A oltre trent’anni dall’ingresso del trust nell’ordinamento italiano, il dibattito giuridico sembra aver definitivamente superato la fase in cui l’attenzione era concentrata sulla compatibilità dell’istituto con le categorie tradizionali del diritto civile: oggi il confronto si sviluppa soprattutto sul terreno dell’utilizzo concreto del trust e dei suoi possibili riflessi in àmbito penalistico. La giurisprudenza più recente mostra un orientamento sempre più attento alla sostanza economica delle operazioni, privilegiando l’analisi della funzione e della reale disponibilità dei beni. In questo contesto, il trust emerge come un osservatorio privilegiato per comprendere il difficile equilibrio tra libertà di organizzazione patrimoniale ed esigenze di tutela dell’interesse pubblico.
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