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Scelte alimentari, una quota di italiani è stabilmente vegetariana o vegana

di
redazione

Nell’Italia contemporanea, il cibo ha smesso da tempo di essere soltanto nutrimento: è diventato linguaggio, identità, e riflesso dei valori individuali e collettivi. Mangiare non è più soltanto una questione biologica, ma un atto simbolico e sociale, che racconta chi siamo, chi vorremmo essere e in quale mondo vorremmo vivere. Le scelte alimentari degli italiani riflettono un equilibrio dinamico tra tradizione e innovazione; inoltre, le attuali condizioni economiche stanno influenzando le abitudini quotidiane con scelte che tengono conto dell’aumento dei prezzi ma anche della crescente attenzione per la salute. L’ultimo Rapporto Italia dell’Eurispes ha indagato sulle scelte alimentari degli italiani per individuare le nuove direzioni o tendenze dei consumi in un settore chiave della vita, della salute e dell’identità.

Il 9,5% della popolazione dai 18 anni in su non mangia carne, vegetariani e vegani sono più presenti nel Nord-Est 12,2% e nelle Isole (15,4%)

Quanto sono diffusi tra gli italiani il regime alimentare vegetariano e quello vegano? La maggioranza degli italiani interpellati dall’Eurispes dichiara di essere onnivoro (84,9%). Il 6,6% afferma, invece, di essere vegetariano e il 5,6% di esserlo stato in passato, mentre i vegani rappresentano una ristretta minoranza, pari al 2,9%. Nel complesso, dunque, il 9,5% della popolazione dai 18 anni in su non mangia carne, un dato che coincide con quanto rilevato lo scorso anno. Vegetariani e vegani sono più presenti nel Nord-Est 12,2% e nelle Isole (15,4%); vi è una maggiore propensione delle donne verso l’alimentazione vegana e vegetariana. Il trend di coloro che si dichiarano vegetariani è in lieve flessione rispetto allo scorso anno (-0,6%), ma con valori in crescita rispetto agli anni che vanno dal 2017 in poi. D’altro canto, coloro che si dichiarano vegani sono in aumento rispetto al 2024 (2,9%, con un aumento dello 0,6%).

Le scelte alimentari degli italiani descrivono un aumento del veganesimo, quintuplicato negli ultimi 11 anni

Dall’analisi della serie storica (2014-2015) sembra che, negli ultimi anni, si possa iniziare a considerate il valore percentuale intorno al 2-3% come un valore consolidato nella popolazione, se si esclude il calo del 2022. Interessante è valutare la variazione decennale della percentuale di popolazione vegana: tra il 2014 e il 2025 il campione vegano rilevato si è quasi quintuplicato. A scendere è soprattutto la percentuale di coloro che dichiarano di non essere vegetariani/vegani: -2,9% tra il 2023 e il 2025. Il dato degli ultimi due anni risulta essere il più basso dei dieci anni analizzati, a beneficio solo del segmento dei vegani (nel 2024, invece, a favore dei vegetariani). Coloro che hanno in passato aderito alla dieta vegetariana per poi distaccarsene si trovano soprattutto nelle Isole (9,5%), seguiti dai rispondenti del Centro (7,3%), del Nord-Est (4,8%), del Sud (4,7%) e del Nord-Ovest (3,9%). Al Sud si trova la percentuale più alta di coloro che non sono vegetariani e non lo sono mai stati (87,7%), seguiti dagli abitanti del Nord-Ovest (87,4%), da quelli del Nord-Est (83%) e, infine, da quelli delle Isole (75,1%).

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