Coronavirus in Russia: malati pochissimi, ma la paura della gente è forte

Innanzitutto, vorrei fare due osservazioni preliminari: primo, anche dopo il crollo dell’Unione Sovietica la Russia rimane, sul piano territoriale, il paese più grande del mondo e l’unico paese euroasiatico nel senso stretto della parola (basta dare un’occhiata alla mappa geografica); secondo, circa l’85% della popolazione russa vive sul territorio europeo e, quindi, la stragrande maggioranza dei russi si identifica culturalmente con l’Europa.

Le azioni coordinate delle autorità cinesi e di quelle russe, hanno interrotto, già dal gennaio scorso, il flusso dei turisti cinesi in Russia (nel 2019 sono stati oltre due milioni).
Secondo l’informazione disponibile oggi, 14 marzo 2020, il Coronavirus è arrivato in Russia dall’Italia. I mass media informatici più autorevoli (Svobodnaya Pressa, Forum, Nakanune) propongono a lettori ed ascoltatori una descrizione più o meno identica dei fatti. Il 23 febbraio un cittadino russo residente a Mosca è arrivato da Milano: dopo due giorni ha dovuto farsi visitare da un medico perché, apparentemente, aveva preso un forte raffreddore. Le analisi hanno invece rivelato che il paziente era affetto da Covid-19. Fortunatamente i medici riscontrarono in breve tempo un miglioramento delle condizioni del “paziente 1”, tanto da poterlo dichiarare guarito e fuori pericolo. Con lo stesso aereo arrivarono in Russia altri quattro passeggeri che risultando portatori del virus furono immediatamente sottoposti ad un rigido isolamento. In seguito, emersepertanto che tali passeggeri non avevano avuto nessun contatto con altre persone e, pertanto, non avevano trasmesso ulteriormente il virus.
La reazione della compagnia aerea russa Aeroflot e del Governo è stata veloce e adeguata: attualmente, in base a speciali provvedimenti, tutte le persone che arrivano a Mosca dall’Italia devono rispettare un isolamento casalingo di due settimane. Attraverso rigidi controlli da parte della polizia – incaricata di effettuare sopralluoghi nelle stesse abitazioni – si garantisce il pieno rispetto delle disposizioni del Governo.
È proibito uscire e il cittadino che non rispetta tale norma incorre in sanzioni molto salate: una multa o anche la detenzione se ci sono circostanze aggravanti.
Il Governo della Federazione Russa ha abolito inoltre alcune iniziative internazionali di carattere economico e culturale (programmate già da tempo) come, ad esempio, l’importante Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo.

Per il resto oggi a Mosca la vita scorre in modo normale, come prima. Alcuni provvedimenti straordinari del Governo sono stati annunciati ufficialmente, ma senza un’enfasi eccessiva e non disturbano il vivere quotidiano della gente. Tuttavia, si intuisce che c’è nell’aria un pericolo diffuso e invisibile, un pericolo che può tradursi, in qualsiasi momento, in una realtà gravissima. Emblematica di questo stato d’animo diffuso è la lettera del Deputato della Duma regionale di Novossibirsk, Gheorghi Andreev, indirizzata – il 12 marzo scorso – al presidente Vladimir Putin. Gheorghi Andreev chiede apertamente di rinviare le votazioni pubbliche relative alle novità inserite recentemente nel testo della Costituzione della Federazione Russa dalla Duma federale (la Camera bassa del Parlamento). Il voto popolare è programmato per il prossimo 22 aprile. Il Deputato teme che l’afflusso dei cittadini ai seggi elettorali possa favorire l’espandersi del virus. Nell’intervista rilasciata al periodico Nakanune, G. Andreev ha spiegato così la sua iniziativa: «Non possiamo essere certi che la situazione nel Paese sia sotto il controllo delle autorità in modo tale da escludere qualsiasi evenienza pericolosa». La paura del deputato siberiano non è priva di fondamento.

Un noto giornalista russo di sinistra, caporedattore del magazine online Forum, Anatoli Baranov, utilizzando i dati statistici diffusi dall’agenzia Associated Press (AP) ha intitolato in questo modo un suo articolo pubblicato il 13 marzo 2020: Il tasso di mortalità causata dal Covid-19 in Italia è 7 volte più alto che in Cina. Infatti, dal 21 febbraio al 12 marzo il Covid-19 ha provocato in Italia la morte di oltre mille persone mentre in Cina le vittime della stessa malattia sono state 3.172. Se consideriamo che la popolazione italiana è di circa 60 milioni di persone, mentre quella della Cina è di circa 1 miliardo e 400 milioni – cioè quasi 25 volte superiore – formalmente Baranov ha ragione, anche se la sua affermazione pecca di superficialità e dà un’immagine distorta del sistema sanitario italiano. Questo è, oggi, lo stile dei mass media in Russia: sollecitare e provocare il potenziale lettore-consumatore. Occorre comunque segnalare che Baranov sottolinea un fatto importante: il Coronavirus non è stato portato in Italia dalla Cina. I mass media della Russia hanno dedicato molto spazio alla descrizione dei provvedimenti e dei comportamenti straordinari – molto costosi ed efficienti – messi in campo dal Governo e dalla popolazione cinese i quali, assieme, sono risultati vincenti. Di fronte a un tale evento è lecito domandarsi: da dove viene questa pandemia? Non lo sappiamo ancora.

P.S.
Il 17 marzo Mosca ha deciso la chiusura delle scuole fino al 12 aprile. Lo ha fatto sapere il sindaco della capitale Sergey Sobyanin sul suo sito. “Da sabato 21 marzo (compreso) fino a domenica 12 aprile (compreso), le scuole statali di educazione generale, le scuole sportive e gli istituti di educazione complementare saranno chiusi”

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