata segnata dai dati Istat, che giovedì hanno decretato l’entrata del Paese in una stagione di “recessione tecnica” (apertura per tutti, secondo titolo per Tg2). La notizia, preannunciata già mercoledì sera dal premier Conte, risulta in qualche modo “edulcorata” nei servizi di giovedì e venerdì, accompagnata da un lato dalle rassicurazioni della politica, compreso il ministro Tria, dall’altro per il generale rallentamento che ha interessato l’intera Eurozona, intaccando anche la locomotiva tedesca (titolo del Tg2). Spazi limitati agli analisti, tra cui l’economista Riccardo Puglisi sul Tg5 di venerdì, che tendono a confermare un quadro negativo ma atteso. Ridotti gli spazi delle voci dissonanti, con Confindustria che invoca una reazione mentre il partito democratico respinge duramente al mittente le dichiarazioni di Di Maio, che ha indicato nelle politiche dei governi precedenti le ragioni della recessione nel secondo semestre 2018.

Ma ad incarnare, in termini di minutaggio, la voce del “dissenso” anche questa settimana rimane Berlusconi, ripreso più volte dalle sue reti fin dai titoli e riproposto nei servizi anche dal Tg2, in una logica che castiga tanto le politiche che la compagine governativa del Movimento 5 Stelle, esortando invece la Lega a porre fine ad una “innaturale alleanza”.

Ad di là dei dati economici, in un quadro in cui l’occupazione comunque aumenta, ad emergere sulle scalette sono stati i dissapori e le tensioni tra le anime della maggioranza, soprattutto sul nodo del Caso Diciotti (presente in 18 titoli). La rivendicazione del ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ha chiesto alla giunta del Senato di negare l’autorizzazione alle indagini, ha spiazzato la compagine dei 5 Stelle, facendo per un giorno parlare sia Conte che Di Maio di una “decisione comune del governo” e di possibili ripercussioni sulla legislatura in caso di voto favorevole alle indagini.

A latere di queste vicende, un grande spazio è andato fin da inizio settimana all’epopea della nave ong Sea Watch, arrivata mercoledì ad una soluzione con lo sbarco giovedì al porto di Catania e la distribuzione dei 47 migranti in altri 7 paesi dell’Unione (25 titoli nel corso della settimana). Tg2 ci tiene a farci sapere giovedì che l’Italia, alla fine di questa vicenda durata due settimane, ospiterà soltanto un migrante, mentre Tg La7 è la sola testata a tornare venerdì sullo stato dell’imbarcazione, tutt’ora bloccata al porto di Catania. Tanta attenzione verso questo sbarco non ha tuttavia prodotto un rinnovato interesse verso la situazione in Libia, con solo un titolo del Tg2 di lunedì dedicato al colpo dato alla mafia nigeriana, insediata nel Cara di Mineo. Lo sgombero del centro di Castelnuovo di Porto ritorna questa settimana solo in un servizio del Tg3.

Tornando alle tensioni nella maggioranza, queste si sono espresse in settimana sia in merito alla questione delle grandi opere che rispetto allo scenario internazionale. Tra tanti titoli e servizi, Enrico Mentana ci vede lungo ed affronta queste tematiche chiamando venerdì in studio il sottosegretario Manlio Di Stefano, presentato come il “Signor No” dei 5 Stelle. A Di Stefano viene chiesto di commentare la posizione del governo sia in merito alla Tav, visti gli scambi del giorno con Salvini in visita ai cantieri (6 titoli), sia riguardo la linea dell’Italia sulla situazione in Venezuela, che vede il nostro Paese l’unico dell’Unione a riconoscere espressamente Guaidò come legittimo presidente ad interim del paese Sudamericano. Posizione che Mentana, lascia intendere, possa riflettere l’orientamento di Mosca.

Passando così agli esteri, la complessa situazione venezuelana si impone con 16 titoli sulle scalette, raccogliendo per due volte l’apertura del Tg2. La testata di Gennaro Sangiuliano propone venerdì un’intervista esclusiva proprio al presidente ad Interim Guaidò, che racconta delle repressioni nel suo paese, sostenendo come le posizioni del sottosegretario Di Stefano siano dovute a “scarsa informazione” sulla reale situazione del Venezuela, che non rischia di trasformarsi in una “nuova Libia”. Un altro colpo alle posizioni dell’Italia, presentate come la “linea di Di Maio”, arriva da un servizio successivo che raccoglie le dichiarazioni del Presidente Tajani in favore di Guaidò, che con la precedente intervista “inpaninano” la linea di Palazzo Chigi.

La mossa dell’amministrazione Trump che, accusando la Russia di non adempiere al trattato sul nucleare, annuncia il proprio ritiro dall’accordo di non proliferazione che aveva decretato la fine della Guerra Fredda figura a metà scaletta per le testate di venerdì (apertura solo per il Tg3). Maggiori coperture sono andate, nel complesso, all’imponente ondata di gelo che ha investito gli States in questi giorni, accompagnata nei servizi dagli aggiornamenti sulle nostre regioni.

Per la cronaca, il gravissimo caso di violenza contro minori a Cardito, nel napoletano, inquieta gli animi per l’assurda violenza di un 24enne, che a “pugni, calcio e con un manico di scopa” ha massacrato i due figli piccoli della compagna, causando la morte di un bambino di 7 anni. Dodici i titoli nel corso della settimana, tra cui le aperture di Studio Aperto e Tg4. Spazio anche alle ulteriori violenze negli asili italiani. Aprendo una riflessione più generale sulla violenza contro i bambini, Tg5 raccoglie un contributo dallo psichiatra Vittorino Andreoli. Rabbia e sconcerto emergono anche nei servizi di giovedì, soprattutto quelli Mediaset, dedicati al processo verso i due minorenni veronesi che nel 2016 diedero, per noia, fuoco ad una macchina, causando la morte di un clochard 64enne che vi dormiva dentro. I due giovani non sono stati alla fine condannati, il primo perché 13enne e quindi non imputabile, l’altro perché affidato ad una comunità di recupero. 

Tra le vare ed eventuali, segnaliamo:

  • i servizi dedicati nel corso della settimana dal Tg3 all’esplorazione dell’universo culturale dei teenager italiani, tra youtubers e campioni di giochi online;
  • la dataroom del Tg7 di lunedì, che con Milena Gabanelli ha affrontato il complicato tema dei minori stranieri non accompagnati arrivati nel nostro Paese: 10787 censiti sul territorio nazionale nel 2018, con diverse migliaia che hanno però fatto perdere le proprie tracce negli ultimi 3 anni;
  • l’attenzione del Tg5 allo stato delle infrastrutture stradali del nostro Paese, a cui viene dedicata la copertina di Mercoledì con un contributo del Ministro Toninelli, che rimarca come i cavalcavia pericolanti segnalati da una recente indagine fossero già sotto l’attenzione del ministero;
  • l’attivismo del Tg4 che giovedì ripropone la tematica della legittima difesa, criticando come nell’ambito di un’aggressione a due negozianti cinesi questi siano a loro volta stati indagati per lesioni contro i loro assalitori. Il servizio, che mostra come costoro si siano difesi impugnando coltelli contro banditi armati di pistole, si chiude con una domanda al pubblico: “lo trovate legittimo o sproporzionato?”; 
  • Il ritorno del gossip in casa Mediaset, con titoli e servizi dedicati tra giovedì e venerdì alle vicissitudini per la casata reale Windsor dovute a supposti contrasti tra il principe Harry e la sua sposa Meghan.

Luca Baldazzi

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