Giustizia minorile, rieducazione o repressione?

Gli ingressi nei centri di detenzione per minori, aumentati sensibilmente nel biennio 2024-2025, evidenziano un allargamento delle misure cautelari per i minori, dovuto principalmente agli effetti del decreto Caivano che ha reso preventivamente “carcerabili” in fase di indagine una serie di reati, come il furto aggravato e lo spaccio di media entità, che prima portavano a misure meno afflittive. La giustizia minorile è oggi in bilico tra due visioni: quella paternalistico-rieducativa, cardine del sistema italiano dal 1988, e quella securitario-repressiva, riemersa con forza nell’ultimo biennio.