Trattativa Governo-Sindacati, Bombardieri (Uil): “Italia senza politica industriale”

Salario minimo, Tav, “Sbloccacantieri”, autonomia differenziata: via alla trattativa tra Governo e sindacati Cgil, Cisl e Uil. Ma intanto il settore degli edili è in piazza per lo sciopero nazionale. Facciamo il punto con Pierpaolo Bombardieri, Segretario generale aggiunto Uil.

Pierpaolo Bombardieri, all’indomani del primo vero confronto tra il Governo e le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil, che da tempo invocavano un incontro con l’Esecutivo, tracciamo un primo bilancio. Com’è andata, secondo lei? Ci sono i presupposti per un dialogo sui temi caldi?
L’incontro con il vicepremier e Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, di martedì è stato un incontro positivo: direi una risposta alla manifestazione organizzata lo scorso 9 febbraio a San Giovanni, che ha convinto il Governo ad aprire un confronto serio con le organizzazioni sindacali. L’incontro si è articolato sulla discussione di alcuni temi di prospettiva, sui quale il Governo si è impegnato ad avviare un confronto, a partire dal salario minimo, sul quale si aprirà un tavolo tecnico in previsione del decreto sul lavoro che andrà in discussione in Aula la prossima settimana. Restano aperti una serie di temi che appartengono alla piattaforma sindacale e sui quali si avvieranno una serie di tavoli tecnici: “quota 100”, lo sviluppo sostenibile, le politiche industriali, nuovi posti di lavoro, l’autonomia differenziata.

Senta, ma non è un po’ tardivo questo incontro? Non sarebbe stato meglio confrontarsi prima di mettere in campo soluzioni, dalla Manovra di Bilancio alla Tav, allo “Sbloccacantieri”?
Il fatto che finora non ci sia stato un confronto ha, infatti, provocato la manifestazione del 9 di febbraio. Oserei dire che la “piazza” ha convinto anche “Rousseau” al fatto che il confronto sia più utile dello scontro. Immagino che abbiano preso atto: sul salario minino, ad esempio, senza un confronto con le parti sociali, il rischio di fare danni da parte del Governo è elevatissimo.

Veniamo, allora, alla proposta del Governo sul “salario minino”. Non esistono già i contratti nazionali che regolano i rapporti di lavoro tra datore e dipendente?
Intanto, definiamo l’ambito: il salario minimo interesserebbe il 13% della forza lavoro in Italia, ovvero coloro che non sono coperti da un contratto nazionale (l’87% è coperto da contratti). Il Ministro del Lavoro Di Maio, durante il nostro incontro, ha affermato di voler ragionare sul salario minimo facendo riferimento ai contratti nazionali e, quindi, trovare una soluzione per chi non vi rientra. Bisogna fare molta attenzione perché il salario minimo definito per legge non tiene conto del fatto che il contratto nazionale prevede malattie, ferie, copertura assicurativa, diritti. Invece, il salario minimo questi aspetti non li prevede. Il rischio, quindi, è che molte aziende abbandonino il contratto nazionale per utilizzare il salario minimo.

Sciopero nazionale del settore edile, venerdì in piazza del Popolo per una grande manifestazione: possiamo dare qualche numero per quantificare l’emergenza?
La crisi che sta attraversando, tutt’oggi, il settore ha causato una riduzione del 60% delle attività e quindi dei lavoratori, negli ultimi due/tre anni.

A proposito di crisi degli investimenti e della necessità di grandi opere per fare ripartire il Paese: qual è la vostra posizione sulla Tav?
La nostra posizione sulla Tav è chiara: bisogna farla, è un’opera che va compiuta assolutamente, perché non è con il blocco delle opere finanziate che si risolvono i problemi di altra natura. La sfida è coniugare lo sviluppo con la salvaguardia del territorio: pur prevedendo una rivisitazione dell’opera, siamo assolutamente favorevoli. A proposito, sabato prossimo saremo a Ravenna per una manifestazione nella quale imprenditori e Istituzioni richiederanno la ripresa dell’attività delle trivelle per l’estrazione del gas.

Siamo alla vigilia della visita del Presidente cinese in Italia, Xi Jinping: qual è la vostra posizione in merito ad un possibile accordo tra Italia e Cina sulla nuova Via della Seta?
Il dato vero è che noi dovremmo scegliere quali sono gli asset strategici della nostra politica industriale: il rischio che altri paesi riescano ad occupare spazi che noi lasciamo vuoti, è molto elevato. Sicuramente è positiva l’occasione di dialogare con la Cina ma è necessario prima definire quali sono gli spazi e gli àmbiti della nostra politica industriale. Quello che ci sembra mancare è proprio lo scenario generale nel quale l’Italia si muove.

Quindi un eventuale accordo è prematuro?
Direi di sì.

Nel Rapporto Italia 2019 dell’Eurispes, è stato evidenziato un calo del consenso, da parte degli italiani, nei confronti dei sindacati. Il grado di fiducia è sceso dal 40,2% del 2018 al 37,9%. Come si spiega questo dato?
Mi permetto di registrare una notizia: il nostro sindacato, la Uil, è l’unico che nel corso degli ultimi anni ha registrato un aumento di consensi e di voti. Noi siamo l’unica sigla sindacale che ha aumentato gli iscritti e i consensi durante le elezioni all’interno delle aziende. Certo, non siamo infallibili, qualche errore lo abbiamo fatto: forse, siamo stati percepiti troppo vicini o troppo simili alla politica, ma è una strada che, in realtà, non ci appartiene. Teniamo conto del fatto che abbiamo attraversato un periodo di profonda crisi, durante il quale il sindacato è stato costretto a un’azione “in difesa” e “di difesa”, soprattutto dei posti di lavoro; questo clima può aver inciso sulla valutazione che l’Eurispes ha registrato.

Ultime notizie
caselli
Recensioni

La storia d’Italia in dieci date nel libro-memoir di Gian Carlo Caselli

Gian Carlo Caselli, uno dei Pm più in vista della storia recente d’Italia, racconta il nostro Paese nel libro-memoire “Giorni memorabili che hanno cambiato l'Italia” attraverso le inchieste che lo hanno visto coinvolto da protagonista, dieci date per dieci snodi giudiziari che hanno segnato gli eventi degli ultimi decenni.
di cecilia sgherza
caselli
zes unica
Mezzogiorno

Zes Unica del Mediterraneo, una sfida per sviluppo e sicurezza dell’area

La Zes Unica del Mediterraneo è stata al centro del dibattito organizzato dall’Istituto Eurispes, che ne ha analizzato i fattori socio-economici, logistici e geopolitici. La Zes Unica diviene strategica in un contesto geopolitico di grandi cambiamenti e incertezze, come strumento utile a garantire sicurezza e sviluppo.
di redazione
zes unica
scuola italiana
Intervista

La Scuola sia baluardo di conoscenza, tolleranza e spirito critico: intervista a Paolo Pagliaro

L’istruzione in Italia è una roccaforte di valori come la conoscenza, il senso critico, la tolleranza, eppure rischia un declino simile a quello della Sanità pubblica. Sfide e opportunità per il futuro della Scuola italiana, nell’intervista a Paolo Pagliaro, Direttore agenzia giornalistica 9Colonne e autore televisivo.
di redazione
scuola italiana
isole
Osservatori

Nascita geologica e nascita giuridica delle isole: intervista a Niki Aloupi

La nascita geologica di un’isola non corrisponde necessariamente alla sua nascita giuridica: lo chiarisce ampiamente Niki Aloupi, docente di Diritto internazionale pubblico all’Università di Parigi- Panthéon-Assas, esperta di Diritto del mare, che offre una panoramica sulla situazione giuridica internazionale delle isole.
di redazione
isole
social
Società

È guerra totale contro la “trappola dei Social”

Le autorità statunitensi hanno cominciato a porsi domande sulla tutela dei minori rispetto all’utilizzo dei Social network. Un uso che, secondo una serie di studi condotti, è relazionato al peggioramento della salute mentale di adolescenti e ragazzi.
di cecilia sgherza
social
apprendimento
Istruzione

La vera inclusione scolastica è garantire buoni livelli di apprendimento per tutti

La Scuola italiana ha bisogno di una riflessione pedagogica e strutturale, e di formulare un’offerta formativa equa basata sull’apprendimento di livello per tutti. Intervista a Roberto Ricci, presidente Invalsi, che commenta i dati emersi dal Secondo Rapporto dell’Eurispes su Scuola e Università.
di Roberto Ricci*
apprendimento
educazione
Istruzione

Perché l’educazione è la causa delle cause. Per una pedagogia della Nazione

Il tema dell’educazione non è uno tra i tanti. Nella società della conoscenza rappresenta il settore decisivo del progresso e dell’innovazione. Eppure, assistiamo a una metamorfosi antropologica e ad una ibridazione tra virtuale e reale che necessitano di una base culturale fondata su un sistema educativo solido.
di Mario Caligiuri*
educazione
isole
Intervista

La condizione sociale e culturale nelle isole, intervista al Prof. Orazio Licciardello

Le isole come luogo geografico, sociale, economico nell’intervista al prof. Orazio Licciardello, Ordinario di Psicologia Sociale presso l’Università di Catania. Il principio di insularità è preceduto da quello di isolanità, una condizione a sé, un dato di fatto che presuppone da sempre un altrove.
di redazione
isole
scuola
Istruzione

La Scuola è una priorità che va oltre la politica

La Scuola italiana è stata oggetto di riforme di ogni governo avvicendatosi negli ultimi anni, senza riuscire a dare una vera impronta rispetto alla Riforma Gentile. Ma il ruolo della Scuola e della ricerca nel futuro del Paese è cruciale, e deve andare oltre i trend politici del momento.
di Gian Maria Fara*
scuola
nomadi digitali
Lavoro

Nomadi digitali, evoluzione in grado di generare opportunità di crescita

I nomadi digitali non rappresentano solo un cambio nella concezione del lavoro, bensì una opportunità di sviluppo delle zone rurali. Se il lavoro da remoto riguarda già il 36% dei lavoratori autonomi in tutta Europa, l’Italia può diventare méta per smart workers nelle molte aree interne e rurali a rischio spopolamento.
di redazione
nomadi digitali