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Stessi scenari, sfide comuni: Italia e Cina verso il nuovo Libro Blu

di
Luca Granato

Verso la nuova edizione del Libro Blu sull’Italia

Nemmeno il tempo di archiviare la recente presentazione dell’edizione 2026 del Rapporto annuale sullo sviluppo dell’Italia (meglio noto come Libro Blu), curato per il settimo anno consecutivo dall’Accademia cinese delle Scienze sociali (IES-CASS), ed è già il momento di guardare avanti, nell’ottica delle edizioni prossime future. 

Il recente viaggio in Italia della professoressa Sun Yanhong – economista curatrice del volume, attualmente vice capo della divisione di Studi europei di politica scientifica e tecnologica dell’Institute of European Studies e dal 2011 Segretario generale dell’Associazione cinese per gli studi italiani – è stato anche l’occasione per una visita presso la Fondazione Eurispes, che proprio Sun ha definito un partner scientifico fondamentale della CASS in questa impresa: «L’Eurispes non solo sostiene da tempo l’iniziativa del Libro Blu, ma ha concretamente contribuito a conferirle l’alta qualità scientifica che la contraddistingue», spesso “prestando” i propri esperti alla causa. 

La CASS e l’Eurispes: una partnership in espansione

Sulla base delle ormai consolidate relazioni intrattenute dai due Istituti di ricerca, in occasione delle recente visita Sun ha rilanciato, auspicando per il futuro una «proficua espansione della partnership». 

L’incontro con il Presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara, e un gruppo di esperti tra cui il Segretario generale, Marco Ricceri, è stato, dunque, l’occasione per sondare alcuni dei possibili temi intorno ai quali organizzare il “racconto” del prossimo volume. Lo scenario nel quale ciò avviene è quello di un’ottica di networking che, attraverso il punto di riferimento dell’Eurispes, raccolga l’apporto anche di tutte le realtà che collaborano in modo stabile con l’Istituto. 

I temi sul tavolo: dal mercato del lavoro e le politiche sociali…

Nel dialogo sono da subito emerse due poli tematici di enorme interesse nella prospettiva cinese di approfondimento e confronto con la realtà politica e socioeconomica del nostro Paese.

Il primo è quello del mercato del lavoro e dell’accesso a quest’ultimo delle fasce più giovani di popolazione. Un tema particolarmente sentito anche in Cina, ha spiegato Sun: i dati mensili rilasciati dal National Bureau of Statistics del governo cinese e riportati da Trading Economics evidenziano, infatti, un tasso di disoccupazione giovanile in crescita per il secondo mese consecutivo al 18,9% nella fascia 16-24 anni (agosto 2026), con difficoltà che si ripercuotono anche nei primi anni di carriera (con un tasso in crescita al 7,5% fra i 25-29 anni).

Nel mondo globalizzato, insomma, le dinamiche del mercato del lavoro – sebbene legate a quelle specificità nazionali che devono sempre essere tenute in conto nell’analisi minuta (e alle quali proprio il Libro Blu si propone di prestare attenzione) – seguono spesso tendenze comuni, che rendono interessante per Pechino ciò che accade a Roma, soprattutto in termini di confronto sulle soluzioni possibili.

…alla sfida rappresentata dall’Intelligenza artificiale

Coerentemente con la contingenza dei tempi, poi, il tema che maggiormente ha suscitato l’attenzione del tavolo di dialogo è quello legato all’Intelligenza artificiale, e in particolare alle sue ripercussioni sulle nuove generazioni. 

Traguardando al di là delle questioni più tecniche – che sempre di più stanno ricevendo la dovuta attenzione dai governi e dalle Istituzioni internazionali –, il faro di un’analisi di lungo periodo sul tema dovrebbe puntare piuttosto sulle conseguenze antropologiche del fenomeno.

Fenomeni come quello dell’hikikomori – che secondo l’Istituto superiore di sanità riguarda in Italia 66mila minori nella fascia 11-13 anni – evidenziano l’emergenza di un isolamento sociale che molto spesso trova nel digitale tanto la causa quanto una disperata “risposta”, in un circolo vizioso difficilissimo da spezzare. Dal canto suo, la Cina – tra l’altro “in corsa” per il primato nel mercato globale dell’IA – non si dimostra immune a fenomeni di questa portata: a tal proposito, Sun Yanhong ha ricordato il fenomeno cosiddetto delle “fidanzate virtuali”, che dimostra bene come l’Ia stia con grande rapidità penetrando perfino la sfera relazionale e più intima dei giovani cinesi. 

In questo scenario, c’è da chiedersi che fine farà la creatività dei bambini e dei giovanissimi che sono nati e cresciuti in piena era digitale e che, dunque, non si sono potuti confrontare con modi alternativi di gestire l’accesso al sapere e all’esercizio intellettuale. Gli esperti riuniti al tavolo di lavoro sono stati concordi sul fatto che questa sia una domanda che deve porsi soprattutto la scuola, immaginando riforme e percorsi che sappiano al contempo tenerla al passo con lo sviluppo tecnologico ma anche al riparo dalle sue “contaminazioni” più rischiose.

L’Italia e la Cina di fronte agli stessi scenari

Per temi come questi, che incidono a fondo sul tessuto socioeconomico dello Stato e chiamano la politica a rispondere a sfide di enorme portata, Cina e Italia si trovano di fronte a scenari comuni, come emerso dall’incontro. Proprio per questo, negli auspici della CASS, il “laboratorio” del Libro Blu deve continuare a rivestire un ruolo di grande importanza nell’impegno di dialogo e reciproco indirizzo della ricerca scientifica tra i due paesi.

Di questo dialogo e di questo reciproco indirizzo – in una parola: di questo network in espansione – la CASS e l’Eurispes puntano a rimanere i due partner di riferimento «per un tempo ancora molto lungo». 

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