Osservatorio TG

I Tg dal 3 al 7 dicembre 2018 – dissenzo e pessimismo

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Tabella dei titoli in percentuale. Totale titoli: 207. Argomenti presenti nelle titolazioni: 266; politica 28% (75 presenze, per il 36% dei titoli), cronaca 28% (74 presenze, per il 36% dei titoli), esteri 19% (50 presenze, per il 24% dei titoli), cultura e società 10% (27), economia 7% (18), sport e varie 5% (14) ed interni 3% (8).

8 dicembre – Dopo la grande attenzione agli esteri di fine mese, la settimana dell’informazione ripiega sulle vicende nostrane, scandite dal nodo sulla manovra economica, arrivata mercoledì sera a Montecitorio e votata con la fiducia alla Camera alle 21.00 di venerdì.

Il passaggio alla Camera della manovra, un testo ricco di provvedimenti ma che non presenta numeri definitivi sul deficit, né le “misure bandiera” del governo gialloverde, che dovranno essere affrontate al Senato, palesa nei servizi di molte testate i contrasti all’interno delle forze di governo che su diversi provvedimenti non riescono a produrre una sintesi. Ampio spazio sui Tg Mediaset ai dissapori tra i vicepremier, che spesso appaiono con dito sul contratto. La fuoriuscita di venerdì del deputato 5 Stelle Dall’Osso (che è malato di sla), passato al gruppo di Forza Italia dopo la bocciatura del un emendamento per potenziare il fondo per i disabili, riceve grande attenzione anche da parte dei Tg Mediaset minori, mentre viene sostanzialmente ignorata dal Tg2, unica testata “pro governo” della serata data l’assenza di Tg1 per la prima della Scala di Milano. Sempre venerdì, il Tg2 cerca chiarificare le voci sui dissensi interni alla maggioranza intervistando il vicepremier Di Maio, che nega qualunque progetto di dimissioni da parte del ministro dell’Economia Tria.

In un panorama mediatico che vede almeno 4 su 7 delle principali reti nazionali non favorevoli all’attuale maggioranza, vari e diffusi sono stati i riferimenti alle opposizioni fin dai titoli. Ma parallela a voci di dissenso, a inizio settimana è arrivato l’allarme lanciato dagli imprenditori riuniti a Torino (5 titoli lunedì), che al grido di “Pazienza è finita, qui serve la crescita” hanno apertamente domandato alle due anime di governo di “tagliare” assieme 4 miliardi sulla manovra per evitare la procedura d’infrazione. Tornando alla politica, se Forza Italia può contare sull’appoggio delle testate amiche, che tra giovedì e venerdì rilanciano le dichiarazioni di Berlusconi dedicandoci 4 titoli e lunghi servizi appositi, il partito democratico risulta invece sotto ai riflettori (anche da parte dei Tg di governo) per i dissidi interni dopo la rinuncia di Minniti alle primarie e le tensioni con Renzi.

Una riflessione sulla condizione generale della società italiana, che però in alcuni servizi si tinge di critiche verso le inadempienze dell’attuale esecutivo, è arrivata sempre venerdì dal 52° rapporto Censis, la cui denuncia verso una società sempre più “sola, spaventata, incattivita verso gli “stranieri” e preda di un “sovranismo psicologico” sono rilanciate nei titoli di 5 testate, con Tg3 che intervista il Presidente Vallerii.

Al di fuori della politica, la settimana risulta molto segnata dalle iniziative di contrasto alla criminalità organizzata. Il “duro colpo” (Tg5) dato alla nuova cupola di Cosa Nostra, con 46 fermati tra cui il bosso Settimo Mineo, considerato l’erede di Riina, trionfa sulle scalette guadagnandosi le aperte di Studio Aperto, Tg3 e Tg5.

Sfortunatamente, sulla pagina della “cronaca politica”, nella stessa giornata di questo colpo dello Stato alla mafia siciliana si registra un forte contrasto tra esecutivo e potere giudiziario negli scambi tra Salvini ed il procuratore di Torino Armando Spataro, ingaggiata a colpi di social (5 titoli, tra cui l’apertura di Tg La7). Motivo dello sconto un’indagine per la quale il ministro dell’Interno, forse nella foga di dare un altro colpo alla propria retorica contro un accoglienza sconsiderata, avrebbe elogiato i troppo presto i risultati di un’operazione contro la mafia nigeriana, a detta del magistrato ancora in corso.

L’attenzione al contrasto delle varie mafie continua tuttavia nei giorni successive, che registrano mercoledì titoli e servizi dedicati ai 90 Europa e Sudamerica di affiliati della ndrangheta. Spazio sui Tg Mediaset minori lo ricevono giovedì anche le confische di beni ai mafiosi della capitale, mentre Tg2 presenta venerdì un buon approfondimento sulle attività della mafia pugliese, autrice di numerosi episodi di “lupara bianca”.

L’esplosione di un autocisterna sulla Salaria all’altezza di Rieti, causa di 2 morti e decine di feriti ma che poteva rivelarsi assai più catastrofica, impressiona le testate di mercoledì, raccogliendo l’apertura di tutte le testate eccetto Tg La7, che vi dedica l’ultimo titolo.

In una settimana assai vissuta dalla cronaca, ma anche caratterizzata da una riflessione profonda sulla nostra società che vede nel “diverso” un elemento ansiogeno e di minaccia, risulta opportuno segnalare come titoli e servizi relative a stranieri e migranti siano stati nel mese di novembre assai rari, una presenza di 35 su circa 1300 titolazioni.

Anche questa settimana le vicende legate a migranti risultano alquanto ridotte con un attenzione continua solo da parte di Tg3, che lunedì dedica un titolo al rogo, forse di origine dolosa, nella tendopoli di San Ferdinando in Calabria. Sempre Tg3 dedica martedì 2 servizi dalla baraccopoli di Gioia Tauro, 2 servizi tra cui censimento del posto e parere di sociologa su fenomeno caporalato, in cui si ribadisce come agromafie e caporalato non sono un fenomeno esclusivamente meridionale, ma che interessano tutto il Paese, dalla Puglia al Trentino. Spazio anche venerdì alla questione, con un intervista a Marco Benotti di Medici Senza Frontiere in merito alla situazione delle navi delle Ong, che ricorda – tra le altre cose – come la nave Acquarius risulti sotto sequestro da 2 mesi in un porto straniero. Attenzione agli stranieri, su un altro versante, la si ritrova anche su alcune testate Mediaset, come il Tg5 che mercoledì denuncia la situazione del campo nomadi di Foggia dove alcune minorenni rumene erano state schiavizzate e costrette a prostituirsi.

Passando al resto, la pagina degli esteri risulta occupata dalle coperture da Parigi dove sabato si terrà una nuova, e decisamente dura protesta da parte del movimento dei Gilet Gialli nonostante le concessioni di Macron, che aveva congelato gli aumenti energetici. Spazio anche al caso Meng Wanzhou, dirigente canadese della compagnia Huawei, colosso della telecomunicazione cinese, accusata di aver fatto affari con l’Iran non rispettando le sanzioni internazionali. Un arresto che porta con sé la conseguenza di una crisi diplomatica che giovedì ha affossato le borse di mezzo mondo, facendo risalire notevolmente anche il nostro Spread. Attenzione venerdì al passaggio di consegne tra Angela Merkel e la nuova leader CDU Karrenbauer (titolo per Tg3 e Tg La7).

In una settimana molto vissuta da inquietudini, la cultura sembra porsi come unico baluardo contro pessimismi e disfattismi. Da qui l’enfasi data da tutte le testate ai lunghi applausi ricevuti dal Presidente della Repubblica Mattarella all’apertura della stagione lirica al Teatro alla Scala Milano (titoli per tutti).

Tra le varie ed eventuali, segnaliamo:

l’attenzione di Studio Aperto lunedì al fenomeno del gioco d’azzardo, a cui oltre ad un titolo legato ad un fatto di cronaca (presente anche sul Tg4) propone due buone interviste, tra cui la forte testimonianza di un giocatore affetto da “craving” per il gioco;

i titoli di Tg4 e Studio Aperto sulla vicenda di una bambina disabile motoria che rischia di non poter assistere alle lezioni perché l’ascensore del suo istituto risulta rotto da tre mesi;

l’attenzione diffusa del Tg3 al fenomeno delle start-up nazionali, a cui la testate dedica lunedì un titolo e numerosi servizi nelle giornate successive che palesano la creatività e l’efficacia dei giovani imprenditori italiani, abili nell’uso delle nuove tecnologie.

Luca Baldazzi

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