I Tg dal 26 al 30 marzo 2018

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Tabella dei titoli in percentuale. Totale titoli: 205. Argomenti presenti nelle titolazioni: 231; cronaca 41% (95 presenze, per il 46% dei titoli), politica 24% (55 presenze, per il 27% dei titoli), esteri 11% (27 presenze, per il 13% dei titoli), sport e varie 7% (17), interni 5% (11), cultura e società 4% (8), ed economia 4% (8)

31 marzo – Una settimana dell’informazione profondamente segnata dalla cronaca, a cui vanno quasi 100 titolazioni. L’allarme terrorismo domina sulle scalette, con i numerosi arresti di questi ultimi giorni che si accompagnano alle misure di sicurezza approntate in vista delle festività pasquali: 27 i titoli da martedì a venerdì, tra cui diverse aperture dei Tg Mediaset. Lo smantellamento tra Roma e Latina della cellula terroristica che aveva supportato Anis Amri, l’attentatore del mercato di Natale di Berlino, è primo titolo per Tg1 e Tg5. Grande spazio anche all’intervento del ministro Minniti di mercoledì, che giovedì fa l’en plein sulle scalette apparendo 
un’intervista sul Tg1 e, di persona, nello studio di Tg5, ribadendo in entrambe le occasioni come i concreti rischi per il nostro Paese non stanno venendo sottovalutati – cogliendo l’occasione, sull’ammiraglia Rai, per segnalare come da quasi un anno i flussi migratori che interessavano l’Italia siano stati in larga parte contenuti. Segnaliamo, per lo stesso giorno, una forte rivendicazione espressa nella copertina della prima rete Mediaset. Per il Tg5 la minaccia del terrorismo, nonostante la sua concretezza, non è riuscita né riuscirà a cambiare la vita degli italiani, e questo in primo luogo grazie all’eccellente lavoro delle nostre forze dell’ordine sul territorio.

L’altro “fatto” della settimana è stata la morte di Fabrizio Frizzi, amato conduttore del servizio pubblico la cui improvvisa scomparsa è stata compianta da tutti. Al di là delle aperture delle testate Rai tra lunedì e mercoledì (titoli ed aperture anche per i Mediaset), quella che è andata in scena è stata la celebrazione “corale” di una figura positiva, il cui impegno per quarant’anni nel servizio pubblico gli era valso non solo il rispetto dell’intero mondo della comunicazione ma l’affetto sincero di decine di migliaia di telespettatori, arrivati nel tempo a vederlo come una “persona di famiglia” (Tg5), come dimostrato dalla folla che martedì e mercoledì ha visitato la camera ardente a Viale Mazzini e la Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo, luogo del funerale.

A latere di questi eventi, la piaga delle morti bianche, con i suoi numeri per nulla incoraggianti nei primi mesi del 2018, ritorna da mercoledì in agenda a seguito dell’incidente di mercoledì al porto di Livorno costato la vita a due operai, ed a cui è seguita una fiaccolata di protesta nei giorni successivi: 9 i titoli, tra cui l’apertura di Tg3 e di Studio Aperto di mercoledì.

Per la politica, a tenere banco sono i tentativi di dialogo tra Lega e M5S in vista delle convocazioni del 3 aprile, marcati da metà settimana dall’alzarsi dei toni tra i due leader. Le testate Mediaset colgono l’occasione nel corso della settimana per rassicurare l’alleanza rinsaldata tra Lega e FI, con Salvini che si rifiuta di mettere all’angolo Berlusconi a vantaggio dei pentastellati, e che già si prefigurerebbe un ritorno alle urne. Tg La7 esplora più nel dettaglio i temi della contesa, che dietro alle accuse reciproche di protagonismo si sostengono invece sulla realizzabilità dei rispettivi primi punti della campagna elettorale: flat tax e reddito di cittadinanza. Su quest’ultimo fronte sempre Tg La7 titola venerdì sulle aperture che si registrano da parte della Lega verso questo tema caldo dei 5 Stelle. Presenti, ma con minori coperture, la divisione degli altri incarichi nel Parlamento, con il Partito Democratico che lamenta di essere stato messo all’angolo.

Per gli esteri, il riesplodere delle violenze lungo la Striscia di Gaza, con la protesta della “Marcia del ritorno” organizzata da Hamas che è degenerata a contatto con le forze israeliane, portato a 12 vittime tra i palestinesi, si impone sulle edizioni di venerdì: apertura per i Tg Rai e La7.

La guerra di spie prosegue “sottotono” sulle scalette (4 titoli), con la Russia che risponde all’ostracismo internazionale rimandando indietro oltre 150 diplomatici ai paesi d’origine. Da segnalare l’augurio rivolto dalle autorità russe al governo italiano di prossima formazione, che sperano possa adottare una politica diversa.

Lo scandalo datagate che continua a far tremare Facebook fa anche lui sporadiche apparizioni tra i servizi, con titoli solo per Tg3 e Tg La7. Maggiore interesse hanno avuto, nel complesso, gli spostamenti del dittatore coreano Kim Jong-un, che tra lunedì e martedì sarebbe stato in segreto in visita a Pechino per coordinarsi con il leader cinese Xi Jinping in vista dell’incontro con Trump di maggio.

Segnaliamo, tra le varie ed eventuali:

L’attenzione del Tg2 verso il caso dell’ex presidente Catalano Puigdemont, il cui arresto ha nuovamente esacerbato le tensioni in Catalogna (titoli lunedì e martedì). Illuminante in questo senso l’intervento di Enzo Cannizzaro, docente di diritto internazionale alla Sapienza, che in un servizio del Tg2 di martedì segnala come il reato di sedizione – per il quale Puigdemont è stato arrestato in territorio tedesco – non è un reato che rientra nelle leggi “europee”, né figura tantomeno nel codice tedesco, e che quindi le autorità tedesche non sarebbero obbligate a riconsegnarlo alla Spagna.
La copertura del Tg La7 di martedì sul sequestro della nave Open Arms, convalidato dalla procura di Catania benché sia decaduta l’accusa più grave che pendeva sulla Ong spagnola Pro-activa, quella di associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina;
Il servizio del Tg1 di giovedì sulla guerra in Siria, in cui si riporta della continua avanzata delle forze di Erdogan nei territori Curdi;
Il titolo di giovedì di Tg La7 alle elezioni in Egitto, dove il presidente Al Sisi ha stravinto ottenendo il 92% delle preferenze; si è trattata, purtroppo, di una votazione fasulla, visto come Al Sisi aveva precedentemente stroncato ogni opposizione con una politica di repressione spietata, tutto questo nel silenzio della comunità internazionale a cui “fa comodo” avere un alleato contro il Daesh; ma queste elezioni – segnala sempre Tg La7 – sono comunque un campanello d’allarme per il leader egiziano visto come, in tre giorni di voto, solo il 40% della popolazione è andata alle urne;
Il titolo di Studio Aperto di giovedì dedicato all’atleta paraolimpico italiano Andrea Cusateri, campione di ciclismo privo di una gamba di cui si seguono gli allenamenti.

Luca Baldazzi



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