La lotta al crimine organizzato transnazionale passa ad un altro livello. Con l’operazione Atlas Nexus, la cooperazione tra Unione europea e America Latina in materia di sicurezza raggiunge il suo punto più alto in termini di coordinamento operativo, numero di paesi coinvolti e risultati conseguiti sul campo. Non si tratta soltanto di un’azione di polizia su larga scala, ma della dimostrazione concreta che le reti criminali dedite al narcotraffico, alla tratta di esseri umani e al traffico di armi possono essere colpite in modo efficace solo attraverso un’architettura di cooperazione stabile, capace di superare i confini nazionali con la stessa rapidità con cui li attraversano le organizzazioni criminali.
L’operazione Atlas Nexus: numeri e portata
Un’operazione internazionale di polizia ha condotto all’arresto di 490 persone in America Latina ed Europa, oltre al sequestro di 37,6 tonnellate di cocaina e 118,6 tonnellate di cannabis. Questi i numeri riportati dal programma di cooperazione tra Unione europea e America Latina in materia di lotta al crimine transnazionale,El Paccto, che ha svolto un’operazione coordinata congiuntamente con la Piattaforma multidisciplinare europea contro le minacce criminali (Empact), l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex), oltre alle polizie di 34 paesi.
Si tratta della più vasta operazione congiunta contro la criminalità organizzata condotta finora tra le due regioni. Atlas Nexus ha visto la partecipazione di 8.680 agenti di polizia e autorità giudiziarie in diverse operazioni nazionali che hanno portato all’ispezione di 110 aeromobili, 28 imbarcazioni, 415 veicoli e 271 container presso 28 punti di controllo in porti, aeroporti e reti stradali, con l’esecuzione complessivamente di 595 mandati di perquisizione.
Le forze coinvolte: El Paccto, Empact, Frontex e le polizie internazionali
Il coordinamento dell’operazione poggia su un’architettura consolidata di cooperazione bi-regionale. Il programma El Paccto, finanziato dall’Unione europea per rafforzare la cooperazione giudiziaria e di sicurezza con l’America Latina e i Caraibi, ha agito insieme a Empact, la piattaforma multidisciplinare europea guidata dagli Stati membri per contrastare la criminalità organizzata grave, e a Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera. A questa struttura si sono aggiunte le polizie di 34 paesi latinoamericani e di sei Stati extraregionali: Stati Uniti, Montenegro, Norvegia, Regno Unito, Svezia e Svizzera.
L’operazione si è concentrata sull’individuazione e lo smantellamento di reti criminali poliedriche e di obiettivi di alto profilo, sul sequestro di beni di provenienza illecita, sull’avvio di nuove indagini e sull’individuazione di frodi documentali correlate in cinque ambiti criminali prioritari: traffico di droga, tratta di esseri umani, frodi documentali, traffico di armi da fuoco e reati ambientali.
L’Italia in El Paccto 2.0
Il programma El Paccto 2.0 è diretto per l’Italia dal Consigliere Giuridico del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Giovanni Tartaglia Polcini, ed ha come esperti il magistrato antimafia Giovanni Russo per il settore penitenziario; il colonnello della GdF Flavia Guarnaccia per il settore anticorruzione; e il dott. Simone Pioletti per il progetto I-Can (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta).
I numeri di Atlas Nexus restituiscono la misura di un fenomeno transnazionale
I numeri di Atlas Nexus certificano un salto di qualità nella cooperazione bi-regionale contro il crimine organizzato, ma restituiscono anche la misura reale del fenomeno che si intende contrastare: quasi 500 arresti e oltre 150 tonnellate complessive di sostanze stupefacenti sequestrate in un’unica operazione segnalano la persistenza di filiere criminali capillari, capaci di muovere merci e persone su scala intercontinentale con logiche industriali. La scelta di affiancare al traffico di droga altri quattro ambiti prioritari (tratta di esseri umani, frodi documentali, traffico di armi e reati ambientali) conferma inoltre come le organizzazioni criminali transnazionali operino oggi su mercati illeciti sempre più interconnessi, dove i proventi di un traffico alimentano gli altri.
Sul piano strategico, l’operazione mostra che l’efficacia del contrasto dipende sempre meno dalla capacità dei singoli Stati di agire isolatamente e sempre più dalla tenuta di piattaforme di cooperazione permanenti come El Paccto ed Empact, capaci di sincronizzare tempi, obiettivi e risorse investigative tra continenti diversi. Il coinvolgimento italiano attraverso figure specializzate nei settori penitenziario, anticorruzione e nel contrasto alla ‘Ndrangheta a livello internazionale conferma inoltre come il contributo nazionale a questi programmi non si limiti alla partecipazione simbolica, ma si traduca in un apporto tecnico specifico alle priorità investigative condivise a livello europeo e latinoamericano.

