Sindacato e cambiamenti globali: quale preparazione hanno i sindacalisti?

I sindacalisti di oggi hanno la preparazione e le competenze adeguate per rappresentare al meglio le esigenze dei lavoratori in questa fase di grandi trasformazioni economiche e sociali? L’esperienza di un rapporto continuo con i lavoratori è sufficiente a promuovere una contrattazione idonea da parte di chi opera nel sindacato? Queste domande trovano una giustificazione nelle sfide che i cambiamenti strutturali in atto nel sistema produttivo pongono a tutti gli attori dello sviluppo, sindacati compresi, in particolare per l’impulso della rivoluzione digitale e della scelta strategica a favore di un nuovo ordine economico basato sullo sviluppo sostenibile. La necessità di trovare risposte adeguate a queste domande e di promuovere un salto di qualità nella preparazione professionale degli operatori sindacali ha fatto nascere all’estero alcune iniziative molto originali che possono essere prese come uno stimolo e un riferimento anche per il mondo sindacale italiano.

L’Università del Lavoro

Nell’aprile 2021, a Francoforte, in Germania è stata riconosciuta ufficialmente la “Università del Lavoro” che inizierà i propri corsi di laurea nel prossimo inverno. È una Università riservata, appunto, agli operatori sindacali, ai rappresentanti dei consigli di fabbrica e dei comitati di cogestione. Per chi è protagonista dell’attività contrattuale e di pratiche di co-gestione, come nel caso tedesco, avere un adeguato livello di istruzione è ormai una necessità inderogabile. «I risultati delle trattative  tra i rappresentanti dell’ impresa e dei dipendenti – spiega per la nuova università Tobias Soechtig su Social Europe (2021) – sono sempre più determinati dal livello di professionalità ed esperienza dei partner del negoziato. Al giorno d’oggi è ormai un’esigenza diffusa che i rappresentanti imprenditoriali dotati di un elevato livello di istruzione universitaria dovrebbero trovarsi di fronte dei rappresentanti sindacali altrettanto ben istruiti». Il fatto è che le Università pubbliche, ad esempio nei dipartimenti di economia e business, non offrono corsi di laurea adeguati a chi è orientato ad operare o già opera nel mondo sindacale. Da qui l’esigenza di promuovere una specifica Università del Lavoro nella quale tanto i futuri sindacalisti quanto quelli già impegnati all’interno delle organizzazioni, faranno corsi di finanza, contabilità, teorie dell’organizzazione, gestione del business, scienza dell’istruzione, gestione progettuale; il tutto con un approccio interdisciplinare che lega insieme le scienze economiche, sociali e politiche. Un particolare molto interessante è che i corsi sono organizzati in base al principio orientativo della “integrazione del lavoro”, in modo che gli studenti sindacalisti possano valutare le loro esperienze concrete di contrattazione alla luce delle diverse discipline scientifiche. I nuovi sindacalisti dovranno essere dei laureati con laurea triennale e magistrale se vogliono migliorare l’efficacia delle loro trattative con le imprese e partecipare attivamente ai processi di riqualificazione delle attività economiche e produttive: questo è il messaggio che arriva con l’iniziativa avviata a Francoforte in Germania.

La piattaforma per l’informazione, formazione, istruzione di Mopo Lukoil

Nella stessa direzione opera un’altra iniziativa originale promossa dal sindacato russo Mopo della Lukoil, una delle più grandi compagnie petrolifere del mondo famosa, tra l’altro, per il suo sistema di relazioni industriali molto avanzato il cui valore è ampiamente riconosciuto a livello internazionale, ad esempio, nell’ambito del sindacato industriale IndustriAll. In occasione del 30° anniversario della società, il sindacato ha riunito, lo scorso settembre, il Consiglio direttivo allargato ai rappresentanti che operano nelle numerose sedi internazionali, per definire le nuove strategie dell’organizzazione. Tra le diverse iniziative deliberate – di primaria importanza quella finalizzata a garantire la massima sicurezza nei luoghi di lavoro – si distingue l’approvazione del documento “Concept of Information Policy” (Atto sulla Politica di Informazione) in base al quale Mopo Pjsc Lukoil avvia un nuovo sistema di informazione, formazione e istruzione dei propri rappresentanti sindacali. È nata così una piattaforma che garantisce innanzitutto un flusso interattivo di informazioni “continuo, tempestivo, aggiornato, trasparente e affidabile” sulle attività aziendali e sindacali, fondamentale per l’attività dei sindacalisti e anche per l’orientamento della stessa opinione pubblica. «Il lavoro in questa direzione – ha affermato il presidente del consiglio sindacale Georgy Kiradiev – deve essere sistematico e propositivo e accompagnato da un continuo monitoraggio della sua efficacia». La piattaforma sarà anche la base per l’avvio di una formazione continua dei sindacalisti, l’arricchimento del loro patrimonio conoscitivo e delle loro competenze. I rappresentanti del mondo del lavoro devono essere consapevoli della complessità dei cambiamenti in atto nel sistema produttivo, devono conoscere a fondo le nuove dinamiche di sviluppo. A questo fine «è importante coprire tutti gli aspetti del lavoro sindacale (…) il sindacato deve essere in prima linea sui problemi dello sviluppo», così la vice presidente del consiglio sindacale, Nadezdha Ivchenko, che ha aggiunto: «Non siamo nati leader sindacali. Per esserlo è importante padroneggiare nuove competenze sovra-professionali, scientifiche, tecniche e comunicative».  

La formazione continua specializzata di ETUI

Anche l’Istituto Europeo ETUI, che fa capo alla Confederazione Europea dei Sindacati CESE-EESC, con sede a Bruxelles, ha deciso di operare sulla formazione continua dei sindacalisti promuovendo di recente corsi di aggiornamento e la pubblicazione di manuali destinati ai rappresentanti dei lavoratori che siedono nei Comitati Aziendali Europei – CAE. Come è noto, si tratta dei comitati, la cui costituzione risale a due direttive europee del 1994 e del 1997, che operano nelle imprese multinazionali con sedi operative presenti in diversi Stati europei ed extra europei, senza svolgere attività contrattuale ma garantendo lo scambio di informazioni e aggiornamento sulle strategie e i piani aziendali. Anche in questo caso, ETUI sottolinea che, per comprendere adeguatamente la complessità dei processi di innovazione che le imprese sono indotte ad avviare con sempre maggiore continuità, la cultura tradizionale dei sindacalisti basata in prevalenza sulla esperienza pratica non è più sufficiente; di conseguenza, occorre promuovere una formazione continua specializzata che aggiorni e innalzi il loro livello delle conoscenze e competenze. I 13 corsi di formazione definiti da ETUI fanno riferimento ad una matrice intersettoriale, sono basati su una metodologia di apprendimento adattata ai diversi settori di specializzazione, organizzati in modo pluriennale e secondo una prospettiva di lungo termine.

Queste tre iniziative avviate a livello internazionale aprono un capitolo nuovo anche per il sindacato italiano, ovvero, per essere più precisi, riprendono le fila di una esperienza che il sindacato aveva ben maturato in passato, con i suoi centri studi e scuole di formazione, quando è stato protagonista attivo primario del miracolo economico del nostro Paese. In ogni caso, il messaggio è chiaro: per essere addentro i processi innovativi in atto nell’economia e nella società, ai sindacalisti occorrono un patrimonio conoscitivo equivalente alla laurea universitaria e una formazione continua.  

 

*Marco Ricceri, Segretario generale dell’Eurispes.

 

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