I Tg dal 29 ottobre al 2 novembre – la furia degli elementi

 

Tabella dei titoli in percentuale. Totale titoli: 202. Argomenti presenti nelle titolazioni: 260; cronaca 30% (77 presenze, per il 38% dei titoli), politica 25% (65 presenze, per il 32% dei titoli), interni 15% (38 presenze, per il 19% dei titoli), esteri 11% (29), cultura e società 9% (24), economia 7% (18) e sport e varie 3% (9).

3 ottobre – La furia degli elementi che si è abbattuta sul Paese reclama, dopo settimane di edizioni dominate dalla politica, la maggior parte delle aperture. I danni causati dalle due ondate di maltempo in diverse regioni, con le situazioni più gravi in Veneto ed in Liguria, sono oggetto di ampie coperture per tutti, con Tg La7 che ne tratta sin dai titoli di lunedì, parlando di una “questione di ordine pubblico”. Alle riprese delle enormi devastazioni, tali da ridisegnare il panorama di alcune vallate, segue il tragico conto delle vittime, almeno 17, e quello dei danni, stimati nell’ordine delle centinaia di milioni. Più frequenti nella seconda parte della settimana le testimonianze dalle zone colpite, da cui emerge un profondo disagio, ed inquietudine sia verso fenomeni atmosferici sempre più fuori dalla norma, ma anche rispetto alle difficoltà che si preannunciano nel ricostruire. Davanti ad un quadro tanto devastante, con Tg5 che parla nella sua copertina di venerdì di un “cataclisma” che ha rubato parte della “grande bellezza dei nostri territori”, le accuse rivolte alla mancata cura del territorio – particolarmente gravi dopo l’allagamento della Basilica di San Marco a Venezia – risultano stavolta in secondo piano, anch’esse travolte da una potenza che ci ricorda come l’uomo è e resta un “soggetto” del mondo, nonostante la sua facoltà di mutarne assetti ed equilibri. Tra le molte segnalazioni, riproponiamo quella fatta dal direttore Mentana che, a fronte della strage di alberi nelle dolomiti, si augura una campagna di “adozione” per ripristinare quanto prima quella foresta.

Per la politica, il dibattito sulla manovra economica prosegue tra le forze interne al Paese in una settimana in cui le indicazioni dell’Europa si riducono ad un’ulteriore lettera arrivata martedì. L’arrivo mercoledì del testo della manovra al Quirinale, a cui è seguita giovedì un’altra lettera al governo, questa da parte del Presidente della Repubblica, riceve adeguate coperture, così come le risposte del governo sull’ “assenza” nella legge dei suoi provvedimenti “simbolo”, reddito di cittadinanza e quota 100 per le pensioni, che dovranno essere oggetto di decreti appositi. Menzioni sporadiche dei dissidenti all’interno della maggioranza sul decreto sicurezza e sul tema della Tav.

A fronte di quadro economico sfavorevole, che tra martedì e mercoledì ha portato sul piatto dati allarmati quali l’arrestarsi della crescita su base trimestrale e l’aumento della disoccupazione (apertura per Tg5), le testate segnalano come a queste brutte notizie non siano seguiti grandi scossoni. Bene le borse, che anzi migliorano da metà settimana, con lo spread che chiude venerdì sotto quota 290: un quadro dovuto senz’altro al mancato declassamento di Standard & Poors ed al superamento dello stress test da parte dei principali istituti bancari del Paese.

Sul fronte delle opposizioni, si mantiene alta la presenza nei titoli, con la consueta partizione che vede la Rai inquadrare meglio il versante dei democratici (titoli martedì per Tg1 e Tg3 sulle dimissioni di Martina, intervistato mercoledì dal Tg2), mentre i Mediaset rilanciano gli appelli di Forza Italia. Vedremo come e quanto questi spazi resisteranno dopo l’insediamento dei nuovi direttori delle testate del Servizio Pubblico, con le nomine che mercoledì sono finalmente arrivate mercoledì.

In un contesto che vede il Partito Democratico muovere una grava accusa alla compagine 5 Stelle del governo, additata di aver inserito un condono mascherato dentro al testo sul decreto per l’emergenza di Genova, solo Tg La7 propone una “var” per valutare la concretezza di simili accuse. In un lungo servizio, viene spiegato infatti come si tratterebbe non di fare un nuovo condono, ma di applicare norme riferite a condoni passati, ma che uno dei testi a cui ci si riferisce, quello del 1985, rimanderebbe ad una normativa che ignora la sicurezza ambientale, e la cui applicazione lascia spazio, nonostante gli ulteriori accorgimenti avanzati, a diverse ambiguità. Una situazione opaca, ma che dimostra per contrasto la necessità di questo genere di approfondimento giornalistico anche nei programmi d’informazione generalista.

Restando in tema d’informazione, il Tg3 di venerdì dedica alla manifestazione “La verità non muore mai”, evento della giornata mondiale dedicata alla libertà di stampa ed ai giornalisti uccisi. Buone coperture per gli altri Tg Rai e Tg La7, con Tg3 che venerdì fa il punto sull’inchiesta Kuciak, con il procuratore De Raho che segnala come ci sia stata un’improvvisa interruzione nello scambio delle informazioni tra le procure, e Tg La7, che giovedì aveva nuovamente titolato sugli sviluppi del caso Khashoggi.

Per la cronaca, grande spazio è andato al ritrovamento di alcuni resti umani presso la Nunziatura apostolica di Roma, con le prime indagini che fanno aprire spiragli si possa trattare di uno sviluppo per il caso Orlandi dopo 35 anni di indagini. Ma oltre all’interesse verso il ritorno di un grande caso del passato, l’attenzione delle testate si è concentrata nel corso della settimana sul contrasto della criminalità organizzata. La storica sentenza di Reggio Emilia nell’ambito del più importante processo contro la ndrangheta nel nord (118 le condanne per oltre 1.200 anni di carcere) è nei titoli dei Tg Rai di mercoledì (e nei servizi di Tg2 già da martedì). Maggiore spazio viene dedicato dalle testate Mediaset al nuovo caso di incendio doloso presso un impianto di stoccaggio rifiuti a Caserta, che palesa un più vastp disegno criminale.

Passando agli esteri, la pagina americana si concentra su Trump che in vista delle imminenti elezioni di midterm impone sposta il tema dello scontro politico sui migranti, servendosi (cit. Tg3 di venerdì) della carovana di migranti in arrivo dall’Ondulas al confine messicano come “un arma”. Maggiore attenzione da parte delle nostre testate c’è stata verso le elezioni in Brasile, con la vittoria del candidato ultraconservatore Bolsonaro: titoli per i Tg Rai e La7 di lunedì. Un interesse sicuramente favorito dalle dichiarazioni del candidato di voler concedere l’estrazione di Cesare Battisti. Una notizia che, commenta Mentana, “in ogni caso è buona per tutti”.

L’attenzione agli esteri si accompagna venerdì di una forte denuncia che riguarda il conflitto in Yemen, guerra che va avanti da anni portandosi dietro una catastrofica situazione umanitaria e di cui “non si parla mai”. Titolo per il Tg5, e servizi sulle testate Rai. A veicolare l’interesse dei media nostrani è stata tuttavia, come in anni passati, la forza di una immagine, quella di una bambina malnutrita di nome Amal, rilanciata dal New York Times come “simbolo” del conflitto ma che, purtroppo, è morta a causa degli stenti: un’ulteriore prova del “peso” delle immagini sul nostro sistema della comunicazione.

Tra le varie ed eventuali, segnaliamo:
– i titoli dei Tg Mediaset di martedì dedicati ad un ulteriore caso di violenza oltraggiosa nei confronti di un’insegnante presso l’istituto superiore di Vimercate, a cui è stato letteralmente “teso un agguato” in classe da parte degli studenti, che le hanno lanciato contro una sedia;
– l’attenzione dei Tg Rai di mercoledì agli arrivi attraverso i corridoi umanitari aperti dalla Chiesa Valdese, che hanno fino adesso permesso a 1.400 siriani di giungere legalmente nel nostro Paese;
– il titolo di Tg La7 di venerdì dedicato agli sviluppi della situazione catalana, che ha visto la procura spagnola chiedere fino a 25 anni di carcere per i 18 leader indipendentisti, accusati finanche di rivolta; sempre Tg La7 ha proposto lunedì, nel segmento delle inchieste sviluppate da Milena Gabanelli, un’interessante report sui costi degli impianti di riciclaggio che palesa un’ingiusta verità: le tariffe aumentano, ma i servizi restano gli stessi e senza un piano nazionale nessun impianto può fare adeguatamente il suo lavoro. “Un’ingiustizia” secondo il direttore-conduttore di Tg La7.

 

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