Fake news, quando a “barare” era il Vaticano. Lo studio

Notizie false e tendenziose, scritte su “commissione” dai rappresentanti di Dio in terra. L’analisi filologica di Corvisieri smaschera le fake news “de Noantri”.

Oggi siamo abituati a chiamarle fake news ma nel corso della storia, notizie false o tendenziose e ricostruzioni fuorvianti e approssimative hanno sempre avuto un peso assai rilevante nella narrazione politica e non. Al tempo degli imperatori di Roma, la “damnatio memoriae” distruggeva la reputazione di personaggi prestigiosi, caduti o fatti cadere appositamente in disgrazia, cancellando ogni traccia del nome della vittima, abbattendo le sue statue e sfregiando le monete rappresentanti il suo volto (altro che macchina del fango e giornalisti pennivendoli). D’altra parte, anche l’apologetica cristiana e la stessa Istituzione della Chiesa ha creato e poi diffuso artificiose ricostruzioni per questo o quello scopo. Un esempio? La falsa donazione di Costantino, tra i più famosi falsi storici in assoluto, per giustificare il potere temporale dei pontefici romani. Fu un filologo italiano, Lorenzo Valla, a dimostrare inequivocabilmente che il documento era un clamoroso falso.

In questo solco di critica fortemente anticlericale, s’inseriscono gli studi di Alessandro Corvisieri, il quale ha recentemente dato alle stampe Ludwing Von Pastor, tutt’altro che uno storico (Paleario Editore), una vera e propria analisi filologica dei 16 volumi scritti dallo studioso tedesco alla fine del 1800, su commissione di Papa Leone XIII.
Nello specifico, La storia dei Papi dalla fine dell’età medioevale di Pastor, ripercorre la biografia dei papi dal Quattrocento al Settecento, mettendo in atto una “smacchiatura” dell’immagine della Chiesa. Pastor diviene il bersaglio della critica di Corvisieri, a cui egli contesta l’intera ricostruzione storica degli avvenimenti riportati nei volumi.

L’opera del Pastor, secondo l’autore, è costellata di incongruenze e resoconti parziali, vere e proprie fake news, che tralasciano alcuni passaggi problematici della storia della Chiesa, come la cattività avignonese, i Concili di Costanza e di Pisa, le ambigue vicende personali di alcuni Papi, le ingiustizie compiute durante l’evangelizzazione delle Americhe, la violenza inquisitoriale perpetrata contro gli eretici, come, tra gli altri, i dimenticati valdesi di Calabria. Queste e altre vicende, come il presunto vescovato di San Pietro a Roma e la politica di acquiescenza della Chiesa verso il Fascismo, animano il libro di Corvisieri che, punto per punto, mette in piedi una critica ragionata del Pastor, facendo riferimento a documenti e libri dell’epoca – inseriti nel testo, insieme a una generosa bibliografia – all’insegna dello spirito illuminista che lo contraddistingue.
Architetto e curatore di cataloghi d’arte, nonché esponente del pensiero laico e liberale italiano, Corvisieri dopo una vita trascorsa tra il restauro di palazzi signorili e i libri antichi, ha dato inizio alla sua attività editoriale nel 2001, pubblicando a sue spese Chiesa e schiavitù, La Chiesa di Roma, Il crimine assolto e Aministiatio a pagamento e Religione dei padri.
La biblioteca di Corvisieri dispone di una collezione incredibile di libri antichi sull’Illuminismo, la Gesuitica e l’Inquisizione, insieme a tutti i numeri del periodico liberale, diretto da Mario Pannunzio, Il Mondo. Tramite queste fonti dal valore inestimabile, Corvisieri sceglie di attaccare consapevolmente, con le sue analisi filologiche, la Chiesa e i rappresentanti di Dio in terra che si sono succeduti nei secoli. Ogni parola del Pastor è passata al setaccio, analizzata rigorosamente e inserita in un contesto storico completamente diverso rispetto a quello da cui è stata estratta. L’attacco all’ideologia missionaria ha lo scopo di denunciare l’ambiguità della Chiesa, benefattrice da una parte, ma con il grande potere di sottrarre la libertà di pensiero, punendo e torturando chiunque minacci di portar via il suo gregge. Far aderire fatto e verità storica è il compito che Corvisieri si è imposto nella sua indagine sulle responsabilità della Chiesa. La sua opera diventa anche attuale, animata da uno spirito di profonda denuncia nei confronti del dirigismo culturale che permea certi ambienti della società ed esclude chi non è allineato ai modelli vigenti, in un’atmosfera che l’autore definisce “criptofascismo di ritorno”. Nel giudizio di Corvisieri solamente i liberi pensatori e i liberi professionisti, puramente indipendenti, hanno la forza di combattere chi lavora per celare alcune verità. I 519 volumi e manoscritti di Gesuitica in possesso dell’autore saranno consegnati nelle prossime settimane alla Biblioteca Nazionale di Roma e, con la catalogazione digitale, saranno disponibili a tutti.
Corvisieri conferma anche di essersi messo al lavoro per una prossima pubblicazione: nel mirino i Gesuiti e colui che oggi siede sul soglio pontificio.

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