HomeParitàUn italiano su due riconosce i privilegi degli uomini...

Un italiano su due riconosce i privilegi degli uomini rispetto alle donne nel mondo del lavoro

di
redazione

Viviamo in una società complessa, dove le identità individuali si sovrappongono e si intrecciano. Siamo donne, uomini, non binari; siamo neri, bianchi, migranti; siamo ricchi, poveri, di classe media; eterosessuali, queer, transgender. Tutte queste dimensioni della nostra identità influiscono sul modo in cui viviamo il mondo e su come il mondo ci tratta: in un contesto come quello attuale potrebbe risultare utile ricorrere ad una lente interpretativa capace di restituire la varietà e la complessità delle molteplici forme di discriminazione presenti nelle nostre società: quella dell’intersezionalità, fondamentale per comprendere a fondo le dinamiche di potere e le loro conseguenze. L’Eurispes, a partire da quest’anno, ha arricchito la propria indagine del Rapporto Italia 2025 con alcuni quesiti relativi a certe forme di privilegio e di discriminazione la cui analisi, nel suo insieme, può restituire una fotografia approfondita di un più ampio sistema di esclusione, svantaggio e disuguaglianze e rappresentare un tassello utile allo sforzo di riconoscere gli effetti amplificati derivanti dalle intersezioni di tutte queste dimensioni.

Il 51,3% degli italiani riconosce i privilegi degli uomini rispetto alle donne nel mondo del lavoro

Interrogati sugli eventuali privilegi degli uomini rispetto alle donne nel mondo del lavoro, gli italiani si dividono abbastanza equamente tra coloro che si dichiarano d’accordo con questa affermazione (51,3%) e chi non concorda (48,7%). Quasi sei italiani su dieci (57,2%) condividono l’idea che le persone bianche siano privilegiate rispetto a quelle di colore, il 50,2% dei cittadini è d’accordo sul fatto che le persone omosessuali/bisessuali/trans siano discriminate nel mondo del lavoro e il 51,3% esprime la stessa opinione sulla loro discriminazione nei rapporti sociali.

Il 50,2% dei cittadini pensa che le persone omosessuali/bisessuali/trans siano discriminate nel mondo del lavoro

Scorporando il dato in base al genere, emerge che la maggioranza degli uomini non concorda con il fatto che la propria categoria goda di particolari privilegi nel mondo del lavoro rispetto alle donne ‒ il 60,2% no è d’accordo ‒ mentre la visione delle donne è speculare alla prima, con il 63,1% che concorda con tale affermazione. Le donne hanno una maggiore percezione, rispetto agli uomini, dell’esistenza di forme di privilegio delle persone bianche rispetto a quelle di colore (63,2% contro il 51,3%). Discorso analogo anche per quanto riguarda che le persone omosessuali/bisessuali/trans siano discriminate nel mondo del lavoro (53,8% delle donne d’accordo a fronte del 46,6% degli uomini) e nei rapporti sociali (55% delle donne a fronte del 47,8% degli uomini).

Identità e inclusione, le donne hanno una maggiore percezione, rispetto agli uomini, dell’esistenza di forme di privilegio

Per area politica di appartenenza, il privilegio degli uomini rispetto alle donne è maggiormente percepito dall’area di centro-sinistra e di sinistra (rispettivamente, nel 61% e nel 59,2% dei casi), a fronte, rispettivamente del 46% e del 38,7% di quelli di centro-destra e di destra. Allo stesso modo, gli elettori di sinistra e centro-sinistra percepiscono maggiormente l’esistenza di uno svantaggio delle persone di colore, rispetto ai bianchi (67,5% e 59,6%) dei casi, mentre la percentuale scende al 44,7% tra gli elettori del centro-destra. Situazione analoga anche per quanto concerne le idee sulla discriminazione delle persone omosessuali/bisessuali/trans nel mondo del lavoro e dei rapporti sociali: chi si riconosce nell’area di sinistra si dice d’accordo con percentuali intorno al 60%, mentre i sostenitori di destra d’accordo con tali affermazioni, invece, sono meno di uno su due.

Related Posts

Per rimanere aggiornato sulle nostre ultime notizie iscriviti alla nostra newsletter inserendo il tuo indirizzo email: