Luigi Russo, in direzione ostinata e contraria

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Ci lascia, dopo aver affrontato la sua malattia ‒ un tumore al cervello di cui non ha avuto timore di parlare, anche pubblicamente ‒ Luigi Russo.
Sociologo, giornalista conosciutissimo nel mondo del volontariato, da sempre attivista e sostenitore di grandi cause ambientaliste. Una delle sue ultime battaglie ha tenuto banco sulla stampa nazionale e internazionale e animato un acceso dibattito tra scienziati, politici e magistrati: quella a fianco dei cittadini e degli agricoltori contro l’eradicazione degli ulivi in Salento aggrediti da disseccamento e dalla Xylella fastidiosa e la denuncia del massivo sfruttamento dei territori e delle risorse naturali da parte delle grandi multinazionali. 
Da più di trent’anni, fin dalla nascita dell’Eurispes, negli anni Ottanta, ha collaborato e sostenuto l’Istituto divenendo uno dei referenti più attivi in Puglia fino a dirigerne la sede territoriale. Ha partecipato alla stesura di diverse edizioni del Rapporto Italia e del Rapporto Agromafie. Sua l’idea di promuovere, insieme all’Eurispes, diversi studi sulla realtà del volontariato e dell’associazionismo. 
È stato tra i fondatori del CSV, Centro Servizi Volontariato, del Salento di cui è stato anche Presidente per oltre dieci anni facendosi promotore di iniziative culturali per affrontare le grandi emergenze che affliggono la nostra società: dalle ludopatie, all’usura, alla qualità del cibo e dell’ambiente, dalla povertà, intesa non solo in senso materiale ma anche socio-culturale, alla valorizzazione dei territori attraverso i beni artistici e museali fino alle questioni giovanili e al sostegno alle giovani generazioni. 
Collaboratore di “Mondoradio Tuttifrutti” dalle cui frequenze ‒ con le due trasmissioni Caffè al Limone 2.0 e Fatti&Opinioni, ha spesso denunciato l’inquinamento ambientale della sua amata regione e in particolare del Salento ‒ si è da sempre battuto contro le ingiustizie sociali.
È stato protagonista di importanti battaglie civili come quella dalla Statale 275 e del gasdotto Tap, insieme alla forte denuncia dell’aumento delle neoplasie causate dall’inquinamento dei territori pugliesi e non solo. Si è fatto promotore di una complessa mappatura di tutte le zone sospettate di ospitare discariche abusive nell’area salentina, ha scoperchiato il vaso di Pandora del territorio salentino tappato da inconsapevolezze e omertà.
Sua l’inedita idea di fare dell’art. 118 ultimo comma della Costituzione, un cantiere di operosità nel segno della sussidiarietà orizzontale. I “Cantieri della sussidiarietà” hanno attraversato tutti i Comuni della provincia salentina per informare sulle tematiche della salute e dell’ambiente, denunciare e tradurre in proposta soluzioni percorribili. Un investimento informativo sulla responsabilità civile per una cittadinanza attiva, consapevole e critica che mai nessuno, prima dei “cantieri”, aveva fatto.
Una vita vissuta “in direzione ostinata e contraria”, come cantava Fabrizio De Andrè.
Degli innumerevoli messaggi di studiosi, politici e dei tanti cittadini che lo salutano e lo ricordano, l’immagine più vera la regala sua figlia Gemma, che, via Social, commenta una loro foto insieme postando un messaggio che rende appieno la filosofia e l’essenza di quest’uomo e lo fa attraverso le parole di Màrquez: «Non piangere perché è finito. Sorridi perché è successo».
Il ricordo nelle parole del Presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara: «L’Eurispes perde un collaboratore di grande intelligenza e autorevolezza; io perdo un amico sincero che mi è stato sempre accanto, anche nei momenti più duri e difficili. Dedicheremo a Luigi la prossima edizione del Rapporto Italia».

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