Vigili del fuoco delusi: “Il governo trovi 100 milioni”

I Vigili del Fuoco restano sotto organico e sottopagati. Il decreto attuativo della “legge delega” sul Corpo, approvato giovedì scorso dal Governo, non ha toccato questi due gravi problemi; e dunque la battaglia per essere riconosciuti alle stregua delle altre Forze dell’ordine continua, sostenuta anche dall’Eurispes, che ha preso posizione attraverso il generale Tullio Del Sette, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza dell’Istituto, e dall’86 per cento degli italiani, che apprezzano oltremodo i pompieri, secondo il Rapporto Italia 2018.
«Non si può fare il riordino del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco mettendo sul tavolo appena 16 milioni di euro: ce ne vogliono almeno 100», commenta Pompeo Mannone, Segretario Generale della Fns, la Federazione nazionale sicurezza della Cisl, il più importante sindacato di categoria. Ma la speranza non è persa: «Sia Salvini che Di Maio avevano riconosciuto che siamo pochi e che guadagniamo poco. Ci vuole una nuova legge delega».

Il provvedimento del Governo è da respingere in toto?
Questo no, ci sono anche alcuni aspetti positivi. Certamente il provvedimento è migliore del precedente che risale al 2005. Ma si poteva fare molto di più se avessero seguito le indicazioni fornite dal mio Sindacato sia durante il confronto con l’Amministrazione sia nelle audizioni fatte presso le Commissioni Affari Costituzionali. Positivo, in ogni caso, che sia stato ridotto il numero delle qualifiche: fino ad oggi erano quattro, adesso sono tre, e dunque la carriera diventa più rapida e si diventa Vigile coordinatore in 12 anni. Poi un’altra novità apprezzabile: da Capo squadra a Capo reparto prima si passava per concorso, adesso invece c’è il ruolo aperto: significa che, dopo dieci anni di anzianità da Capo squadra, puoi diventarlo senza concorso. Intendiamoci, stiamo parlando di persone che hanno oltre 25 anni di anzianità sulle spalle, e che adesso avranno anche una stabilità territoriale.

Che con il concorso non veniva garantita?
No, oltre a doverlo affrontare, e vincerlo, erano costretti a prendere servizio nella nuova qualifica di Capo reparto anche a distanze di centinaia di chilometri. Nel caso poi dei Capo squadra, molti Comandi del Nord ne sono sprovvisti ed alcuni sono coperti dai non residenti, con tutti i prevedibili disagi degli interessati e gli effetti sul servizio: Milano, ad esempio, è piena di campani e di sardi, perché i Vigili coordinatori locali sono tutti giovani. Un altro aspetto che apprezziamo, e che interessa circa 300 persone nel caso degli operativi, è l’aver creato un ruolo direttivo speciale ad esaurimento che riconosce il valore di personale di concetto, che per molti anni ha coordinato teatri operativi complessi e operato sulla prevenzione degli incendi, ed ora vengono equiparati al personale laureato.

Lei aveva poi lamentato il basso numero dei Capo squadra. Il Governo ha risolto il problema?
In questo caso l’intervento c’è stato, ma del tutto insufficiente. I Capo squadra hanno un ruolo strategico, di coordinamento delle operazioni, i Vigili si affidano totalmente a loro. Sono 7mila in tutto, e quanto si decidono misure per aumentare l’organico dei Vigili del Fuoco, ci si dimentica regolarmente di aumentare in rapporto percentuale i Capo squadra. Ne hanno previsti altri 500, ma ce ne vogliono almeno il doppio per garantire l’attività. Sì: almeno mille.

Sugli organici, il piatto piange. Quante nuove assunzioni ci vorrebbero?
Sono soltanto 30mila, i Vigili del Fuoco effettivi, “sul campo”. Ce ne vorrebbero altri 15 o 20mila per decentrare il servizio e renderlo efficace facendo in modo che si arrivi in modo rapido sul luogo dell’evento. Il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha annunciato, del resto, assunzioni straordinarie e ci aspettiamo che queste figurino nella legge di bilancio che vedrà la luce a fine mese. E poi rimane la nostra richiesta sacrosanta di essere retribuiti alla stregua dei poliziotti, dei carabinieri, dei finanzieri. Non siamo certo inferiori. Anzi, il vigile del fuoco vale molto di più. Perché lui deve guadagnare in media 1.200-1.300 euro al mese e un poliziotto 1.500-1.550?

E come farete ad essere accontentati?
Ci vuole una nuova “legge delega” sul riordino del Corpo dei Vigili del Fuoco. Questa che ha finito il suo iter, in fondo, era ereditata dal Governo precedente. Non possiamo aspettare altri vent’anni. È un dato politico, questo. Se il governo vuole risolvere davvero il problema, deve mettere in campo almeno 100 milioni di euro, non 16 come questa volta. Se poi la somma fosse pari ai due terzi, o alla metà, e diluita in un paio d’anni, sarebbe comunque la traccia forte di un percorso che i due vicepremier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, hanno del resto già annunciato.

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