Le truffe agli anziani sono crimini particolarmente odiosi poiché giocano sulla fiducia delle persone, in questo caso anche spesso fragili, minandone la serenità. Se il 28,3% degli italiani ha avuto esperienza diretta o indiretta della truffa, sei vittime su dieci convivono con paura e insicurezza in seguito alla truffa. Le più diffuse sono quelle telefoniche, con la richiesta di denaro da parte di estranei con la scusa di aiutare un parente della vittima, seguite dalla visita a casa falsi operatori del gas, dell’energia elettrica, dell’acqua, del telefono.
L’Indagine Istat “Bambini e ragazzi: comportamenti, atteggiamenti e progetti futuri”, condotta nel 2023, ha come target i ragazzi tra gli 11 e i 19 anni residenti in Italia e si sofferma su diversi aspetti della loro vita quotidiana.
Vivere in Italia è una fortuna per il 72% degli italiani, che ne individuano le ragioni principali nella bellezza paesaggistica, nella tradizione artistica e culturale, nella buona cucina. Spingerebbero, invece, a lasciare il paese, la possibilità di una maggiore sicurezza economica altrove e di opportunità professionali.
Giustizia sociale, sei italiano su dieci pensano sia giusto favorire l’inserimento lavorativo delle minoranze etniche, e il 54,4% dei cittadini pensa sia giusto che l’inserimento lavorativo delle persone LGBT+ venga favorito il più possibile.
Dai dati Eurispes del 2025 emerge che più della metà degli italiani crede in un primato occidentale in svariati campi del sapere, dell’arte e della politica.
Identità e inclusione, per il 51,3% degli italiani le donne sono discriminate sul lavoro, mentre per il 57,2% le persone bianche sono privilegiate. Le donne riconoscono in misura maggiore degli uomini la presenza di discriminazioni sul lavoro e in società.
Sul riconoscimento delle identità di genere è favorevole il 51,1% degli italiani, ma solo il 37,2% è favorevole ad autorizzare il cambiamento di sesso tramite autodichiarazione.
Gli italiani si dichiarano ogni anno più aperti alla fecondazione eterologa, che nel 2025 raggiunge il 59,7% dei consensi, mentre alla maternità surrogata dice sì solo una quota del 35,5%.
Oltre al costo economico dei figli, nei dati Eurispes emergono i costi di natura sociale legati a stili di vita, relazioni interpersonali, lavoro e carriera che cambiano con la nascita di un figlio.