IA, la sfida investe tutti: Stato, imprese, lavoratori e professionisti

L’intelligenza naturale deve restare il faro consapevole per governare l’IA, evitando che la tecnologia si sostituisca alla volontà e alla capacità critica dell’uomo. Nonostante la regolamentazione italiana ed europea sull’IA, concretizzata nella legge 132/2025, fissi principi di trasparenza e decisione umana, l’attuale entusiasmo tecnologico si scontra con una crisi occupazionale nelle Big Tech, dove l’assunzione di giovani neolaureati è calata del 25% nel 2023/2024. I tagli alle assunzioni e il rischio di una bolla nel 2027 suggeriscono che l’IA non sia ancora un approdo sicuro su cui fare totale affidamento.