Il settore dei Beni e delle Attività Culturali è stato duramente colpito dall’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da Covid-19. Gli utenti dei musei, stando ai dati Istat, sono stati circa 36 milioni nel 2020 ‒ anno del lockdown ‒ segnando un decremento nel numero di visitatori del 76% rispetto al 2019, con una riduzione dei ricavi del 70%.
In questa situazione, le Istituzioni museali hanno ricevuto il sostegno dei fondi del PNRR, che ha previsto un investimento complessivo di 6,68 miliardi di euro destinato alla cultura, pari circa al 4% dei fondi totali.
Secondo l’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali del Politecnico di Milano, oltre un museo su tre ha partecipato ad almeno un bando e quasi la metà di questi ha ottenuto un finanziamento. Il 61% dei beneficiari ha ricevuto fondi per progetti volti a migliorare l’accessibilità, grazie alla rimozione di barriere fisiche e cognitive, mentre il 24% per progetti volti all’efficientamento energetico.
La ripresa del settore passa sicuramente attraverso compiuti investimenti in sostenibilità, intesa nella sua più ampia accezione, come protezione ambientale, crescita economica ed equità sociale.
Quanto può influire la digitalizzazione nella sostenibilità dell’offerta museale?
Occorre una riflessione più ampia sul ruolo della digitalizzazione e su quanto questa e l’innovazione possano contribuire alla sostenibilità dell’offerta museale. Si pensi ai sistemi di Intelligenza artificiale e alle realtà immersive volte a favorire l’inclusione dei bambini e dei ragazzi, così come dei soggetti disabili e delle fasce deboli, nella fruizione dei contenuti culturali.
Le nuove tecnologie possono migliorare l’efficienza energetica, consentire una migliore allocazione delle risorse, favorire la decarbonizzazione, ridurre le emissioni e l’inquinamento.
Tuttavia, affinché il settore dei beni culturali possa contribuire concretamente ad un cambio di paradigma verso la sostenibilità, occorre investire nella formazione di nuove figure professionali con specifiche competenze, capaci di tutelare il patrimonio artistico e culturale di fronte ai cambiamenti climatici, progettare una offerta culturale in linea con le esigenze del suo pubblico, promuovere nuovi modelli di business in cui la cultura dialoghi con l’innovazione digitale, tenendo sempre presente che i beni culturali rappresentano la memoria del nostro passato, da consegnare alle future generazioni.
L’attenzione alla sostenibilità nel sistema culturale europeo
Le Istituzioni e le imprese culturali europee stanno adottando da alcuni anni una serie di iniziative volte, da un lato, alla promozione di una cultura sostenibile presso i propri pubblici e la cittadinanza e, dall’altro, all’impiego di misure concrete per ridurre il loro impatto ambientale.
Inoltre, negli ultimi anni sono nate diverse organizzazioni focalizzate sulla sostenibilità dei musei e dei siti storici, come ad esempio i Network di musei green (Netwotk of European Museum Organisations-NEMO; Climate Heritage Network; Green Museums Initiative Committee), che promuovono la sostenibilità ambientale e sociale nei musei, o la Sustainable Sites Initiative, che valuta e certifica la sostenibilità di siti storici e culturali.
Infine, alcune organizzazioni e Istituzioni culturali stanno adottando strategie e iniziative per ridurre il proprio impatto sull’ambiente naturale come la riduzione dei rifiuti, l’uso di fonti di energia rinnovabile, l’acquisto di prodotti eco-sostenibili e l’adozione di politiche per cercare di ridurre le emissioni di carbonio.
La sostenibilità in àmbito culturale: esempi virtuosi
Per quanto riguarda la sostenibilità in ambito museale e culturale si posso elencare, a titolo esemplificativo, alcuni esempi virtuosi:
- Tate Modern: la galleria d’arte britannica si è posta l’obiettivo di utilizzare materiali sostenibili durante le mostre in modo da ridurre l’impatto ambientale di questi eventi. Inoltre, si è impegnata a ridurre le emissioni di carbonio del 60% entro il 2025.
- Smithsonian Institution: l’organizzazione americana ha impiegato una strategia volta a ridurre il consumo di energia e acqua, la produzione di rifiuti e le emissioni di gas a effetto serra.
- Royal Botanic Gardens, Kew: il giardino botanico britannico, per salvaguardare l’ambiente, è intervenuto sull’impiego di fonti di energia rinnovabile, l’acquisto di prodotti eco-sostenibili e la riduzione dei rifiuti.
- Museo d’arte moderna di New York: si è impegnato a ridurre le emissioni di carbonio del 25% entro il 2025 e del 50% entro il 2030. Inoltre, ha adottato una politica di acquisto sostenibile per ridurre l’impatto ambientale dei materiali utilizzati nelle mostre.
- Louvre Abu Dhabi: ha fatto ricorso all’uso di fonti di energia rinnovabile, alla riduzione dei rifiuti e all’adozione di politiche per ridurre le emissioni di carbonio.
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Museo di Storia Naturale di Londra (Natural History Museum): è attivo nell’uso di energie rinnovabili e ha avviato progetti per la riduzione dell’impatto di carbonio (obiettivo net-zero). Il museo è inoltre impegnato nel miglioramento della gestione dei rifiuti e del riciclo, nella riduzione dell’uso della plastica e nella promozione di pratiche sostenibili tra fornitori e personale. Il museo integra la sostenibilità anche nella ricerca scientifica (monitoraggio biodiversità) e nelle attività di scienza partecipativa che coinvolgono il pubblico.
La prospettiva della sostenibilità applicata ai beni culturali e museali
Il percorso verso la sostenibilità nel settore dei beni culturali richiede un approccio integrato che coniughi innovazione digitale, efficienza energetica e inclusività sociale. Gli esempi virtuosi europei dimostrano che è possibile coniugare la tutela del patrimonio con la responsabilità ambientale. La sfida, anche per le Istituzioni culturali italiane, è quella di tradurre gli investimenti del PNRR, e non solo, in azioni concrete, formando professionisti qualificati e adottando strategie di lungo periodo che garantiscano la trasmissione del nostro patrimonio alle generazioni future in un’ottica di piena sostenibilità. L’Italia ha l’opportunità di guidare questo cambiamento, trasformando i propri musei in modelli di eccellenza sostenibile.

