L'opinione

I Tg dal 7 all’11 gennaio 2019

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Tabella dei titoli in percentuale. Totale titoli: 213. Argomenti presenti nelle titolazioni: 285; cronaca 31% (88 presenze, per il 41% dei titoli), cronaca 23% (67 presenze, per il 31% dei titoli), esteri 15% (43 presenze, per il 20% dei titoli), cultura e società 10% (28), interni 7% (21), economia 7% (21) e sport e varie 6% (17).

12 gennaio – Di ritorno dalle vacanze invernali, l’Osservatorio Tg dell’Eurispes s’affaccia su di una settimana dell’informazione segnata dai contrasti interni alle forze di governo.

L’annunciato ricorso alla Consulta da parte di 5 Regioni in rifiuto al Decreto Sicurezza, atto di marcata opposizione verso un provvedimento alquanto discusso, figura nei titoli di lunedì e martedì, ma passa in secondo piano nelle giornate successive. A rubargli la scena l’odissea dei 49 migranti delle navi ong tedesche Sea Watch e Sea Eye, rimaste per 19 giorni a largo delle coste maltesi, fatti sbarcare mercoledì a Malta (aperture per tutte le testate).

L’inclusione dell’Italia tra i paesi che accoglieranno questi migranti scatena le reazioni del ministro dell’Interno Matteo Salvini, dopo che alle aperture del ministro Di Maio e seguito l’impegno preso dal presidente Conte; una scelta che giovedì il premier ha rivendicato/giustificato, rassicurando comunque il ministro leghista sul fatto che la linea verso gli sbarchi resterà “dura”.

Sempre tra giovedì e venerdì, trovano spazio nei servizi ulteriori contrasti, tra cui spicca quello sulla Tav (nove i titoli nel corso della settimana), con il manifestazione di sabato che vedrà esponenti del carroccio manifestare in favore dell’alta velocità.

Le tensioni che hanno attraversato la maggioranza sono state rilanciate a più riprese dalle testate Mediaset, venendo marcate da diverse aperture; Tg5 dedica la sua copertina di giovedì appunto ad un editoriale canzonatorio che prende di mira una “giornata tipo del governo”, caratterizzata da attriti che si fanno man mano più accesi, per venire domani in serata dal “consueto” vertice riparatore curato da un “premier Conte pompiere”, commentando come l’elettorato italiano sembra ormai “abituato” a simili ritmi. Sempre la testata di Clemente Mimun bacchetta venerdì il ministro dello Sviluppo Economico, con un altro editoriale copertina che contrappone alle ottimistiche previsioni di Di Maio, che ha parlato di un imminente “nuovo boom economico”, i dati Istat sulla produzione industriale crollata in novembre, e che lascia trasparire presagi di recessione. 

Tornando al discorso sugli sbarchi, l’attenzione data ai fatti di Malta accompagnata dalle rivendicazioni del Viminale alla contro gli scafisti ha generato un nuovo, ed a nostro giudizio proficuo, picco d’attenzione sugli ultimi arrivi. Titoli mercoledì per i Tg Mediaset all’operazione della Digos che ha portato all’arresto di una quindicina di trafficanti tra l’Emilia e la Sicilia, responsabili di un circuito di “sbarchi fantasma” spesso adoperato dal terrorismo internazionale. Anche lo sbarco di giovedì di 51 migranti curdi arrivati sulle coste calabresi, ed aiutati ad arrivate a terra dalla popolazione stessa, è stato oggetto di coperture rilevanti, con servizi dedicati alla generosità degli italiani sia sul Tg3 che sulle testate Mediaset.

Rimanendo sulla pagina della cronaca, numerose le coperture relative a fatti di sangue. Il “regolamento di conti” avvenuto giovedì davanti ad un asilo di Roma raccoglie diversi titoli, tra cui l’apertura del Tg2 a cui segue un altro titolo dedicato agli tra il ministro dell’Interno e la sindaca di Roma in merito al tema della sicurezza. Sempre il Tg2 di Gennaro Sangiuliano dedica mercoledì un report della sua redazione della cronaca agli assalti ai furgoni portavalori, parlando con un “esperto del settore” di un “fenomeno dilagante in Italia”. Anche venerdì un’altra apertura di cronaca, stavolta sulla vicenda dell’autobus precipitato dal viadotto di Acqualonga nel 2012 (apertura anche per il Tg3).

Le tensioni tra Italia e Francia, riattizzate dall’apertura dei 5 Stelle alla protesta dei Gilet Gialli – con alcuni rami di essa che intendono costituirsi partito politico – figura nei titoli delle testate tra lunedì e martedì. Le rivendicazioni di Trump, che giovedì è intervenuto per ribadire la necessità di costruire il muro sul confine messicano, mentre i democratici gli rinfacciano di star tenendo bloccato il paese, risultano presenti nel corso della settimana con 7 titoli. Lo scontro interno al parlamento inglese in merito alla Brexit, per cui si attende il voto fondamentale di martedì prossimo, è presente nei titoli solamente di Tg La7 martedì e venerdì.

Il “patto trasversale per la scienza” sottoscritto giovedì dalla “strana coppia” Matteo Renzi – Beppe Grillo, con le polemiche che ne sono seguite in casa M5S, risulta nei titoli di Tg5 e Tg La7, ed aiuta a portare alla ribalta un’iniziativa degli immunologi Silvestri e Burioni per contrastare le pseudoscienze. Sempre sui temi della ricerca e del contrasto al pregiudizio, l’informazione tutta ha salutato mercoledì l’immunologo Fernando Aiuto, famoso per le sue battaglie per sensibilizzare la popolazione sui rischi dell’Aids ma anche per un bacio dato ad una paziente immunodepressa per provare come la malattia non fosse contagiosa per via orale.

Per la prima settimana del nuovo anno, non proponiamo varie ed eventuali, ma una prima valutazione del comportamento dei Tg sulla delle nuovi assetti editoriali. A due mesi dalla spartizione delle testate Rai, gli effetti sono evidenti. Sul Tg1, la linea del governo e la vicinanza ai 5 Stelle risulta palese, benché non particolarmente ingombrante. Nel caso del Tg2 la direzione affidata a Sangiuliano sta marcando ancora più nettamente in chiave leghista la politica editoriale della testata. Un passaggio che si riscontra sia sulla questione immigrazione e sbarchi, come si è visto anche questa settimana con gli approfondimenti dedicati alla situazione politica maltese, sia nelle diatribe relative al governo, come per la questione sicurezza. E’ chiaro come, senza voler affermare che queste due testate si siano fatte organi stampa della maggioranza, il loro risulta evidente e forse “più che adeguato” a controbilanciare le batterie dell’opposizione mediatica targata Mediaset.

Nel quadro appena delineato, il Tg3 sembra tornato nella dimensione di “riserva indiana” che aveva assunto nel 2010 quando rappresentava la sinistra d’opposizione. Ampio lo spazio a tematiche sociali, e questione dei diritti, che questa settimana si fanno evidenti con il lungo approfondimento dedicato alle condizioni delle carceri italiane. Sono stati 5 i servizi proposti nel corso di altrettante edizioni, dedicate appunto alle problematiche intrinseche agli istituti dovuti ad una nuova situazione di sovraffollamento, ma anche alle opportunità di recupero dei carcerati grazie all’attivismo di numerose cooperative ed associazioni.

Luca Baldazzi

  

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