Osservatorio TG

I Tg dall’1 al 5 ottobre 2018 – continua la sfida sul Def

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Tabella dei titoli in percentuale. Totale titoli: 206. Argomenti presenti nelle titolazioni: 289; politica 30% (87 presenze, per il 42% dei titoli), cronaca 18% (53 presenze, per il 26% dei titoli), cultura e società 15% (42 presenze, per il 20% dei titoli), esteri 14% (40), interni 11% (32), economia 10% (28) e sport e varie 2% (7).

6 ottobre – Il confronto politico sul Def continua a condizionare la settimana dell’informazione. La difesa del Def in sede europea, seguita dai durissimi scambi tra i vicepremier e i rappresentanti dell’Unione (Juncker, Moscovici), ha spiccato sulle aperture di tutte le testate lunedì e martedì, accompagnata dalla forte agitazione dei mercati che ha portato lo spread a superare la “soglia psicologica” dei 300 punti. Con il via libera dato dal governo ad una manovra che prevede il deficit al 2,4% per il solo 2019 (aperture per tutti mercoledì), la ritrovata quiete sui mercati lascia spazio sulle scalette ad altri temi, come la firma giovedì del Decreto Sicurezza e venerdì la tragedia del maltempo in Calabria (entrambi 5 aperture).

Al di là delle tensioni con l’Unione, protrattesi anche nei giorni successivi alla presentazione del Def con gli ulteriori scambi tra Salvini e Juncker, l’informazione di Prime Time ha dedicato ampio spazio (oltre 20 presenze) alle reazioni delle opposizioni, rilanciate in molti casi già nei primi titoli dei Tg Rai come sul Tg5. Particolarmente attivo Berlusconi, citato 9 volte sui titoli e molto presente con i suoi interventi nelle giornate di giovedì e venerdì. Lunghi i minuti dedicatigli dalle testate di famiglia che, accompagnati alle coperture del Servizio Pubblico, hanno offerto alla platea dei Tg forti e motivati giudizi contrari nei confronti del reddito di cittadinanza, giudica “una presa in giro”. Spazi più contenuti per il segretario Martina del Pd, sentito lunedì dal Tg3. A fronte di una manovra senz’altro importante ed accompagnata da critiche provenienti sia dall’Europa che dalle opposizioni, venerdì il Tg1 intervista il ministro dell’Economia Tria, che ritiene “non fondate” le preoccupazioni sui conti pubblici degli italiani e si dice nel complesso “ottimista”.

Sempre in tema di Def, il neo direttore del Tg4 Gerardo Greco è intervenuto in più occasioni a posteriori di alcuni servizi, dialogando con la conduzione per offrire dei chiarimenti. Questo attivismo, più vicino alla direzione di Mario Giordano che della precedente direttrice Ragusa, trova ragione nella volontà dichiarata da Mediaset di riformulare Rete4 in un canale dedicato all’informazione, e che allo stesso modo di Enrico Mentana, vede il direttore impegnato in ulteriori programmi di approfondimento. Nondimeno, volendo fare un paragone tra la presenza “editoriale” di Greco e gli “editoriali” offerti nel corso della direzione di Giordano, gli interventi del primo ci sembrano assai più affini al modo di condurre un telegiornale da “anchorman” a cui c’ha abituato il direttore di Tg La7.

L’attivismo per cui c’è ormai noto Enrico Mentana ha avuto modo di palesarsi martedì nel trattare della messa in stato di arresto ai domiciliari del sindaco di Riace Domenico Lucano, accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Un caso che divide, oltre alla politica, la stessa magistratura, con il Gip che ha mette in discussione buona parte dell’impianto accusatorio delle indagini, ma che comunque colpisce duramente una figura simbolo di un modello di apertura ed accoglienza che aveva reso Riace, ma forse l’intero Paese, famoso nel mondo. A fronte delle reazioni di irrisione fioccate già nella prima mattinata da parte del ministro Salvini, sfociate in una una polemica su due fronti (uno personale, con lo scrittore Saviano, l’altro pubblico verso i sostenitori dell’accoglienza), il direttore di Tg La7 parla apertamente di “uscite fuori controllo” e di una “brutta pagina” per la nostra politica. Spazio sui Tg Rai per una esplorazione del “modello Riace”, con un valido approfondimento sul Tg3.

Meno spazio questa settimana alla ricostruzione del Ponte Morandi, con il nome del sindaco Bucci che viene sostituito a quello di Gemme nel ruolo di super commissario, mentre le testate Mediaset rilanciano sovente i commenti del governatore Toti.

L’attenzione verso la manovra si traduce anche in coperture ridotte per gli esteri. Il dramma umanitario in Indonesia a seguito del terremoto, dello tsunami e da mercoledì dell’eruzione vulcanica che incombe sull’isola di Sulawesi figura basso nei servizi della prima parte della settimana (4 titoli complessivi). Analoghi spazi vanno nella giornata di giovedì alle accuse di Olanda e Regno Unito nei confronti della Russia per un attacco informatico contro l’Opac (tre titoli). Minore attenzione, nel complesso, alle vicende d’oltre mare con le accuse di evasione fiscale rivolte contro il Presidente Trump dal New York Times che figurano appena nei servizi di metà edizione, mentre Tg3 è il solo venerdì a titolare sugli sviluppi della vicenda del giudice Kavanaugh, che ha visto l’arresto di 300 protestanti. Il referendum in Macedonia che vede il trionfo delle posizioni nazionaliste figura solamente nei servizi dei Tg di lunedì, con buone coperture da parte del Tg2.

Per la cronaca, spazio moderato a diversi eventi, tra cui non può che spiccare la morte di una madre con il figlio di 7 anni travolti dalla piena di un torrente in provincia di Lamezia venerdì (apertura per 5 testate). La condanna richiesta dai giudici per il delitto di Noemi Durini risulta molto seguita dalle testate di giovedì, con titoli per i Tg Mediaset e Tg1. Segnaliamo lunedì la strana coppia Tg4-Tg3, che titolano entrambi sul nuovo grave caso di bullismo a scuola ai danni di un insegnante, con Tg3 che offre un sostanzioso riepilogo su questo fenomeno, negli ultimi anni notevolmente favorito dai social.

L’assegnazione dei Premi Nobel ha ricevuto nel corso della settimana da buoni approfondimenti. Forte la testimonianza offre sulle testate Mediaset della attivista internazionale Nadia Murad, vittima delle violenze dell’Isis e vincitrice assieme al medico congolese 2018 del nobel per la pace dedicato all’impegno contro gli stupri di guerra. 

Grazie spazio è andato infine alla morte dell’amato chansonnier francese Charles Aznavour, omaggiato da tutte le testate con titoli e musiche da suoi ultimi brani.

Tra le varie ed eventuali, segnaliamo:

l’attenzione dei Tg Rai allo sgombero di una casa abitata abusivamente da un nipote del boss Spada ad Ostia (titolo per Tg3 e Tg2 di mercoledì). Sempre Tg3 titola martedì su di una bomba artigianale lanciata ad Ostia contro il balcone dei genitori di una collaboratrice di giustizia che contribuì all’arresto di 27 componenti del clan spada;

la copertina dedicata dal Tg5 alla difficile circolazione dei veicoli elettrici in Italia in un quadro internazionale che vede il progressivo abbandono del diesel, ma in cui le colonnine elettrice necessarie per ricaricare le vetture sono ancora troppo poche.

Luca Baldazzi

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