I Tg dal 4 all’8 febbraio – Forza, Manuel!

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Tabella dei titoli in percentuale. Totale titoli: 207. Argomenti presenti nelle titolazioni: 297; cronaca 25% (75 presenze, per il 36% dei titoli), cronaca 23% (68 presenze, per il 33% dei titoli), esteri 21% (62 presenze, per il 30% dei titoli), interni 9% (26), economia 9% (26), sport e varie 7% (21) e cultura e società 6% (19).

 

9 febbraio – Tanta carne al fuoco questa settimana. Se la crisi dei rapporti tra Italia e Francia si dimostra l’evento con maggiori ramificazioni, e diverse prese di posizioni da parte delle testate, l’informazione televisiva è stata indubbiamente toccata da un’altro evento: la tragica storia di Manuel Bortuzzo.

La sorte di questo 19enne promessa del nuoto, rimasto paralizzato a seguito di un agguato a Roma operato da due spacciatori ventenni che lo avrebbero preso di mira per “errore” sconvolge ed indigna, e raccoglie nel corso della settimana 35 titoli e 13 aperture, concentrate su Tg2 e le testate Mediaset. Ma più che la tragedia, ad aver fatto scalpore nei servizi è stata l’abnegazione mostrata dal giovane, tanto verso i genitori che, attraverso un messaggio diffuso dalla Federnuoto, ai tanti che lo avevano contattato in questi giorni; parole che hanno reso Manuel un modello di comportamento a cui sono andati, nel corso delle edizioni, numerose lodi e complimenti; spicca fra questi l’intervento sul Tg5 del noto psichiatra Andreoli che, rivolgendosi direttamente a Manuel, ha trasmesso quanto questa vicenda ha impattato ed impatterà sull’immaginario collettivo di un’intera generazione d’adolescenti.

Facendo a nostra volta gli auguri a Manuel per la lunga e quotidiana battaglia che lo attende, ci fa – forse colpevolmente – “piacere” che il repertorio di personaggi “mediatici” evocati negli anni dai telegiornali si arricchisca di un altro esempio, sebbene tragico, di indubbia positività sportiva. Non c’è piaciuto invece quel certo rigurgito d’attenzione morbosa avuto attorno alla ricomparsa sulle scalette di un altro “personaggio” del panorama mediatico italiano: Anna Maria Franzoni, tornata in libertà dopo aver scontato la pena per l’omicidio di suo figlio Samuele. Sei i titoli dedicatele giovedì dall’informazione di serata, eccetto Tg La7 che invece, mercoledì, aveva titolato sui 10 anni dalla morte di Eluana Englaro (lungo servizio anche per il Tg3 di venerdì). Ci auguriamo che con questo passaggio il Delitto Di Cogne, evento che divise le coscienze ed il cui “successo mediatico” aprì la strada ad una stagione di interesse chiaramente morboso verso i fatti di cronaca efferata (Avetrana, Gambirasio, ecc) battezzata dal nostro osservatorio “cronaca criminale”, possa uscire dalla nostra memoria collettiva. L’unica a lamentarsene sarà forse l’informazione mainstream stessa, che si priverà di un nostalgico cavallo di battaglia.

Ritornato alla pagina politica, l’improvviso riaccendersi delle tensioni tra Francia ed Italia si impone sulle giornate di giovedì e venerdì (titoli per tutti, con aperture per i Tg Rai e Tg La7). In un quadro che ha visto l’intervento del Quirinale affinché le parti coinvolte si impegnassero a ristabilire un “clima la fiducia”, l’informazione di serata riprende le dichiarazioni di amicizia del premier Conte, supportato da Salvini, senza sbilanciarsi sui giudizi, eccezion fatta per Tg2 e Tg La7. La testata di Gennaro Sangiuliano giovedì si è lanciata infatti in un caustico editoriale in cui, ricordando i più recenti scambi al vetriolo con i cugini d’oltralpe, ha non solo tacciato Macron di incompetenza politica, ma ha rincarato la dose a colpi di luoghi comuni (dalla Gioconda alla testata di Zidane dei mondiali 2006), additato finanche la lingua francese di espressioni malevole nei confronti di italiani, che palesano un “tasso di (non) motivata superiorità”, quasi a volerci “far stare al nostro posto”.

Di altro timbro l’intervento di Tg La7, che nei servizi è l’unico a spiegare come il casus belli di questa ulteriore crisi, provocato dalla visita di Di Maio e Di Battista ai leaders dei Gilet Gialli, sia stata compiuta al pari di una sortita in un momento in cui sia il premier che l’altro vicepremier si trovava “distratti” o fuori dall’Italia. Una mossa che, a giudizio di Enrico Mentana, è stata un puro calcolo di convenienza in vista delle europee, ma che si può riflettere – ed in modo negativo – a livello commerciale, come è risultato evidente già dal giorno dopo con i tentennamenti di Air France rispetto all’acquisizione di Alitalia. Per il Direttore di Tg La7 è chiaro che, in questa fase, qualunque attacco del governo italiano rivolta alla Francia di Macron va intesa come un” calcolo elettorale”; una condotta contro cui Mentana punta il dito, sostenendo che in politica “Non c’è solo il consenso”.

Ma la Francia resta in ballo anche per quanto riguarda la principale divisione interna all’esecutivo nelle ultime settimane, ossia la costruzione della Tav (10 i titoli). Alla richiesta di Bruxelles di una restituzione dei fondi nel caso che il progetto non venga avviato entro l’estate segue quella del vicepremier Salvini, che mercoledì attacca il ministro Toninelli per non aver diffuso agli alleati di governo la famigerata analisi costi benefici sull’opera, presentata invece ai colleghi francesi ed a Bruxelles. Lo stesso documento, o meglio una bozza, viene proposto venerdì nei servizi dei Tg Mediaset: la valutazione che emergerebbe sarebbe quella di una “bocciatura senza appello” (scarsi riferimenti sulle altre testate).

Altro elemento definente della settimana sono stati i dati economici. L’annuncio del Fondo monetario internazionale che prevede per il 2019 una crescita per l’Italia di appena lo 0,2%, e le sue pesanti ricadute su spread e mercati, spiccano sulle testate di mercoledì e giovedì, accompagnati venerdì dai dati Istat sul crollo della produzione industriale (-5,5%). Questo “doppio colpo”, con previsioni che vedrebbero il nostro Paese il peggiore in assoluto nella Zona Euro, fa passare in secondo piano tanto la presentazione del reddito di cittadinanza di lunedì (titoli per tutti, con aperture per Tg3 e Tg1) come anche la disputa sulla nomina dell’ex ministro Savona, sostituito dal premier Conte ad interim, alla presidenza della Consob, fortemente criticata dalle opposizioni.

Per gli esteri, l’attenzione al Venezuela scende nel corso della settimana nonostante i richiami lunedì del Presidente Mattarella e la lettera spedita proprio dall’auto proclamato presidente Guaidò, che risulta ormai riconosciuto dai 21 Paesi Europei ma non dall’Italia.

L’avvio della demolizione del Viadotto Morandi di Genova figura in molte edizioni di venerdì. Sul tema delle infrastrutture, nel corso della Dataroom di lunedì Milena Gabanelli presenta un quadro gravissimo relativo ai ben 1425 cavalcavia in Italia di cui non è chiara l’appartenenza, con ovvi rischi d’incuria. Durissima la critica di Mentana, che si domanda alquanto stranito come, a fronte di una situazione delineata al dicembre dello scorso anno, non sia ancora stato aperto un tavolo da parte del ministero competente.

Sempre per parlare di Tg La7, lunedì si è registrato una stimolante contaminazione tra web e mainstream tra  il conduttore Mentana ed il presidente di Confindustria Boccia. A fronte di un commento di Mentana, che segnalava come un dato preoccupante nel nostro Paese fossero i bassi stipendi dei ragazzi dai 24 ai 35 anni, è seguito l’arrivo in diretta di un wattsapp da parte di Boccia che ha segnalato come, anche per i giovani, il problema resta l’altissimo regime di tasse e contributi.

Tra le varie ed eventuali segnaliamo:

  • i numerosi servizi del Tg3 sul problema della carenza dei medici di base, con un’intervista mercoledì alla ministra Grillo, la cui proposta – di riconoscere ad alcuni medici una “specializzazione d’ufficio” senza una formazione specifica è stata rifiutata seccamente giovedì dall’ordine dei medici;
  • sempre la testata di Paterniti, che giovedì è la sola a dedicare un servizio all’avvio dello sgombero del Cara di Mineo, intervistando alcuni migranti che dopo anni lasciano quella comunità, incamminandosi verso un futuro incerto;
  • l’intervista del Tg5 al neo segretario della Cgil Maurizio Landini, in vista della manifestazione di sabato. Landini dichiara di non apprezzare il reddito di cittadinanza, e di trovarsi a dover lavorare molto sul sindacato;
  • il rinnovato interesse del Tg4 al gossip del casato Windsor, tirando fuori la vicenda del “figlio segreto del Principe Carlo”.

Luca Baldazzi

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