Società

Cosa mangiano gli italiani: abitudini alimentari, integratori e fonti di informazione nutrizionale

Il Rapporto Italia 2026 dell'Eurispes offre un quadro aggiornato e articolato delle abitudini alimentari degli italiani. Quasi tre quarti della popolazione acquista mix di frutta secca e semi, mentre quote analoghe ricorrono a cibi confezionati e ultraprocessati e a bevande gassate o energy drink. Gli integratori alimentari e i prodotti high protein sono diffusi rispettivamente tra il 62% e il 57% degli italiani. Le differenze generazionali sono nette: i giovanissimi tra i 18 e i 24 anni mostrano la maggiore esposizione ai cibi ultraprocessati, agli alimenti proteici e ai prodotti a base di cannabis. Sul fronte dell'orientamento nutrizionale, meno di quattro italiani su dieci si affidano a figure professionali qualificate, mentre una quota rilevante ricorre a Social media, influencer del fitness o al consiglio informale di amici e parenti. Un dato che solleva interrogativi profondi sulla qualità dell'informazione nutrizionale circolante e sui suoi effetti sulla salute pubblica.

L’Intelligenza artificiale nella vita degli italiani: tra praticità, lavoro e fiducia ancora limitata

L’Intelligenza artificiale è ormai diffusa nella vita quotidiana degli italiani, soprattutto per usi pratici: la ricerca di informazioni (81,3%), il lavoro o studio (60,5%) e lo svago (54%) sono le funzioni più comuni, mentre il sostegno emotivo resta marginale (21,8%). Tra le attività concrete prevalgono la creazione di testi (70%), le traduzioni (63,8%) e i calcoli (57,9%), mentre l’uso strutturato per il lavoro quotidiano è ancora limitato (17,9%). I giovani tra i 18 e i 24 anni risultano gli utilizzatori più intensivi e trasversali, sia per lavoro che per svago. Sull’impatto futuro dell’IA nel lavoro, le opinioni sono divise, senza una netta polarizzazione, con differenze marcate tra fasce d'età.

Intelligenza Artificiale, italiani ancora divisi: la usa il 51,8%, ma solo 1 su 7 in modo abituale

L’indagine Eurispes fotografa un Paese che riconosce l’utilità dell'AI ma resta cauto sui suoi effetti. Forte il divario generazionale: tra i giovanissimi l’adozione sfiora l’84%, mentre pensionati e casalinghe restano ai margini del fenomeno. Se sull’uso pratico gli italiani appaiono ancora divisi, sul piano delle opinioni emerge un quadro altrettanto articolato, sospeso tra fiducia nelle potenzialità dell’AI e riserve su alcuni dei suoi possibili effetti, insieme alla richiesta di una maggiore regolamentazione.

Nuovo ordine mondiale, Nato e Unione europea: l’opinione degli italiani

La maggioranza degli italiani dichiara all’Eurispes di temere una logica di spartizione del mondo tra superpotenze, mentre le opinioni si dividono quasi a metà sul rispetto degli impegni assunti con la Nato: il 52,6% ritiene che l’Italia dovrebbe restare neutrale in ogni caso, mentre un cittadino su quattro ritiene giusto arrivare all’invio di soldati italiani sul campo. Particolarmente critiche le opinioni sull’Unione europea, ritenuta ancora lontana da una vera unità, sia militare che politica ed economica.

Smart working, che cosa succederebbe se finisse? Le reazioni dei lavoratori

Di fronte all’ipotesi che l’azienda o il datore di lavoro non consenta più di lavorare in smart working, il 46% dei lavoratori italiani dichiara che ne sarebbe dispiaciuto, ma si adatterebbe alla nuova situazione, mentre il 13,9% arriverebbe a lasciare il lavoro o a cercarne un altro che consenta di continuare a lavorare a distanza. Il 28,8% non avrebbe invece particolari problemi ad accettare il cambiamento, per motivazioni legate alla socialità e alla separazione degli ambienti domestici e lavorativi. In generale, la “vita da ufficio” conserva le proprie attrattive per la maggioranza dei lavoratori italiani, mentre lo smart working è una misura positiva per gestire gli impegni familiari e risparmiare su voci come trasporti e pasti.

Gli italiani dicono no alla guerra: meno soldi per le armi, no alla leva obbligatoria

L’indagine dell’Eurispes fotografa un Paese sempre più refrattario alle spese militari e alle iniziative belliche. Cresce la diffidenza verso il riarmo, cala il consenso alla leva, e tre italiani su quattro giudicano ingiustificabile l’invasione russa dell’Ucraina. In quattro anni, l’opinione pubblica si è spostata in modo deciso rispetto al clima del 2022, quando lo shock dell’invasione ucraina aveva riacceso il dibattito sulla difesa europea.

Criminalità giovanile in Italia: che cosa ne pensano davvero i cittadini

La ricerca Eurispes sulla criminalità giovanile restituisce un quadro articolato della percezione pubblica italiana sul tema dei reati commessi da minori. Quasi la metà dei cittadini (47,2%) giudica l'attuale normativa troppo indulgente, con punte significative tra i 35-44enni e tra gli elettori di destra. Il giudizio trasversale alle appartenenze politiche suggerisce una domanda diffusa di maggiore rigore istituzionale, pur con sfumature rilevanti. Sul fronte delle strategie, gli italiani si dividono tra chi privilegia risposte repressive e chi punta su interventi strutturali come la scuola, i centri di aggregazione e il sostegno all'occupazione giovanile. L'indagine rivela una società ancora divisa tra logiche securitarie e approcci preventivi, in un dibattito che interroga le fondamenta stesse della giustizia minorile italiana.

Smart working in Italia quattro anni dopo la pandemia: i dati Eurispes

Quasi un terzo degli italiani pratica oggi lo smart working: secondo i dati Eurispes il 31,3% dei lavoratori, ma solo un 5,7% lavora sempre da remoto. Le differenze nella diffusione si giocano soprattutto a livello territoriale e contrattuale: al Centro si fa più smart working, al Sud di meno, in città più che nei piccoli centri, e tra i lavoratori con partita Iva in generale. Tra i vantaggi riconosciuti figurano la qualità della vita e la possibilità di gestire più agevolmente impegni familiari e domestici, al punto che l’87,1% di chi fa smart working vorrebbe continuare a farlo.

Arriva in Italia il microdramma, l’intrattenimento da tasca nell’epoca dello scroll

Il microdramma è un formato seriale nato in Cina intorno al 2018 che oggi sta conquistando il mondo: episodi girati in verticale appositamente per essere fruiti dallo smartphone, della durata massima di tre minuti durante i quali a ritmo serrato si succedono emozioni, conflitti, amori e tensioni e che possono essere fruiti alla fermata dell’autobus, in pausa pranzo o in metropolitana. In poco più di un mese Tutto in una notte, il primo microdramma italiano, ha superato 15 milioni di visualizzazioni: non solo un nuovo formato di intrattenimento ma uno specchio del nostro rapporto con il tempo.

Immigrazione tra retorica e realtà: che cosa raccontano davvero i numeri

La questione migratoria in Italia, al di là degli slogan semplicistici, si fonda su una serie di dati ed evidenze. In primis, il rimpatrio dei migranti irregolari, che rappresentano solo il 6% del totale sul nostro territorio, avrebbe un costo che si aggira intorno ai 1,2 miliardi di euro. A ciò si aggiunge la questione complessa del legame tra immigrazione, crisi demografica e sostenibilità del sistema previdenziale, al quale contribuiscono notevolmente i lavoratori stranieri. La vera sfida consiste dunque nel costruire una politica migratoria capace di coniugare legalità, integrazione e sostenibilità economica.

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