L’Italia si colloca al terzo posto in Europa per disponibilità di acqua dolce, ma le perdite nella distribuzione sono mediamente pari al 42% del volume immesso, e il livello di investimenti in infrastrutture idriche disegna un Paese a tre velocità, con il Mezzogiorno in coda. Nel giugno 2011 gli italiani votarono compatti per togliere l’acqua dalla logica del mercato, ma i governi successivi reintrodussero per vie traverse gli stessi meccanismi cancellati dal voto. Fuori dal rumore delle battaglie politiche nazionali, esistono tuttavia esperienze consolidate, come a Milano o in Puglia, che dimostrano come la gestione pubblica sia praticabile.
Il cambiamento climatico non è più una proiezione futura, ma una realtà già attuale e quantificabile. Dalla rivoluzione industriale ad oggi, l’impatto dell’uomo sul clima è cresciuto in modo costante con conseguenze spesso irreversibili. L’aumento delle emissioni di...
La crescente scarsità di risorse idriche sta assumendo in Europa i tratti di una vulnerabilità strutturale. Il cambiamento climatico, la pressione antropica e modelli di gestione non più adeguati incidono non solo sugli ecosistemi, ma anche sulla sicurezza economica, sulla coesione sociale e sulla competitività dei sistemi produttivi.
La gestione nazionale dei rifiuti speciali evidenzia un sistema sempre più orientato all’economia circolare ma lontano dagli obiettivi prefissati. Il Nord Italia risulta leader nella produzione e nella gestione.
La plastica, materiale versatile e durevole che ha rivoluzionato innumerevoli settori della vita moderna, ha altresì generato, specie negli ultimi anni, una crescente preoccupazione per il suo impatto ambientale a lungo termine. Con una produzione globale di oltre...
L’idrogeno verde è la base sulla quale costruire una solida politica di sostenibilità ambientale in Europa come emerge dall’intervista al prof. Luigi Campanella, chimico e ordinario di Chimica dell’Ambiente dei Beni Culturali. Ma in Italia bisogna fare di più per supportare imprese e start up.
Nel Sistema-Italia ogni territorio esprime una propria identità da valorizzare, che va ben oltre le peculiarità geografiche. La diversificazione delle politiche, insieme a una decisa politica di coesione, farà da traino al Paese partendo da contesti particolari, come nel caso del Disegno di Legge Montagna dello scorso ottobre.
Il rischio di alluvioni coinvolge 1 italiano su 3 che vive sul 30% del nostro territorio. Anche l’Ue si prepara ad affrontare fenomeni catastrofici che il cambiamento climatico renderà sempre più frequenti. Intanto, i finanziamenti dedicati del PNRR procedono per la messa in sicurezza del territorio.
Lo stato delle acque in Italia sconta la presenza di infrastrutture idriche antiquate e inadeguate, che disperdono il 40% di una risorsa che sarà sempre più preziosa e meno reperibile in futuro. La situazione peggiore è nel Mezzogiorno, le regioni del Centro le più virtuose.