I Tg dal 21 al 25 gennaio 2019 – Torna lo scontro sui migranti, anche “in loro assenza”

Tabella dei titoli in percentuale. Totale titoli: 212. Argomenti presenti nelle titolazioni: 314; politica 28% (88 presenze, per il 41% dei titoli), cronaca 23% (73 presenze, per il 34% dei titoli), esteri 16% (50 presenze, per il 24% dei titoli), interni 12% (38), cultura e società 11% (36), economia 6% (19) e sport e varie 3% (10).

26 gennaio – I contrasti politici sulla gestione del fenomeno migratorio sono il tema chiave per questa settimana dell’informazione, richiamati in 15 aperture e presenti in oltre 40 titoli.

Le accuse del ministro del Lavoro Di Maio, che lunedì a fronte delle ultime operazioni di soccorso nel Canale di Sicilia ha chiamato in causa la Francia, “colpevole” di sfruttare ed impoverire ben 14 paesi africani in cui circola la valuta del cosiddetto Franco CFA. Affermazioni ribattute da Di Battista come dalle forze alleate di governo, e che martedì hanno visto un intervento pacificatore da parte del premier Conte per far fronte alla crisi diplomatica (titoli per tutti, con doppia apertura per Tg1 e Tg La7). Tra le analisi di questo veloce scambio, è quella del Tg La7 che va più a fondo, e che dopo aver smontato lunedì la testi espressa dal ministro pentastellato (osservando come dei 10 paesi da cui arrivano i migranti in Italia, solo 2 usano il “Franco coloniale”), martedì denota come questa uscita va interpretata in una logica squisitamente elettorale, lettura confermata da un audio “carpito” nelle giornate successive dal colloquio tra Angela Merkel ed il premier Conte a latere del vertice di Davos. Sempre in tema, le dichiarazioni della Germania di voler uscire dalla Missione Sofia, rese note mercoledì ma smentite giovedì sono nei titoli per tutti, sebbene poche testate esplorano nei servizi le criticità che hanno portato a considerare questa scelta, sollevate dalle forze tedesche impegnate nel contrasto ai trafficanti di esseri umani sul Canale di Sicilia (buono il servizio del Tg1, che offre numeri interessanti sui successi di queste operazioni).

Ma a porre nuovamente al centro il tema sbarchi-ong è il riaprirsi del contrasto tra il ministro Salvini e la magistratura, dopo che giovedì il Tribunale dei Ministri ha chiesto l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti per la vicenda della nave Diciotti, rifiutando la richiesta di archiviazione della procura (titoli per tutti sia giovedì che venerdì, con aperture per Tg4, Tg3, Tg5 (2) e Tg La7). A fronte di uno scontro destinato a riaccendersi, con Salvini che sembra disponibile a lasciarsi processare, sempre Tg La7 osserva nei servizi come la scelta del ministro dell’Interno potrebbe a sua volta riflettere ragioni elettorali, dati gli esiti positivi avuti in termini di consensi dalla “battaglia” ingaggiata nell’estate del 2018 contro le ong.

Come in altre occasioni, le discussioni e gli scambi ripresi dai servizi si sono tenuti lontani dalla “carne viva” delle problematiche migratorie, ovvero i gruppi umani coinvolti e le strategie d’integrazione messe in atto per conciliare la presenza di queste comunità sul territorio, soprattutto a seguito del criticato decreto sicurezza. Un’inversione di tendenza la si ha avuta in parte tra martedì e mercoledì con i servizi dedicati alla chiusura del Cara di Castelnuovo di Porto, struttura vicino Roma seconda per capienza nel Paese (4 i titoli, di cui le aperture del Tg3 di martedì e di Tg5 di mercoledì). Tra le diverse coperture, è la testata diretta da Paterniti a distinguersi con servizi che intervistano sia gli occupanti del centro, costretti dopo anni di produttiva convivenza a lasciare la regione, sia le difficoltà della comunità ospitante dopo queste incerte operazioni di trasporto.

Restando sulla politica, l’attesa presentazione del Reddito di Cittadinanza durante la kermesse del Movimento 5 Stelle di martedì raccoglie le dovute attenzioni (aperture per le testate Mediaset, titoli per tutti), con minore spazio dato stavolta alle polemiche sorte con la proposta dell’attore Lino Banfi come rappresentate italiano alla Commissione dell’Unesco. Analoghi spazi, diluiti nel corso delle edizioni, hanno invece trovati gli scambi tra le due anime del governo sul tema delle infrastrutture, che giovedì ha portato l’accorso sulle concessioni per le trivellazioni sul mare Adriatico. Molto spazio sulle testate Mediaset di venerdì al 25° anniversario della discesa in campo di Silvio Berlusconi, riproposto con un nuovo messaggio agli italiani preceduto nei servizi da quello “storico” del 94 (titoli per i Tg Mediaset, ma servizio anche per il Tg2).

Il Paese nella morsa del gelo è oggetto delle consuete coperture, che riflettono come la siccità che si riproponeva tipicamente nelle regioni meridionali stia sempre più interessando l’Italia del nord.

L’elezione di Maurizio Landini, da mercoledì  nuovo Segretario Generale della Cgil, se in un primo momento non conquista l’attenzione delle testate (titoli dapprima solo per Tg3 e Tg La7), viene ripresa con maggior interesse nelle giornate successive, con Tg2 che lo intervista venerdì. Sempre venerdì, occorre segnalare un’altra intervista “sui generis” del Tg2 al giornalista americano Steve Bannon, stratega della campagna elettorale di Trump e presentato come il “teorico del populismo”, durante la quale sono sciolinati giudizio assai favorevoli sia verso Salvini che verso l’esperimento di governo con i 5 Stelle.

Per gli esteri, la situazione critica in Venezuela raccoglie 10 titoli, tra cui le aperture giovedì di Tg La7 e Tg2. La mossa del leader dell’opposizione Guaidò che si è dichiarato, con l’appoggio degli Stati Uniti e di altre potenze internazionali, il nuovo presidente del paese sudamericano, mentre Maduro mobilita l’esercito denunciando il golpe, crea grande apprensione per il nostro governo, anche per la numerosa presenza di italiani nel paese. Tg2 intervista giovedì Giorgia Meloni, che esprime analoghe preoccupazioni. Sempre la testata di Gennaro Sangiuliano apre venerdì sulla soluzione temporanea trovata allo shut-down da parte dell’amministrazione americana.

I dati economici di lunedì del Fondo Monetario Internazionale, che taglia ulteriormente le stime di crescita per il nostro Paese, figurano sottotono sulle scalette dei Tg di lunedì, tra le accuse di Salvini al Fondo e le rassicurazioni a posteriori del premier Conte.

Per la cronaca, numerosi  i fatti di sangue della settimana,  più volte spiccati in apertura per Studio Aperto e Tg4. Una sorpresa c’è arrivata invece giovedì, con la bella notizia del miglioramento delle condizioni di Alex, bambino inglese ricoverato in Italia ed affetto da una rara patologia degenerativa che aveva, nei mesi passati, sollecitato il contributo di oltre 20mila donatori per trovare cellule staminali a lui compatibili (4 i titoli, più la copertina del Tg5). Lo schianto tra un aereo ed un elicottero nei cieli della Val D’Aosta, che ha causato 5 vittime, stupisce e si impone sulle testate di venerdì, reclamando le aperture di Tg4, Tg3 e Tg1.

La celebrazione della giornata della memoria produce, come ogni anno, numerose coperture. Assai marcati gli accenti sul Tg3, che martedì riprende il sondaggio dell’Eurobarometro relativo a rigurgiti di razzismo ed antisemitismo. Proprio su questi temi, forte è stato giovedì il richiamo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (titoli per Tg3, Tg1, Tg5 e Tg2), che ha parlato di un “virus pronto a risvegliarsi, anche grazie a teorie complottiste”. Quest’ultima allusione si riferisce ad un’uscita del senatore Cinque Stelle Lannuti che aveva pubblicato un post di stampo antisemita, rifacendosi al “protocollo dei sette savi di Sion”, noto falso storico usato dalla propaganda antisemita per legittimare le proprie persecuzioni, e duramene criticato da Enrico Mentana sia lunedì che martedì.

In un panorama mediatico a cui alla carta stampata viene riconosciuto sempre meno impatto, La7 è la sola testata a dedicare mercoledì un titolo alla bufera causata dalla prima pagina del quotidiano Libero, che metteva in un articolo in relazione il “crollo del Pil” con “l’aumento dell’omosessualità”, un accostamento inesistente che ha comportato l’avvio da parte di Vito Crimi della proceduta che azzererà entro i prossimi tre anni i finanziamenti pubblici per la testata. 

Tra le varie ed eventuali, segnaliamo:

  • i reportage del Tg2, il primo martedì sui latitanti italiani all’estero, il secondo giovedì sulle condizioni di vita sulla circonvallazione esterna di Napoli;
  • l’attenzione data dal Tg3 sia alle manifestazioni di solidarietà verso i proprietari della pizzeria Sorbillo di Napoli, a cui la ndrangheta aveva fatto detonare un piccolo ordigno davanti al locale, sia alle intimidazioni con analoghi mezzi condotte a Foggia dalla mafia cittadina a danno dei commercianti che denunciano (coperture anche su altre testate);
  • l’improvviso silenzio sulle testate Mediaset, a partire da martedì, relativo al proprio “colossal d’animazione” Adrian, che dopo una martellante campagna tra pubblicità e promo di rete è scomparso dalle scalette dei Tg – scelta dovuta allo scarso successo di pubblico delle prime puntate.

 

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