Medicina, politica e la Sicurezza nazionale: l’urgenza di decidere

684

Il Fondo Monetario Internazionale ha pubblicato le previsioni di riduzione del Prodotto interno lordo sia mondiale sia dei singoli paesi.

La caduta del Pil mondiale si potrebbe attestare intorno al 6,1%, il Pil dell’Eurozona al 7,5% con l’Italia al 9,5%, Uk potrebbe soffrire una riduzione del 6,5% mentre per gli Usa è stimato al 5,9%.

Tutte queste previsioni andranno riviste al termine della Pandemia e i dati potrebbero essere rivisti ulteriormente al ribasso.

La situazione è molto grave sotto il profilo sia sanitario sia economico.

Quello economico ben presto farà sentire i suoi effetti su quello finanziario e quindi sulle banche con aumento dei non performing loan (NPL), le famose sofferenze bancarie.

La situazione si avvicina a quella già sofferta nel 1929 con la grande depressione, con grave nocumento per la sicurezza nazionale di molti paesi.

Per gli Usa si prevede un livello di disoccupazione del 9% anche nel 2021.

Per gli altri paesi non vi sono, al momento, proiezioni dei livelli di disoccupazione, ma potrebbero essere peggiori di quelli americani.

Il rallentamento delle economie innescherà la crisi finanziaria.

Le economie più sofferenti sono quelle già gravate da alto debito pubblico.

Per l’Italia, le prime stime di aumento del debito pubblico indicano un aumento anche oltre il 160% rispetto al Pil.

Per questi alti livelli di debito pubblici la gestione politica e amministrativa dei singoli paesi diventa molto difficile, se non impossibile; l’aumento del già alto debito pubblico farebbe aumentate l’incertezza della sostenibilità del debito stesso.

L’Italia ha bisogno di cambiare passo e serve un piano strategico di investimenti finanziato dall’Unione europea.

I finanziamenti sono disponibili ma il piano deve essere ancora elaborato.

L’era del post-modernismo è finita, servono responsabilità e capacità per poter risolvere i problemi.

La capacità di decidere non spetta ai tecnici che possono solo dare le loro valutazioni.

La decisione sul da farsi spetta al decisore politico che indica il percorso a più basso rischio per il Paese per traghettarlo fuori dalla palude pandemica nella quale tutti i paesi sono caduti, salvaguardando la sicurezza nazionale.

È vero che, per avere una economia funzionante, serve una buona salute pubblica, ma è anche vero che per avere una buona salute pubblica dobbiamo avere un’economia funzionante.

Nel mercato unico europeo le decisioni di uno Stato membro devono essere condivise dagli altri membri, tutti hanno pari dignità politica.

L’Unione europea è ancora oggi l’àncora di salvezza di molti Stati europei che dovranno utilizzare tutti gli strumenti finanziari a disposizione per risolvere i problemi economici, finanziari, sanitari e di disoccupazione conseguenti alla crisi in atto, i cui disastrosi effetti finali sono ancora da contabilizzare.

L’Italia non ha accumulato negli ultimi decenni successi di rilievo in campo economico e finanziario sia nazionale sia europeo, e non è riuscita a creare ricchezza.

L’incapacità di utilizzare i finanziamenti europei da parte del nostro Paese è fenomeno da tempo monitorato ma tutt’ora non risolto.

Questo problema si ripete anche con i finanziamenti nazionali.

Causa ultima è l’inefficienza delle Amministrazioni pubbliche, più grave nelle regioni del Mezzogiorno rispetto alle regioni del Nord Italia, che pone in difficoltà anche le componenti private dell’economia.

Il Paese sta vivendo un momento di sconforto perché non vede efficienza nella decisionalità politica.

Il Paese che perde la speranza, perde il futuro.

I due pilastri che hanno sostenuto la politica di sicurezza del nostro Paese sono stati: l’Alleanza politico militare Nato e l’Unione europea.

La difesa del nostro Paese è garantita dall’Alleanza, invece la finanza ha fatto capo all’Unione europea e alla Bce.

I membri dell’Unione europea hanno deciso di non condividere le politiche economiche, fiscali, della sanità, della difesa e sicurezza, della intelligence ed estera, ma di condividere (non tutti) solo la moneta unica rinunciando alle funzioni delle Banche centrali nazionali.

A disposizione degli Stati membri oggi vi sono solo gli strumenti finanziari votati all’unanimità.

Per la soluzione della grave crisi in atto sarà necessario utilizzare tutti i meccanismi finanziari approvati, compreso il piano Junker che ha preso le mosse nel 2014, creando l’European Fund for Strategic Investments (EFSI) che con un investimento iniziale di soli 21 miliardi di euro ha mobilitato 315 miliardi di investimenti nel primo triennio di attività, seguendo le due linee (window) distinte: l’Infrastructure and Innovation Window per i finanziamenti a lungo termine delle imprese/consorzi e lo SME Window per i finanziamenti a piccole e medie imprese attraverso gli istituti di credito in contatto diretto con le imprese finanziate (sussidiarietà orizzontale); e ciò per dare maggiore efficacia ai finanziamenti europei.

Un nuovo finanziamento di 500 miliardi di euro del piano Junker svilupperebbe 7.500 miliardi di investimento.

L’Italia è stato il maggior utilizzatore del piano Junker dopo la Francia.

La pandemia sta mettendo in crisi la Sicurezza nazionale di molti paesi a causa dei gravi danni provocati dal lockdown all’economia, al debito pubblico, ai livelli di disoccupazione mai sperimentati prima, ma anche alla sostenibilità dei livelli necessari di sanità pubblica.

Mitigare il livello di rischio è un imperativo per tutti i governi, attraverso strategie mirate coordinate per il rilancio dei Pil nazionali a sostegno delle aree di crisi.

Molti paesi europei non sono in condizione di operare da soli, in quanto privi di risorse finanziarie adeguate a far fronte alla grande emergenza.

Solo l’Unione europea in gran coordinamento con i paesi membri potrà garantire la stabilità istituzionale delle singole nazioni.

 

 

 

 

Ultime notizie
Criminalità e contrasto

Il crimine organizzato colombiano e i nuovi rapporti con la ’Ndrangheta: Europa nel mirino

Una delle più recenti evoluzioni del crimine organizzato colombiano è il passaggio da una struttura di vertice e unitaria a un’altra sempre verticistica ma disarticolata. Come sta diversificando il suo portafoglio criminale e quali sono i suoi rapporti con le mafie italiane?
di Vincenzo Musacchio
Sicurezza

Criminalità, l’evoluzione del potere mafioso. I risultati della Relazione DIA 2° semestre 2019

Il quadro della criminalità organizzata italiana e straniera, i suoi settori di interesse, le proiezioni internazionali, l’evoluzione organizzativa, i collegamenti con poteri occulti e terrorismo. Vincenzo Macrì analizza la relazione della Dia del secondo semestre 2019, che anticipa anche lo scenario criminale creatosi in Italia per effetto della pandemia da Covid-19 nel primo semestre del 2020.
di Vincenzo Macrì
Economia

Crisi da Coronavirus, economia mondiale giù del 5% nel 2020. Italia tra i paesi più in difficoltà

Secondo stime del Fondo Monetario Internazionale (FMI), la crisi della pandemia dovrebbe avere un impatto sulla crescita dell’economia mondiale pari a -4,9% nel 2020. Se il contesto generale e le incertezze rispecchiano una situazione comune a tutti gli attori mondiali, esistono tuttavia differenze sostanziali tra le singole economie e l’Italia sarebbe uno dei paesi maggiormente in difficoltà.
di Ludovico Semeraro
Società

Coronavirus e diritti: tutelare gli interessi della collettività o garantire i diritti fondamentali dei singoli?

La crisi innestata dall’epidemia di Covid e dalle scelte fatte per combatterla, ha prodotto una forte pressione sulla protezione dei diritti umani. In un clima di chiusura generalizzata dei confini nazionali, numerosi giuristi e diversi sociologi hanno analizzato gli effetti che tutto questo ha prodotto sul complesso dei diritti umani e sul loro godimento diretto.
di Marco Omizzolo
Video

Non è più un lusso. Intervista a Martin Elsner, Rocco Forte Hotels

il turismo di lusso – solitamente immune a cali di profitto – ha registrato numerose cancellazioni e perdite dovute al periodo di lockdown che ha interessato tutto il mondo. Come si è riorganizzato questo settore?
di Emilio Albertario
Video

Zavoli, il socialista di Dio

      Non ho ricordi personali di Sergio Zavoli, se non la sua firma sotto la mia lettera di assunzione in Rai, 36 anni...
di Emilio Albertario
Metafore per l'Italia

Un piano straordinario di investimenti pubblici

«Quello che serve è un piano straordinario di investimenti pubblici, finalizzato al riassetto del Paese. Un piano che acquisti evidenza per ampie...
di Gian Maria Fara
Il punto a Mezzogiorno

Mezzogiorno: tre strade per ribaltare un destino già segnato

Secondo Nino Foti, Presidente della Fondazione Magna Grecia, sono tre i passaggi obbligati per riuscire a riempire di contenuti e progettualità una “partenza nuova” alla quale in qualche modo ci obbliga il Recovery Fund per il Mezzogiorno.
di Nino Foti
scuola

Scuola, rischio abbandono con l’emergenza Covid. Le misure di sicurezza rischiano di favorirlo

Scuola, la chiusura forzata ha modificato profondamente le abitudini degli studenti e il lockdown potrebbe avere come effetto negativo l’aumento repentino degli abbandoni scolastici.
di Ilaria Tirelli
Ambiente

Bonus bici, impennata delle vendite. Ma l’Italia è un Paese bike friendly?

Il “bonus mobilità” – dedicato all’acquisto delle due ruote, ma anche monopattini elettrici, stabilito dal Governo nel decreto Rilancio –, ha fatto impennare le vendite che si stima, da maggio, siano state tra le 500 e le 600mila.
di Valentina Renzopaoli