International

Europee 2019, l’Europa vista dalla Russia. “Il rafforzamento dei sovranisti è opportunità di dialogo”

74

Le imminenti elezioni per il Parlamento europeo sono chiaramente un riflesso di una tendenza più profonda che si sta sviluppando nell’Ue. Oggi, all’interno dell’Unione europea, è in corso un complesso processo di ripensamento dell’equilibrio tra sovranità nazionale e sovranazionale.
La Russia sta osservando da vicino come i diversi gruppi di paesi dell’Unione affronti la questione dell’integrazione sopranazionale. In particolare, vediamo che il tandem franco-tedesco propone nuove iniziative riguardo l’approfondimento dell’integrazione europea: nell’ambito dell’integrazione economica e del rafforzamento della competitività globale della Ue; nello sviluppo dell’attivismo Ue nell’arena internazionale e nel rafforzamento della capacità di difesa dell’Unione (specialmente nel contesto delle pratiche decisionali “sovraniste” di Donald Trump in politica estera); nella sfera sociale, comprese le questioni della responsabilità comune sul destino dei rifugiati.
Vediamo come il contrasto sul problema della relazione tra sovranità nazionale e sovranazionale abbia causato una dolorosa Brexit, ancora lontana dalla fase del suo completamento. È anche ovvio che i paesi dell’Europa orientale, come pure alcuni paesi dell’Europa meridionale, stiano cercando di rivedere la politica finanziaria della Ue e non condividano gli approcci della Germania per risolvere il problema dell’accoglienza dei rifugiati.
Oltre a ciò, da tre anni a questa parte, siamo stati testimoni del fatto che l’Unione europea non sia stata in grado di attuare definitivamente la strategia “dell’impegno selettivo” nelle relazioni con la Russia, formulata da Federica Mogherini nel marzo 2016. Non vi sono stati né un approccio comune degli Stati membri né proposte concrete o “indicazioni guida” in alcune aree come la Siria, l’Afghanistan, l’Asia centrale, l’Iran ecc.
Allo stesso tempo, stiamo assistendo a come alcuni paesi della Ue stiano cercando di costruire attivamente una politica estera indipendente, spesso in contrasto con gli orientamenti di Bruxelles. L’Italia e il nuovo “governo del cambiamento” italiano sono all’epicentro di questi processi. Da un lato, la leadership politica del Paese ha abbandonato l’idea di uscire dalla zona euro e ha chiesto la fondazione di una solidarietà paneuropea nell’accoglienza e nella distribuzione dei rifugiati e nello sviluppo della politica estera, in particolare in Africa e Medio Oriente ‒ poiché queste regioni creano minacce dirette alla sicurezza europea e, perciò, esigono un rafforzamento della sovranità sovranazionale.
D’altra parte, durante l’anno del cambio di potere del nuovo Governo, abbiamo registrato un alto grado di insoddisfazione per lo sviluppo dei processi di integrazione sovranazionale nella Ue e a numerosi tentativi di riportare la soluzione di alcune questioni nella sfera della sovranità nazionale. Ciò vale, in particolare, per le seguenti questioni: la programmazione finanziaria e di bilancio che ha causato un conflitto prolungato tra Roma e Bruxelles alla fine del 2018; l’ammissione dei rifugiati. Su questo ultimo punto, la leadership italiana ha adottato una serie di misure e decisioni indipendenti per limitare l’accesso ai rifugiati al territorio italiano (“porti chiusi”), ed ha anche adottato il “decreto sicurezza”, rivedendo le regole per la concessione dello status di rifugiato. Nell’ambito della politica estera, inoltre, anche l’Italia sta diventando sempre più indipendente.
In modo specifico, l’Italia ha rifiutato di riconoscere l’autoproclamato Juan Guaydo come nuovo Presidente del Venezuela, rendendo così difficile per la Ue sviluppare un approccio comune su questo problema (l’Italia ha assunto una posizione più precisa su questo tema). L’Italia ha una politica indipendente sulla Libia, afferma apertamente la necessità di revocare le sanzioni alla Russia (aderendo però alla posizione comune degli altri stati Ue quando si vota sulla questione dell’estensione delle sanzioni). Il 23 marzo 2019, durante una visita di stato di Xi Jinping, l’Italia e la Repubblica popolare cinese hanno firmato un memorandum di cooperazione nel quadro della “Belt and Road Initiative”, nonostante numerosi avvertimenti di Bruxelles a Roma alla vigilia della visita.
A Bruxelles, le iniziative di Roma, così come i tentativi di molti altri paesi di prendere decisioni a livello nazionale sono visti sempre più in modo negativo ‒ come dannosi per la solidarietà europea e in grado di ostacolare lo sviluppo di un’ulteriore integrazione sovranazionale. In particolare, Macron ha ripetutamente definito tali manifestazioni di “nazionalismo” e “sovranismo” una nuova “lebbra” e ha sottolineato che la sovranità può essere raggiunta solo a livello sovranazionale europeo.
Pertanto, è ovvio che nel prossimo futuro la Ue entrerà in un processo finalizzato a sviluppare un nuovo approccio al rapporto tra sovranità nazionale e sovranazionale e l’Italia sta diventando uno dei motori di questa dinamica. Nelle imminenti elezioni del Parlamento europeo del 26 maggio, le posizioni dei sovranisti dell’Italia e di altri paesi dell’Ue dovrebbero rafforzarsi.
Per la Russia, che ha sostenuto costantemente il principio della sovranità nazionale sulla scena internazionale, il rafforzamento dei “sovranisti” in Italia e in Europa può sembrare come una nuova opportunità per favorire il dialogo. La Russia dichiara tradizionalmente la propria disponibilità a sviluppare relazioni con tutti gli attori politici pronti a cooperare con la Russia. Questa posizione sembra abbastanza pragmatica, anche se a Bruxelles è tradizionalmente considerata come un tentativo di minare l’unità della Ue “dall’interno” e, ovviamente, sarà così considerata anche in futuro.
Oltre a questo: proprio il recente scandalo del “Freedom Party” austriaco mostra che le principali forze politiche nella Ue sono pronte a fare tutto il possibile per screditare le forze politiche pronte al dialogo con la Russia.
Dunque, il dialogo con gli esponenti dei “sovranisti” ha due aspetti per la Russia: da un lato, è certamente positivo che il numero delle forze in Europa pronte a cooperare con la Russia sia destinato a crescere. D’altra parte, molto probabilmente ciò comporterà un peggioramento ancora maggiore delle relazioni con Bruxelles, così come con i centri ufficiali di Parigi e Berlino. Inoltre, i cosiddetti “euroscettici” e “sovranisti” dei diversi paesi dell’Unione hanno approcci abbastanza divergenti nei confronti delle relazioni con la Russia; una situazione che non consente loro di essere considerati come una forza potenzialmente unificata nel processo di miglioramento delle relazioni della Russia con l’Unione europea.
Pertanto, l’unica possibilità per la Russia, nel contesto delle imminenti elezioni europee, è continuare a mantenere un dialogo costruttivo e pragmatico con le forze politiche pronte a sviluppare la cooperazione; ma, nello stesso tempo, evitare il più possibile che tale cooperazione sia presentata nei media e nell’opinione pubblica come un sostegno a quelle forze che puntano a provocare una divisione della Ue, non enfatizzando, nelle dichiarazioni ufficiali, la questione delle divisioni interne all’Unione.
Storicamente le relazioni russo-italiane sono state mantenute ad un livello elevato in qualsiasi situazione politica; di conseguenza, in questa situazione interna della Ue, travagliata dal processo di revisione del rapporto tra sovranità nazionale e quella sovranazionale, sarebbe nell’interesse sia di Roma sia di Mosca “depoliticizzare” il più possibile il dialogo, concentrandosi sull’approfondimento della cooperazione economica reciprocamente vantaggiosa e sulla promozione del dialogo e dell’apertura attraverso la società civile.

Elena Alekseenkova è Direttrice del Centro per gli Studi Italiani, Dipartimento per gli Studi sul Mar Nero e il Mediterraneo, Istituto per l’Europa, Accademia delle Scienze di Russia (IE-RAS)

Ultime notizie
International

Perché il sindacato in Russia è un simulacro? Un appello ai sindacati italiani

Nel 1989 nasce a Mosca un sindacato autonomo dal Partito comunista, l'Unione dei sindacati di Russia Sozprof, che è stato popolarissimo prima in Urss e poi nella Russia post-sovietica. Il fondatore Serghej Kramov, spiega alcune peculiarità del sindacato nella società russa contemporanea, e lancia un appello ai sindacati italiani.
di Serghej Kramov
Il punto

Cambiamenti climatici: “Stay conscious, stay worried”

Siamo a metà giugno e le temperature si sono finalmente decise a comportarsi come si conviene alla tarda primavera. Certo, in pochi...
di Alberto Mattiacci
Criminalità e contrasto

Sicurezza e legalità, Del Sette: “Quanto fatto non è sufficiente. Servono leggi, poche ma ben fatte.”

Legalità e sicurezza: due concetti diversi ma necessariamente connessi; due obiettivi il cui perseguimento è una priorità in ogni società civile. Ma quali sono gli ostacoli per il loro conseguimento? La riflessione del Generale Tullio Del Sette, Presidente dell'Osservatorio sulla Sicurezza dell'Eurispes.
di Tullio Del Sette
Intrattenimento

La tv va in vacanza. Rai, Mediaset, La7 e “le altre”: tutto già visto, o quasi. Il bilancio della stagione

Stop ai palinsesti, via alle repliche. In tv parte l'”interregno” del vuoto cosmico, quattro mesi di vacanza per il piccolo schermo. Qual è il bilancio della stagione appena conclusa? Tutto, o quasi, già visto; si punta sul cavalli già rodati, zero sperimentazione. A parte qualche rara eccezione.
di Raffaella Saso
Cultura

Università, Puglisi: “Evitiamo la fiera delle telematiche”

Le università private potrebbero diventare società di capitali. A questo tema, l'Eurispes ha dedicato una ricerca. E recentemente il Consiglio di Stato si è espresso in merito emettendo un parere. Quali sono le prospettive e quali sono le criticità? Ne parliamo con il Prof. Giovanni Puglisi, Rettore dell'Università degli Studi di Enna “Kore”, componente del Consiglio Universitario Nazionale.
di Valentina Renzopaoli
agricoltura

Cannabis light, stop della Cassazione. Cosa c’è da sapere sulla pianta tabù

Stop al commercio di foglie, resina, oli e inflorescenze di cannabis sativa, ovvero di marijuana light: la recente pronuncia della Corte di Cassazione a Sessioni Unite riporta di fatto alla situazione iniziale di vuoto normativo che la legge 242/2016 non è riuscita a colmare. La Cannabis crea sempre molto scalpore e confusione. Ecco cosa c'è da sapere.
di Matteo Bruno Ricozzi
Economia

Porto di Taranto, il Commissario Prete: “Sviluppare infrastrutture e logistica per la ripresa del traffico”

Il Mediterraneo riveste un ruolo chiave negli scambi commerciali globali. Negli ultimi venti anni è cresciuto del 500% il traffico di container nel Mare Nostrum. Ci soffermiamo sulla situazione di Taranto, con Sergio Prete, Presidente dell’Autorità del Sistema Portuale del Mar Ionio e Commissario Straordinario del Porto di Taranto.
di Elisabetta Bergamaschi
Informazione

Europee 2019, la rilevanza del “cretino” ai tempi di Facebook

Le ultime tornate elettorali hanno visto apparire infatti un nuovo fenomeno: l’interferenza decisiva di Facebook e degli altri social nelle campagne elettorali. Quali sono le conseguenze sul piano democratico?
di Paolo Celot
Informazione

Italia Paese pigro e disimpegnato. Pagnoncelli: “La realtà fa a pugni con la percezione”

Qual è il nostro livello di conoscenza della realtà, quale consapevolezza abbiamo del mondo che ci sta attorno, dei fenomeni che si verificano, delle conseguenze che generano? Il libro di Pagnoncelli, La penisola che non c’è, è una guida utile nella comprensione del momento attuale e delle sue dinamiche.
di Alfonso Lo Sardo
Cultura & Turismo

Turismo, Federalberghi: “Sgravi fiscali per gli operatori e lotta all’abusivismo”

Le opportunità, ma anche i pericoli, delle piattaforme digitali di condivisione che hanno introdotto modi nuovi di viaggiare; la necessità di tornare a governare questa industria con un Ministero dedicato. Ne parliamo con il Presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca.
di Susanna Fara