Il “Patto per il Mediterraneo”, lanciato dalla Ue nel 2025, nasce dalla consapevolezza che i precedenti strumenti di cooperazione euro-mediterranea, pur avendo garantito un quadro stabile di dialogo regionale, non siano riusciti a trasformare pienamente la cooperazione in un vero partenariato strategico. Rispetto al “Processo di Barcellona” (1995), alla “Politica europea di Vicinato” (2004) e all’“Unione per il Mediterraneo” (2008), il nuovo approccio mira a superare una logica prevalentemente istituzionale, puntando maggiormente sulla co-creazione, sulla selettività degli interventi e la realizzazione di progetti concreti. Tale evoluzione risponde anche a un contesto geopolitico sempre più instabile e alla crescente presenza nella regione di Cina, Russia e Stati arabi del Golfo[1].
Il Patto per il Mediterraneo: uno strumento flessibile e dinamico
Il Patto è concepito come uno strumento flessibile e dinamico, destinato a essere aggiornato in funzione dell’evoluzione del contesto e delle esigenze dei partner. Esso è il risultato di un ampio processo di consultazione tra le due sponde del Mediterraneo. La ricalibrazione della politica europea verso la regione è iniziata nel 2024, con la nomina di Dubravka Šuica[2],la prima Commissaria europea per il Mediterraneo, e con la creazione della DG MENA (Direzione generale per il Medio Oriente e il Nord Africa). Nel luglio 2024 Ursula von der Leyen ha annunciato il lancio del Patto; il 16 ottobre 2025 la Commissione europea e l’Alto Rappresentante hanno presentato la strategia “Un mare, un patto, un futuro”, successivamente approvata dal Consiglio europeo nel dicembre dello stesso anno[3]. Nell’aprile 2026 è stato quindi presentato il primo “Piano d’Azione”[4].
Uno spazio comune più connesso con il Patto per il Mediterraneo
Il Patto rappresenta uno sforzo congiunto tra Ue, Stati membri e partner del Mediterraneo meridionale, volto a costruire uno spazio mediterraneo comune più connesso, integrato, prospero, resiliente e sicuro. L’obiettivo viene perseguito attraverso progetti regionali rivolti a persone e imprese, con particolare attenzione a giovani, donne e piccole imprese, e attraverso il rafforzamento della cooperazione in materia di sicurezza, preparazione e gestione della migrazione. Tra le priorità rientrano inoltre la sicurezza marittima, la resilienza delle infrastrutture critiche e il contrasto alle ingerenze straniere.
Come si finanzia il Patto per il Mediterraneo
Sul piano finanziario, il Patto si basa sui finanziamenti Ue già disponibili nell’ambito del programma NDICI – Global Europe[5] fino alla fine del 2027 e, senza pregiudicare la forma definitiva del prossimo quadro finanziario pluriennale, ancora da concordare con i colegislatori, mira a beneficiare dei 42 miliardi di euro proposti per la regione del Medio Oriente, del Nord Africa e del Golfo. L’Ue collaborerà con Stati membri, partner mediterranei e istituzioni finanziarie per massimizzare l’impatto degli interventi, mentre saranno fondamentali anche gli investimenti privati, attraverso strumenti di blended finance e partenariati pubblico-privati[6].
Il primo Piano d’Azione, presentato il 17 aprile 2026, individua 21 iniziative concrete, selezionate tra oltre 100 proposte emerse dalle consultazioni regionali, e organizzate in tre pilastri.
I tre pilastri del Patto per il Mediterraneo
Il primo pilastro, «le persone come forza trainante per il cambiamento, le connessioni e l’innovazione», riguarda principalmente istruzione superiore, formazione professionale, competenze, occupazione e mobilità. Tra le iniziative più significative, la creazione di una Università mediterranea, destinata a collegare studenti delle diverse sponde del Mediterraneo. In questo àmbito il Patto utilizza anche strumenti di soft power per favorire una maggiore integrazione tra le comunità.
Il secondo pilastro, «economie più forti, più sostenibili e integrate», costituisce l’area maggiormente orientata a progetti economici concreti. Comprende la modernizzazione delle relazioni commerciali e degli investimenti, energie rinnovabili e tecnologie pulite, resilienza idrica, economia blu, agricoltura, connettività digitale e dei trasporti e creazione di posti di lavoro. In questo quadro, assumono particolare rilievo due progetti-faro: T-MED, dedicato alle energie rinnovabili e alle tecnologie pulite, e StartUp4Med, rivolto allo sviluppo delle startup e delle micro, piccole, medie imprese (MPMI). Il pilastro mira inoltre a rafforzare le catene di approvvigionamento e la cooperazione nei settori strategici, tra cui sanità, agricoltura e materie prime critiche. La rilevanza economica della regione è accresciuta dalla disponibilità di importanti risorse energetiche e minerarie: il Marocco possiede circa il 70% delle riserve mondiali di fosfati, mentre l’Algeria rappresenta una fonte importante per le importazioni energetiche dell’Ue[7].
Il terzo pilastro, «sicurezza, preparazione e gestione della migrazione», affronta le principali sfide comuni in materia di sicurezza, resilienza e migrazione. Sono previste iniziative per migliorare la preparazione alle catastrofi, rafforzare la gestione integrata delle frontiere e contrastare il traffico di migranti, attraverso partenariati operativi. È inoltre prevista la creazione di un forum regionale Ue-Mediterraneo meridionale sulla pace e la sicurezza, volto a rafforzare il dialogo politico e la cooperazione regionale.
Infine, il Patto non si limita al Mediterraneo meridionale, ma rimane aperto alla cooperazione con partner del Golfo, dell’Africa subsahariana, dei Balcani occidentali e la Turchia. Tale apertura riflette la crescente importanza di una visione del Mediterraneo come spazio strategico più ampio, coerente con la prospettiva del “Mediterraneo Allargato”, nel quale questioni economiche, energetiche, migratorie e di sicurezza risultano sempre più interconnesse.
I progetti faro del Patto per il Mediterraneo: “T-MED” e “StartUp4Europe”
T-MED, la nuova strategia energetica nel Mediterraneo
Il 9 giugno 2026, la Commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica e il Commissario per l’Energia Dan Jørgensen hanno presentato la T-MED (Cooperazione transmediterranea per le energie rinnovabili e le tecnologie pulite), un progetto-faro del Patto per il Mediterraneo. L’iniziativa mira a mobilitare fino a 25 miliardi di euro di investimenti entro il 2035, attraverso oltre 5 miliardi di euro di capacità di garanzia dell’EFSD+(European Fund for Sustainable Development Plus).
T-MED nasce nel contesto della crescente rilevanza della sicurezza e della transizione energetica per l’Unione europea. La crisi energetica seguita all’invasione russa dell’Ucraina, le tensioni sui principali choke points (colli di bottiglia) energetici e la competizione globale per le tecnologie strategiche hanno rafforzato la necessità di diversificare gli approvvigionamenti, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili e dalle vulnerabilità delle catene globali. L’iniziativa si inserisce inoltre negli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu sullo sviluppo sostenibile e nelle politiche europee di de-risking industriale e sicurezza economica. Il progetto rafforza la cooperazione tra l’Ue e i partner del vicinato meridionale, comprendente Nord Africa, Medio Oriente e regione del Golfo, aree caratterizzate da condizioni particolarmente favorevoli alla produzione di energia rinnovabile e idrogeno a costi competitivi. Il potenziale tecnico rinnovabile di Medio Oriente e Nord Africa è stimato in oltre 2.300 GW, rendendo il Mediterraneo meridionale non solo un’area di vicinato, ma uno spazio strategico per la transizione energetica europea. T-MED punta inoltre a creare oltre 100.000 posti di lavoro qualificati nei settori dell’energia pulita e a sviluppare infrastrutture di connessione, in particolare corridoi ad alta tensione a corrente continua, tra cui spicca il progetto di interconnessione sottomarina ELMED (Tunisia-Italia).
In concreto, T-MED si propone di sviluppare almeno 15 GW di nuova capacità rinnovabile, avviare tre progetti transfrontalieri di elettricità e idrogeno pronti per la Decisione Finale di Investimento (FID), sostenere riforme normative in almeno cinque Paesi partner e promuovere partenariati industriali in almeno tre catene del valore delle tecnologie pulite.
Un elemento centrale è la T-MED Investment Platform, istituita nel 2026, che utilizza strumenti di blended finance (finanza mista) per attrarre capitali privati in una regione caratterizzata da elevati rischi sovrani e valutari. L’Ue fornisce una garanzia di oltre 5 miliardi di euro attraverso l’EFSD+, con una funzione di assorbimento delle prime perdite, così da ridurre il rischio per gli investitori istituzionali e rendere finanziabili progetti infrastrutturali complessi[8]. Il primo tavolo operativo e decisionale della Piattaforma è programmato per ottobre 2026[9].La Piattaforma consentirà infine alla Commissione di raccogliere informazioni strategiche su mercato, vincoli normativi, capacità industriale e interesse degli investitori, utili per orientare le future politiche europee di competitività e sicurezza economica e la progettazione degli strumenti finanziari del prossimo QFP 2028-2034. In questa prospettiva, T-MED rappresenta uno dei primi esempi concreti della logica del “Mediterraneo Allargato” alla base del nuovo approccio europeo.
StartUp4Med: un ecosistema imprenditoriale euro-mediterraneo
Anche l’iniziativa StartUp4Med[10] costituisce un progetto cardine del Patto per il Mediterraneo e mira a promuovere una crescita inclusiva e la creazione di posti di lavoro, sostenendo in particolare le startup e le micro, piccole e medie imprese (MPMI) del Mediterraneo meridionale. L’iniziativa intende rafforzare gli ecosistemi imprenditoriali e dell’innovazione, migliorare il quadro politico e normativo e facilitare l’accesso ai finanziamenti. Le MPMI rappresentano infatti circa il 90% delle imprese della regione, contribuendo a circa due terzi del Pil e al 75% dell’occupazione. Particolare attenzione è rivolta inoltre a giovani e donne, con l’obiettivo di incrementare del 5% l’occupazione femminile nell’area attraverso il progetto EU-UNWomen[11].
Sul piano finanziario, nel 2025 la Commissione europea ha previsto 30 milioni di euro per sostenere le azioni dell’iniziativa, affiancati da circa 470 milioni di euro di capacità di garanzia, principalmente attraverso l’EFSD+. Le garanzie hanno la funzione di ridurre il rischio per intermediari finanziari e investitori, e favorire l’afflusso di ulteriori risorse verso imprese e imprenditori. Attraverso un approccio di Team Europe, saranno inoltre utilizzati strumenti finanziari diversificati, tra cui honour loans, crowd funding e blended finance, combinando risorse pubbliche e private per sostenere anche progetti caratterizzati da maggiori livelli di rischio[12].
Oltre al sostegno finanziario, StartUp4Med prevede un’iniziativa Open for Business, finalizzata a individuare gli ostacoli all’attività imprenditoriale, favorire la semplificazione normativa e identificare i settori con maggiore potenziale. Particolare attenzione è dedicata anche alla formalizzazione delle MPMI informali, attraverso un Policy Toolkit che comprenderà procedure amministrative semplificate, incentivi finanziari e collegamenti con i sistemi di protezione sociale. Sono inoltre previsti coaching, assistenza legale e certificazione delle competenze, con l’obiettivo di favorire il passaggio verso un’economia maggiormente formalizzata e migliorare l’accesso delle imprese ai servizi finanziari e ai mercati[13].
L’iniziativa presenta anche una forte dimensione tecnologica e sostenibile: StartUp4Med favorirà ecosistemi dell’innovazione più integrati e collegamenti con le strategie europee per startup e scale-up, contribuendo alla creazione di catene del valore regionali e a una maggiore integrazione economica mediterranea. Opererà inoltre in sinergia con progetti come T-MED, MEDUSA e Blue-Raman, rafforzando l’accesso a energia pulita e infrastrutture digitali necessarie allo sviluppo delle nuove imprese, in linea con il Global Gateway della Ue e l’Agenda 2030 dell’Onu[14].
Un ulteriore elemento rilevante è il coinvolgimento della società civile. Il 23 luglio 2026, a Bruxelles, la DG MENA, in collaborazione con l’European Institute of the Mediterranean (IEMed) e con il sostegno di MedDialogue for Rights and Equality II, ha organizzato una consultazione con circa 80 organizzazioni provenienti dai Paesi mediterranei, tra cui rappresentanti dell’economia sociale, organizzazioni giovanili e femminili e istituti di ricerca. Uno dei tre focus group è stato dedicato proprio a StartUp4Med. Questo processo di progettazione condivisa mira a rendere l’iniziativa maggiormente aderente alle esigenze locali, rafforzando il collegamento tra società civile, politiche europee e realtà imprenditoriali[15].
Il Patto per il Mediterraneo è per l’Ue un tentativo di ridefinire la propria strategia
Il Patto per il Mediterraneo rappresenta il più recente tentativo dell’Ue di ridefinire la propria strategia verso una regione caratterizzata da crescente interdipendenza e vulnerabilità, attraverso un approccio più pragmatico e orientato a progetti concreti nei settori dell’energia, della connettività, della sicurezza e dello sviluppo. La principale sfida è quella di lavorare sulla capacità di trasformare il dialogo in un partenariato realmente condiviso, superando tensioni regionali e divergenze su sicurezza, migrazione e governance. Il successo del Patto dipenderà, quindi, dalla capacità dell’Ue di conciliare i propri interessi strategici con le esigenze dei partner, garantendo benefici concreti a entrambe le sponde. Iniziative come T-MED evidenziano inoltre il ruolo crescente dell’energia e delle infrastrutture nella nuova configurazione geopolitica, inserendo il Mediterraneo in uno spazio strategico più ampio che comprende Europa, Nord Africa, Medio Oriente, Caucaso e Asia centrale. Il concetto di “Mediterraneo Allargato” diventa quindi centrale per integrare sicurezza energetica, resilienza infrastrutturale, sviluppo economico e connettività, trasformando l’ambizione strategica del Patto in una cooperazione concreta e duratura.
*Viola Petrelli – Ricercatrice, geopolitica e sicurezza nell’area Mediterraneo allargato, Università degli Studi Internazionali di Roma (UNINT) – Laboratorio Europa dell’Eurispes.
[1]Megerisi, T., The full monty: Why the Mediterranean pact needs to offer the works, European Council on Foreign Relations, 15 aprile 2026 https://ecfr.eu/publication/the-full-monty-why-the-mediterranean-pact-needs-to-offer-the-works/
[2]European Commission, Dubravka Šuica – Commissioner (2024-2029) | Mediterranean, European Commission Portal, Official Profile – giugno 2026.https://commission.europa.eu/about/organisation/college-commissioners/dubravka-suica_en
[3]European Council, European Council meeting (18 December 2025) – Conclusions, Consilium Portal, EUCO 24/25 – 18 Dicembre 2025 en-20251218-european-council-conclusions.pdf
[4]European Commission, EU presents first Action Plan under the Pact for the Mediterranean, European Commission Press Corner, Press Release – 17 Aprile 2026 https://north-africa-middle-east-gulf.ec.europa.eu/news/eu-presents-first-action-plan-under-pact-mediterranean-2026-04-17_en
[5]European Commission, Global Europe: Neighbourhood, Development and International Cooperation Instrument, European Commission Portal, Funding Programme Overview – giugno 2021.https://commission.europa.eu/funding-and-tenders/find-funding/eu-funding-programmes/global-europe-neighbourhood-development-and-international-cooperation-instrument_en
[6]European Commission, The Pact for the Mediterranean – Questions and Answers, European Commission Press Corner, Novembre 2025 https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/de/qanda_25_2839
[7]Megerisi, T., The full monty: Why the Mediterranean pact needs to offer the works, European Council on Foreign Relations, 15 aprile 2026 https://ecfr.eu/publication/the-full-monty-why-the-mediterranean-pact-needs-to-offer-the-works/
[8]European Commission, European Fund for Sustainable Development Plus, European Commission Portal, Funding Instrument Overview, giugno 2021 https://international-partnerships.ec.europa.eu/funding-and-technical-assistance/funding-instruments/european-fund-sustainable-development-plus_en
[9]European Commission, EU to mobilise up to €25 billion for renewable energy and clean technology by 2035 through Pact for the Mediterranean initiative, European Commission Press Corner, Press Release – IP/26/1301, 8 giugno 2026 https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_26_1301
[10]European Commission, Pact for the Mediterranean: Action Plan – Spring 2026, 17 aprile 2026 https://north-africa-middle-east-gulf.ec.europa.eu/pact-mediterranean-action-plan-spring-2026_en
[11]European Commission and High Representative of the Union for Foreign Affairs and Security Policy, The Pact for the Mediterranean – One Sea, One Pact, One Future, JOIN(2025) 26 final, 16 ottobre 2025 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:52025JC0026&qid=1762971200230
[12]European Commission, Pact for the Mediterranean: Action Plan – Spring 2026, 17 aprile 2026 https://north-africa-middle-east-gulf.ec.europa.eu/pact-mediterranean-action-plan-spring-2026_en
[13]Ibidem
[14]European Commission, Speech by President Ursula von der Leyen on the Pact for the Mediterranean, 2025 https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/speech_25_2841
[15]European Commission, Directorate-General for the Middle East, North Africa and the Gulf, Civil society voices to shape the next phase of the Pact for the Mediterranean, 23 luglio 2026 https://north-africa-middle-east-gulf.ec.europa.eu/news/civil-society-voices-shape-next-phase-pact-mediterranean-2026-07-23_en

