Velocity gap è il termine coniato dall’Europol per descrivere la velocità di adattamento criminale e il divario rispetto alla capacità di risposta delle istituzioni di contrasto. La sfida di domani non sarà inseguire ogni singola innovazione criminale, ma ridurre proprio il divario di velocità tra chi attacca e chi deve proteggere cittadini, imprese e istituzioni. In questa prospettiva, per governare il cybercrime sarà necessario agire sull’intero ecosistema dei crimini digitali, che passa attraverso tecnologie, piattaforme, pagamenti, telecomunicazioni, cooperazione giudiziaria, competenze investigative e consapevolezza degli utenti.
La criminalità si sta spostando dal mondo fisico a quello virtuale, dove l’IA generativa permette di creare truffe e deepfake estremamente persuasivi e difficili da riconoscere. Per contrastare fenomeni come il revenge porn sintetico e le frodi d’identità, il legislatore ha introdotto la Legge 132/2025, punendo la diffusione dannosa di contenuti manipolati. Ma nonostante l’inasprimento delle pene, la difficile identificazione dei colpevoli rende il crimine informatico ancora un’attività criminale ad alto rendimento e basso rischio.
L’Operazione interforze Shield VI ha portato al sequestro di farmaci illegali in tutta Europa del valore di circa 33 milioni di euro. Tra le sostanze sequestrate, figurano principi attivi di diversa indicazione terapeutica, da dimagranti ad antibiotici, da antinfiammatori a farmaci per la disfunzione erettile, fino al botulino, utilizzato nei centri estetici non autorizzati. L’operazione su base europea, che ha coinvolto le forze dell’ordine italiane, francesi, spagnole e greche, ha evidenziato l’importanza della cooperazione e dello scambio di informazioni e best practice in un momento in cui la criminalità farmaceutica minaccia pesantemente la salute pubblica.
L’evasione fiscale e il riciclaggio sono spesso percepiti come fenomeni separati; nel primo caso si pensa ai commercianti che non emettono lo scontrino, nel secondo alla criminalità organizzata. Ma l’obiettivo è identico: occultare la provenienza del denaro, renderlo invisibile agli occhi del Fisco e delle autorità inquirenti. Oggi, grazie all’evoluzione della normativa antiriciclaggio, anche i reati tributari rientrano oggi tra i reati “presupposto” del riciclaggio, configurando così una fattispecie penale autonoma e ben più grave.
Esistono economie che si sviluppano nelle pieghe della legalità, prosperando esattamente là dove lo stato di diritto si affievolisce e le tutele sociali si frammentano. Il commercio di prodotti contraffatti rappresenta una di queste architetture parallele, un sistema...
L’aumento delle minacce cibernetiche dovute ai conflitti internazionali e la crescente sofisticazione degli attacchi informatici contro le infrastrutture del Paese hanno reso necessaria una risposta più pronta e innovativa da parte della Polizia Postale. In più, l’approvazione del ddl Cybersicurezza nel 2024 ha potenziato le capacità di prevenzione e contrasto, attraverso strumenti normativi avanzati e una più completa architettura istituzionale.
La sinergia tra compliance aziendale e le misure di prevenzione patrimoniale rappresenta una tutela sia della legalità che del tessuto imprenditoriale e produttivo del Paese.
Il Raggruppamento Operativo Speciale (ROS) è stato istituito nel 1990 per contrastare più efficacemente il fenomeno mafioso in forte espansione. Oggi si occupa anche di fenomeni di eversione e terrorismo, e tra le azioni di contrasto più recenti, la cattura di pericolosi latitanti come Riina e Messina Denaro.
Di fronte a una crescente minaccia delle organizzazioni criminali divenute transnazionali, l’esperienza italiana antimafia può offrire un modus operandi maturo e concreto, da applicare sul piano internazionale e globale.
Il mercato dei falsi rappresenta una minaccia sistemica per l’economia globale e per la sicurezza pubblica, oltre a minare la fiducia dei consumatori. Nell’Ue il traffico dei prodotti contraffatti è pari al 4,7% del totale delle importazioni europee.